giovedì 2 maggio 2013

“A SOLAROLO IL PROGETTO DI UN CASELLO INUTILE”



Tratto dal Resto del Carlino –Cronaca Imola e Faenza «A CHI GIOVA il casello dell’A14 in programma a Solarolo e così vicino ad altre uscite dall’autostrada? A chi giova la nuova area produttiva prevista assieme al casello?». Le domande arrivano dal consigliere provinciale del Pdl Vincenzo Galassini. che ha presentato un’interrogazione sul tema. Del casello se ne parla da 20 anni, fra studi e progetti ma è ancora tutto in attesa della valutazione di impatto ambientale. «PER LA SINISTRA — afferma Galassini — il casello in località Castelnuovo dovrebbe rilanciare l’area produttiva della vallata del Senio. E il progetto è auspicato da una decina di proprietari delle aree, 105 ettari, attualmente agricole, ma inserite nel Piano Strutturale Associato del 2009 come aree industriali». PER GALASSINI però la zona indica un’unica necessità: «E’ la ‘circonvallazione’ di Castel Bolognese l’opera importante — dice il consigliere Pdl —, ma per errate valutazioni degli amministratori di centrosinistra è stato scelto un demenziale tracciato a valle della cittadina, con due ferrovie da superare, una lunghezza di quasi una decina chilometri per un paese che al momento della progettazione era attraversato dalla Via Emilia per circa 1-200 metri, mentre il tracciato a monte, decisamente più corto e avvantaggiato in parte dalla viabilità esistente, avrebbe abbattuto i costi. Ed è tutto fermo da decenni».E INTANTO si parla di casello. «La realizzazione di una nuova uscita dell’A14 non pare un’idea geniale — afferma il consigliere —. E’ a distanza di pochi chilometri dalle zone produttive e commerciali di Imola e Faenza, che hanno due caselli a distanza di soli 14 km e molte disponibilità di aree fabbricabili e di complessi industriali inutilizzati, vuoti. In vendita e senza acquirenti. E sono perplesso sull’utilità di un nuovo casello che richiederebbe di allargare la via Borrello da Solarolo alla via Emilia, otto chilometri compresi tre ponti. E le perplessità derivano anche dalla modesta zona industriale di Solarolo, interamente urbanizzata, con pochissimi insediamenti artigianali attivi e ancora lotti disponibili. Come l’intero paese, gravita sul casello autostradale di Faenza che è raggiungibile per via Felisio: meno di sei chilometri, quasi la distanza tra la zona industriale di Faenza e il casello». IL CONSIGLIERE prosegue: «Il nuovo casello di Solarolo-Castel Bolognese, formalmente pagato dalle Autostrade è in realtà finanziato coi soldi degli utenti, vedi il recente aumento delle tariffe: tutto per realizzare una inutile nuova zona produttiva. Un momento di crisi economica, con tante aree industriali e commerciali in attesa di acquirenti, fra cui quelle di Bagnacavallo da tempo magnificate e presentate dalla Stepra, società pubblica con problemi per le aree invendute, deve imporre una meditata riflessione che non può prescindere dall’inserimento nel Psc del raccordo della Casolana alla via Emilia Levante in direzione del vicino Casello di Faenza per via Lugo e via Pana, liberando il centro di Castello dal traffico della vallata del Senio. Quale motivo per realizzare un nuovo polo produttivo, se non un miraggio speculativo? Che senso ha un casello così vicino ad altri tre e che neanche risolve il problema dell’attraversamento di Castel Bolognese?» PER il consigliere bisogna cambiare rotta: «Credo sia fondamentale una riflessione che ricusi inutili lavori. La Provincia deve proporre interventi per il rilancio dell’economia, solo opere utili alla sua ripresa e favorire un equilibrato sviluppo con i ‘piedi per terra’».


LETTA RISPETTO DEI PATTI: IMU? SOSPESA LA RATA DI GIUGNO PER POI SUPERARE L’IMPOSTA



Dopo Berlino Letta vola a Parigi dal presidente Hollande: "Determinati nell'impegno per la crescita". Il premier chiude la polemica sull'eliminazione dell'Imu e apre alle modifiche alla riforma Fornero: "In questo momento di crisi ha troppe rigidità"


martedì 30 aprile 2013

FINALMENTE CON IL DISCORSO DI LETTA STOP ALLE CONTRAPPOSIZIONI



  “Il discorso del Presidente Enrico Letta ha fatto sciogliere come neve al sole contrapposizioni che esistono e si alimentano solo nella sfera delle contrapposizioni politiche e delle dispute ideologiche, frutti avvelenati del Secolo scorso. Il mondo é cambiato e quando si lavora sui contenuti e si rimane in contatto con la realtà, le persone e i partiti di buonsenso non faticano a trovare tanti punti di convergenza nell’interesse dei cittadini”. Così si è espresso Sandro Bondi, senatore del Pdl.

GRAZIE BERLUSCONI!!!!



LO STOP ALL’IMU E’ UNA VITTORIA DI BERLUSCONI E DEL PDL
 “L’annuncio del presidente del Consiglio, Enrico Letta, di sospendere per giugno il pagamento dell’Imu sulla prima casa, in attesa della più complessiva revisione delle tassazioni sugli immobili, é un’importante vittoria del Popolo della Libertà e del presidente Berlusconi, che non a caso avevano messo l’abolizione dell’imposta sulla prima casa fra i punti irrinunciabili per poter partecipare ad un governo di larghe intese e di pacificazione nazionale, nell’interesse dell’Italia e dei cittadini”.

domenica 28 aprile 2013

ELEZIONI. QUIRINALI E GOVERNO: IL TRIONFO DEL CAV. SORNIONE.



ERA MORTO, KAPUT “ARRESTATO”. MA LE URNE LO HANNO “RESUSCITATO”. NON AVEVA LE  CHIAVI IN MANO, MA SILVIO DAI CITTADINI HA ESTRATTO SOLTANTO IL MEGLIO.
Morto. Sepolto. Sbranato. Sparito. Kaputt. Sconfitto. Annullato. Dimenticato. Il passato. Quasi arrestato. Presto in fuga. No, niente di tutto questo. Prendete la penna e tracciate una bella riga nera sulle parole d'ordine della speranza dell'antiberlusconismo militante. C'è un vincitore. Ed è quello che era "morto, sepolto, sbranato, sparito, kaputt" eccetera eccetera. Si chiama Silvio Berlusconi. E' tempo per un primo breve bilancio. Sono passati due mesi da quelle elezioni in cui il Pdl doveva essere spazzato via, superato. Eppure quel Pdl ha preso qualche manciata di voti in meno di quel Pd che aveva già vinto. Un trionfo, per il Cavaliere: gli azzurri sono in crisi nera, rientra in campo, sale su qualche palco e mette a segno la sua classica, strepitosa, rimonta. "Io aspetto" - Dopo il voto, però, non è soddisfatto. "Potevamo vincere, dovevo rimettermi in gioco prima". Ma è l'unico, tra i suoi (loro sì che avevano davvero paura di sparire), a non essere soddisfatto. Le chiavi per il governo, questa volta, non le ha in mano. L'impresa fantascientifica è stata soltanto sfiorata. Restano le basi per ripartire, per ricostruire, per riprendersi il Paese. Da subito, il Cav spiega che il Pdl è pronto all'intesa con il Pd. "L'unica soluzione possibile". Il vincitore sconfitto, Pier Luigi Bersani, però s'impunta. Vuole governare con Beppe Grillo e ne riceve soltanto dei "vaffanculo". Berlusconi, sornione, osserva. Ripete che tanto, prima o poi, anche la sinistra si renderà conto che l'unica strada è quella che porta al governo con gli azzurri. "Tanto Grillo non ci sta".

ABBIAMO IL GOVERNO. BUON LAVORO! SPERIAMO SAPPIA FAR RITROVARE ALL’ITALIA LA STRADA DELLO SVILUPPO, DELLA CONCORDIA E DELLA PROSPERITA’



Pd e Pdl, una nuova stagione. Cosa possono guadagnare i due partiti di governo dalla fine delle ostilità

E’ comprensibile che i dirigenti dei due maggiori partiti, destinati a collaborare dopo essersi combattuti e demonizzati fino a poche settimane fa, siano preoccupati della reazione di un elettorato che può essere sconcertato dalla novità imposta dalla situazione del paese interpretata con vigore coattivo da Giorgio Napolitano. Sbaglierebbero, però, una volta deciso di accettare realisticamente la prospettiva della convergenza, a insistere nel minimizzarne la portata politica innovativa, sottolineando le proprie caratteristiche identitarie. In primo luogo dovrebbero rendersi conto che la crisi ha destrutturato profondamente queste stesse identità, che debbono essere ridefinite in base alla loro idoneità a fornire risposte alla situazione drammatica che vive gran parte della popolazione. Se, com’è risultato alla fine di una gestione travagliata, soprattutto per il centrosinistra, della fase postelettorale, queste risposte possono concretizzarsi solo sulla base di un confronto costruttivo con l’avversario di sempre, sarebbe meglio valorizzare il dato di fondo, cioè l’intervento di un governo in grado di tentare la fuoruscita dalla crisi, che attardarsi in una lacerazione autocritica e retrospettiva. Anche per il centrodestra, che deve rinunciare (almeno formalmente) alla coesione tra Lega e Pdl appena recuperata, la situazione non è semplice, anche se la sensazione di insufficienza è attenuata dalla constatazione dello scampato pericolo. Si tratta di due formazioni politiche che, la prima sei mesi fa, la seconda nei giorni scorsi, hanno rischiato la dissoluzione. Ciò è accaduto proprio perché hanno insistito sull’esibizione identitaria, invece che sulla funzione politica e pratica che possono esercitare. Ora la storia, forse nella sua versione più ironica, li costringe a mettere da parte l’aspetto più esibito della loro identità, l’ostilità nei confronti dell’avversario. Il venir meno (che non sarà solo episodico) di questi collanti negativi apre la questione di quali siano gli elementi di coesione positivi, cioè ideali e programmatici, di questi partiti, nel momento in cui non possono più presentarsi come semplici contenitori dell’antiberlusconismo o dell’anticomunismo. Il fatto che questa verifica concreta si svolga parallelamente nei due campi la rende reciprocamente utile, perché porta a definire le distinzioni e le differenze insieme alla capacità di fare sintesi (o di trovare mediazioni) con gli interlocutori obbligati della nuova maggioranza. Una maggioranza che sussiste anche nell’elettorato, a patto che i contraenti sappiano valorizzare quel che c’è di buono per il paese e quindi per loro stessi nella nuova situazione.

sabato 27 aprile 2013

IL COMUNE DI COTIGNOLA NON RISPETTA LA LEGGE: LA DENUNCIA DELL’OPPOSIZIONE



A Cotignola, la Giunta di Centro-sinistra è stata costretta a spostare l’approvazione del Bilancio Consuntivo 2012, non essendo stati rispettati i tempi stabiliti dal “Regolamento di Contabilità del Comune”, per la  preparazione e la consegna (o invio) della documentazione relativa.   Il gruppo Consigliare Libera Lista (CDX) si è battuto fin dall’inizio di questa legislatura, cioè dal 2009, per far approvare la costituzione di una Commissione Bilancio, commissione che quasi tutti i Comuni hanno e che permette ai Consiglieri di analizzare a fondo le voci del bilancio, alla presenza di un tecnico che può chiarire ed aiutare a comprendere questa delicata materia.  Con scuse a dir poco risibili e al limite del sospetto, questa non ci è mai stata concessa, al contrario di altre commissioni e consulte, francamente non indispensabili e scarsamente produttive.
Il vaso è traboccato qualche giorno prima del Consiglio Comunale che si è tenuto il 22 aprile, quando ci siamo accorti che proprio per l’approvazione del bilancio consuntivo 2012, la documentazione (che per regolamento avrebbe dovuto essere a disposizione almeno 20 giorni prima della data fissata per la sua approvazione), sarebbe stata invece ufficialmente disponibile solamente 10 giorni prima del consiglio comunale, e tale ritardo non poteva che limitare le nostre possibilità di analizzare le voci del bilancio.

BERLUSCONI: SI A LETTA, MA MENO TASSE



L’intervista del Presidente a “Il Giornale”. Non c’è alcun bisogno che io entri nell’esecutivo. Possono farcela benissimo senza di me, purché abbiano come faro il nostro programma fiscale. È quella la nostra vera discriminante. Il gusto della battuta non riesce proprio a perderlo. "Finirà che mi accuseranno anche di strage. Di strage dei leader del Pd...", scherza Silvio Berlusconi strizzando l’occhio al capitombolo di Franco Marini e Romano Prodi durante le votazioni per il presidente della Repubblica.
D’altra parte, è di buon umore il Cavaliere. Lui, unico italiano a Dallas ospite dell’amico George W. Bush, ritratto nella photo opportunity accanto a Jimmy Carter, Bush padre, Bill Clinton e anche Barack Obama. Quattro ex inquilini della Casa Bianca più il presidente in carica, di certo un appuntamento niente affatto scontato. A Roma tornerà stasera e solo allora sarà possibile porre il sigillo a qualsivoglia accordo di governo. E mentre in Texas il Cavaliere passa dalla cena di mercoledì sera con tutta la famiglia Bush al cocktail organizzato ieri pomeriggio dal Partito Repubblicano assieme a Tony Blair e a José Maria Aznar, a Roma Angelino Alfano e i capigruppo del Pdl si consultano con il premier incaricato Enrico Letta. Sarà pure il buon umore, ma Berlusconi ha voglia di parlare. E da Dallas accetta di rispondere al telefono - che gli passa il sempre presente consigliere per le questioni estere Valentino Valentini - alle domande che gli pone il Giornale.
Cosa ne pensa dell’incarico ad Enrico Letta?
"L’ho sentito al telefono e spero davvero riesca a formare un governo di cui il Paese ha davvero bisogno. Siamo in una situazione in cui non si può più continuare ad andare avanti senza un esecutivo che indirizzi la politica economica, altrimenti il rischio è quello di finire in ginocchio".
Quindi lei è pronto a sostenere il governo Letta?
"Certamente sì. Anche se, detto con buon senso e non perché si tratta di un aut aut, è fondamentale che il nuovo esecutivo si faccia carico degli otto punti del nostro programma".
Sei dei quali sono economici...


DOMENICA 5 MAGGIO 2013 A BRISIGHELLA, PRANZO ALL’HOTEL VALVERDE.


 INCONTRO DOPO LE ELEZIONI DI FEBBRAIO: E TUTTO QUELLO CHE E’ SUCCESSO O SUCCEDERA’ ENTRO IL 5 MAGGIO, LA NOMINA DI BAZZONI GIANGUIDO CAPO GRUPPO PDL IN REGIONE EMILIA-ROMAGNA E ALTRO… PRENOTAZIONI 

CLICCA QUI


giovedì 25 aprile 2013

ATTENTO, ATTENTO PRESIDENTE, SONO SEMPRE COMUNISTI!



Certo, è difficile non imboccare quel tunnel. Perché in fondo con la richiesta a Napolitano di restare per sbloccare lo stallo il Pdl ha già messo un piede dentro. Per fortuna a mettere ostacoli per rendere impervio, quasi impossibile quel cammino ci ha pensato il Pd. Quel partito ha già tradito la prima promessa fatta al capo dello Stato: ha posto sue condizioni, sia sul programma che sugli uomini. Era vietato farlo, come ha spiegato ieri Napolitano alla delegazione di Scelta civica: «In queste condizioni bisogna che tutti rinuncino a quel che hanno promesso in campagna elettorale. Bisogna azzerare tutto». Ma il Pd le sue condizioni le ha avanzate, sia pure in maniera furbesca. Ecco, per evitare che l’incubo diventi realtà bisogna seguire una strada parallela. Emergenze programmatiche? Ce ne è una su di tutte: le tasche degli italiani. Bisogna che restino lì disponibili a disposizione dei consumi i soldi che volerebbero via con il pagamento dell’Imu sulla prima casa. E niente scherzi: questo deve essere deciso nel primo consiglio dei ministri. Uomini? Nessuna pregiudiziale del Pdl nei confronti di chicchessia. Deve accadere così anche a parti inverse. Ecco per essere più sicuri che l’incubo non si materializzi, una soluzione c’è: inserire proprio Berlusconi nella lista dei ministri. Ad esempio all’Economia (quando ha chiesto il voto ai quasi 10 milioni di italiani che glielo hanno dato, il Cavaliere si era proposto per quel ruolo). Non va bene lì? Allora agli Esteri, che così mettiamo fine a questa storia odiosa dell’impresentabilità: Berlusconi diventa il biglietto da visita dell’Italia fuori da questi confini. Ecco, è l’antidoto per evitare che l’incubo diventi realtà: con Silvio dentro l’esecutivo è più difficile fargli scherzetti di qualsiasi tipo. E non si tradirebbe nemmeno la fiducia di Napolitano: chi meglio del fondatore del centrodestra garantirebbe la forza di quell’esecutivo, la possibilità che regga nel tempo per fare le riforme chieste a gran voce dal Colle? In fondo anche il Pd, non avendo più Bersani, punta a irrobustire l’esecutivo con il numero uno attualmente in campo: Enrico Letta. Ecco, a queste condizioni forse la luce in fondo al tunnel potrebbe intravedersi. La ghigliottina pronta al fondo restare solo nel brutto sogno. Potrebbe... E se così non fosse chi mai potrebbe costringere un partito che con nuove elezioni trionferebbe a suicidarsi senza opporre resistenza? Con questi pensieri in testa finalmente questa notte Berlusconi ha dormito tranquillo.