venerdì 18 ottobre 2013
GOVERNO ALFETTA: LE TASSE NASCOSTE. CHE C'ENTRANO QUESTE ED ALTRE FURBATE COL PROGRAMMA PDL?
Tagli ai crediti di imposta e riduzione dei
rimborsi per chi ha pagato più tasse del dovuto. L’ultima sorpresa è arrivata ieri dal nuovo testo
della legge di stabilità uscito dal consiglio dei ministri. Articolo 17,
titolo: «Disposizioni in materia di entrate tributarie», che tradotto in parole
semplici significa: «tasse». Comma 2: entro il 31 gennaio 2014 dovranno essere
rideterminate le agevolazioni tributarie in modo da potere fare incassare allo
Stato almeno 500 milioni di euro nel 2014 e 1 miliardo di euro a partire
dall’anno 2015. Se questo non viene fatto, scatta (come sempre retroattiva) una
clausola di salvaguardia: le detrazioni fiscali oggi previste dalla
legislazione, a cominciare dalle spese mediche, saranno detraibili per
l’anno 2013 al 18% invece dell’attuale 19%. E a decorrere dall’anno fiscale 2014
saranno detraibili solo al 17%. Due punti in meno. Un miliardo e mezzo di
detrazioni in meno nel biennio. Quindi un miliardo e mezzo di tasse in più.Non basta. Altri due commi. Primo: entro 30 giorni dalla entrata in
vigore della legge di stabilità (quindi certamente entro il 31 gennaio 2014) i
crediti di imposta che lo Stato deve riconoscere ai cittadini che hanno pagato
più tasse del dovuto sono ridotti fino all’85% di quanto spetta, e comunque in
modo da assicurare allo Stato un risparmio di almeno 500 milioni di euro. Mezzo
miliardo di tasse che dovevano essere restituite ai contribuenti e che invece
si terrà lo Stato. Mezzo miliardo di tasse in più. Se non viene varato quel
decreto che rapina di fatto il 15% dei crediti di imposta dei contribuenti, scatta
la clausola di salvaguardia: viene tagliato automaticamente del 25% il fondo
inserito in bilancio per la restituzione dei crediti di imposta. Mezzo miliardo
più la norma delle detrazioni: due miliardi di tasse in più. Non basta. Comma
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IL SEGNALE TERRESTRE RAI NELLA VALLATA DEL LAMONE NON ARRIVA: UNA VERA VERGOGNA I SOLDI A FAZIO E NON UN EURO PER IL DIGITALE TERRESTRE!
Nei mesi scorsi con amici
abbiamo aderito alla “class action”, promossa dall’avv. Maestri di Ravenna, al fine
di ottenere dalla Rai la possibilità di vedere tutti i canali Rai nella vallata
del Lamone.
A Brisighella da quando è stato attuato il
“Digitale Terrestre”, si vede solo Rai 1, Rai 2; Rai 3 e Rai New, mentre di
tutti gli altri canali, super pubblicizzati tutti i giorni, non se ne vede uno. Nella parte più
alta di Brisighella da Casale a San Martino in Gattara non si vede nulla e i
cittadini si sono dovuti attrezzare con ripetitori o con parabola a loro
spese!. Ora con la nuova programmazione non vediamo
più lo “sport”, che interessa tanti utenti e viene negato un servizio così
importante non ultima la mancata visione dei mondiali di ciclismo che ha tanti
appassionati! La Rai risponde che è
colpa dell’antenna e tutti abbiamo speso soldi per adeguarsi, ma il segnale non
arriva e dobbiamo continuare a pagare il canone…..
Una Vergogna
targata RAI,
perché gli undici canali di Mediaset si vedono tutti e non si versa come dice
la pubblicità di questi giorni un “bollettino postale”, come si giustifica
tutto questo!. Una Vergogna, un sopruso targato, RAI, che
spende 5,5milioni di euro per Fazio, Crozza o altri giochi, a mio parere
controproducente culturalmente come quello dei “pacchi”, mentre potrebbe investirne una modesta somma , per
risolvere il problema della vallata del Lamone. La battaglia contro la Rai continua, vedremo
insieme all’avv. Maestri per il ricorso in Cassazione, il colmo per difendere i
nostri interessi, ma intanto denunciamo
pubblicamente la RAI per il sopruso nei confronti dei cittadini della
vallata Lamone.
Avrà
forse ragione la RAI con la sentenza TAR, ma
per il mancato servizio riscuote il canone e non da il servizio rispetto alle
tante televisioni private. VERGOGNA!!!.
Vincenzo Galassini consigliere Provincia Ravenna Forza Italia
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martedì 15 ottobre 2013
Azzurri del ’94 con Silvio Berlusconi
Bologna, 14 ottobre 2013
Alle Redazioni in indirizzo
COMUNICATO STAMPA
La stragrande maggioranza degli italiani di centro destra, che sono maggioranza nel Paese, sanno che non servono primarie e neppure vecchi riti partitocratici perché non appartengono alla nostra storia. Come affermammo nell’autunno del 2012 non dobbiamo individuare un nuovo leader perché è già in campo nonostante la intollerabile persecuzione giudiziaria. Crediamo che se Berlusconi continua a guidare il movimento dei cittadini che si riconoscono negli ideali propri delle tradizioni democratiche liberali, cattolico liberali, laiche e riformiste, la nostra iniziativa politica e la nostra rete così radicata fra la gente, centrerà il suo secondo obbiettivo, il primo era quello di ricostruire dal basso una politica fondata sui valori di Forza Italia il secondo è quello di riprenderci lo spazio politico che ci appartiene per contrastare la politica dell’alleanza PD-poteri forti. Uniti sotto la regia di Silvio Berlusconi offriremo agli italiani e soprattutto alle giovani generazioni una prospettiva ispirata ai valori universali di libertà, di giustizia e solidarietà, di difesa del primato della persona in ogni sua espressione per lo sviluppo di una economia oggi in recessione e per una riappropriazione della nostra sovranità nazionale fortemente pregiudicata da una classe politica subalterna agli interessi dei poteri forti delle banche e della Germania. Il nostro Movimento, nato il 9 novembre 2012 scorso per chiedere il ritorno in campo di Silvio Berlusconi, ha avuto ragione: Con Berlusconi si determinò una immediata inversione di tendenza nel voto degli italiani nei confronti del PDL dopo mesi di assoluto declino. Oggi insieme all’immediato ritorno ai valori ed ai programmi di Forza Italia, invitiamo tutti a marcare le ragioni dell’unità del centro destra intorno a Silvio Berlusconi e Forza Italia per un’alternativa programmatica, politica, di valori, alla sinistra. Convinti che la politica di Berlusconi sia l’unica risposta ad una crisi senza fine, ad un Paese bloccato che non lavora più, dove Il tasso di disoccupazione continua ad aumentare. Un governo delle sinistre provocherebbe una ulteriore insopportabile penalizzazione delle famiglie e delle imprese. Per questo è necessario diminuire drasticamente la pressione fiscale invertendo la disastrosa e dannosa politica recessiva.
Rodolfo Ridolfi Coordinatore di Azzurri ’94, Gianguido Bazzoni Presidente gruppo Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna, Luca Finotti Capogruppo in Consiglio provinciale (Bologna), Adolfo Morandi Capogruppo in Consiglio comunale (Modena), Liborio Cataliotti Capogruppo in Consiglio comunale (Reggio Emilia) Francesca Gambarini Presidente Consiglio comunale Fidenza (Parma), Cesarino Soldati (Forlì), Sen. Antonio Agogliati (Piacenza), Gabriella Bianchi (Rimini), Luciano Tancini Capogruppo in Consiglio provinciale (Ferrara), Vincenzo Galassini Capogruppo in Consiglio provinciale (Ravenna).
lunedì 14 ottobre 2013
L'UNICO LEADER RESTA SILVIO.
Tutte le chiacchere sui moderati, sul modello Partito popolare europeo, sulla destra moderna hanno scarsa credibilità. Intanto perchè sono chiacchere di sinistra, desideri e invocazioni che vengono dalla classe discutitora, patemi d'animo degli antiberlusconiani che non si limitano a voler mandare in galera l'Arcinemico, vogliono anche impossessarsi della sua eredita'. Programma un po' troppo vasto, viste le effettive condizioni in cui versa la sinistra. E poi perchè manca un attrezzatura di idee e programmi che abbia un fondo di intransigenza sul modello di società e di Stato che l'esercito elettorale di Berlusconi, per quanto disorientato e confuso, sa bene dove stia di casa. Sta a casa di Berlusconi, la cui leadership nel bene e nel male e' stata per vent'anni, personale con tutti i difetti che questa soluzione ha comportato, al servizio di una prassi politica, e critica della politica, che scuote le istituzioni e le vecchie certezze istituzioniali.
mercoledì 9 ottobre 2013
Chi tocca l’Imu muore. Chi non tocca la giustizia pure
tratto da "Il Mattinale"
Succede una cosa molto istruttiva. Il Partito democratico propone con ostinazione di rimettere mano all’Imu, cioè alla sua abrogazione per la prima casa. Lo fa sostenendo che occorre far pagare ai ricchi e tutelare gli altri. Ma che fa? Per una specie di vizio intimo e inestirpabile va a finire che bastona il ceto medio e medio basso.
Il “Corriere della sera” con un ottimo articolo di Dario Di Vico documenta che finirebbero per dover pagare l’Imu i proprietari di monolocali, le famiglie con numerosa prole: insomma, neanche il ceto medio. Ma il ceto medio-basso.
Questo rivela la natura del nostro alleato, e spiega il perché del nostro atteggiamento in Parlamento e in Consiglio dei ministri: difesa dei punti economici stabiliti sin dalla prima fiducia con Letta e riproposto il 2 ottobre. Letta ha un nemico interno, gran parte del suo Partito democratico, che vuole spostare l’asse programmatico a sinistra.
Con più Stato, più spese, più tasse.
Con il cavolo.
L’Imu non si tocca neanche con un fiore.
Questa è la nostra linea del Piave. E questo impone l’unità del nostro partito intorno al leader Berlusconi che ha scelto per la fiducia. Una fiducia tormentata ma decisa.
Ovvio: purché sia legata a una pacificazione civile e allo sviluppo. Condizione per avere la forza necessaria è pero la coesione nostra. La quale non è il soffocamento di voci e non esclude leali contrasti, che saranno una ricchezza e se non generano prospettive di scissioni e non confondono l’approfondimento di identità e regole con la guerra per poltrone e poltroncine.
martedì 8 ottobre 2013
Fiducia a Berlusconi
Tanti commenti in questi giorni difficili. Rimango convinto che i ministri non ricordino che lo sono diventati per Berlusconi, come pure il senatore emiliano Giovanardi e Pizzolante da oltre trent'anni, non abbiano memoria. Non fa nulla io ripongo la fiducia in Berlusconi e solo in Forza Italia. Attendo fiducioso Le sue decisioni e sono convinto, come sempre, che continuerà la battaglia contro questa sinistra comunista. Grazie Silvio e la massima solidarietà per quanto dovrai subire nei prossimi giorni per la magistratura rossa. Vincenzo Galassini consigliere provincia Ravenna Forza Italia.
sabato 5 ottobre 2013
Giunta: Berlusconi decada, Bondi: "E' problema governare insieme"
Brunetta: 'Pervicacia Pd grave ma il boia si illude: la testa non cadrà'
Roma, 4 ott. (TMNews) - Il Pd "defenestra" Silvio Berlusconi, è un "problema" governare insieme. Lo ha detto il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, dopo il voto in Giunta al Senato sulla decadenza da senatore del leader Pdl. "Io pongo oggi e porrò anche in futuro, finché avrò voce, un problema morale. Il problema morale che pongo - ha spiegato Bondi - è il seguente: come possiamo assistere alla defenestrazione del presidente Silvio Berlusconi da parlamentare per mano di un partito, il Pd, con il quale collaboriamo in parlamento e al governo? Oltretutto con un comportamento che calpesta non solo ogni forma di rispetto per la nostra storia e la nostra dignità politica, ma anche uno dei principi essenziali del diritto e della giurisdizione italiana ed europea. Per me questa questione morale è fondamentale e ispirerà d'ora in avanti tutti i miei comportamenti politici".
Duro anche l'altro "falco" del Popolo delle Libertà, Renato Brunetta: "Un'offesa alla democrazia e al diritto. Tanto più grave perché perseguita con rancorosa pervicacia dal partito Democratico, nostro alleato nella maggioranza di governo. Solo il senso di responsabilità e la testimonianza di Silvio Berlusconi, che ha anteposto a tutto il bene comune, ci convince ad andare avanti nel nostro lavoro di rappresentanti degli italiani in una istituzione che sta tradendo se stessa. Diciamolo: si è rifiutata la strada del diritto e del buon senso", ha dichiarato il presidente dei deputati del Pdl.
"È stato chiaramente - ha denunciato - un atto politico, si è deciso di far fuori per via giudiziaria il leader del centrodestra italiano. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica un parlamentare, in questo caso il senatore Berlusconi, non ha avuto la possibilità di difendersi fino in fondo, consentendo alla Corte costituzionale di pronunciarsi. Non si illuda il boia. Sta rotolando il titolo di senatore, non la testa dell'uomo e del politico Berlusconi, che resta il leader e il riferimento di metà degli italiani. Ci sarà pure un giudice in Europa".
Roma, 4 ott. (TMNews) - Il Pd "defenestra" Silvio Berlusconi, è un "problema" governare insieme. Lo ha detto il coordinatore del Pdl Sandro Bondi, dopo il voto in Giunta al Senato sulla decadenza da senatore del leader Pdl. "Io pongo oggi e porrò anche in futuro, finché avrò voce, un problema morale. Il problema morale che pongo - ha spiegato Bondi - è il seguente: come possiamo assistere alla defenestrazione del presidente Silvio Berlusconi da parlamentare per mano di un partito, il Pd, con il quale collaboriamo in parlamento e al governo? Oltretutto con un comportamento che calpesta non solo ogni forma di rispetto per la nostra storia e la nostra dignità politica, ma anche uno dei principi essenziali del diritto e della giurisdizione italiana ed europea. Per me questa questione morale è fondamentale e ispirerà d'ora in avanti tutti i miei comportamenti politici".
Duro anche l'altro "falco" del Popolo delle Libertà, Renato Brunetta: "Un'offesa alla democrazia e al diritto. Tanto più grave perché perseguita con rancorosa pervicacia dal partito Democratico, nostro alleato nella maggioranza di governo. Solo il senso di responsabilità e la testimonianza di Silvio Berlusconi, che ha anteposto a tutto il bene comune, ci convince ad andare avanti nel nostro lavoro di rappresentanti degli italiani in una istituzione che sta tradendo se stessa. Diciamolo: si è rifiutata la strada del diritto e del buon senso", ha dichiarato il presidente dei deputati del Pdl.
"È stato chiaramente - ha denunciato - un atto politico, si è deciso di far fuori per via giudiziaria il leader del centrodestra italiano. Per la prima volta nella storia della nostra Repubblica un parlamentare, in questo caso il senatore Berlusconi, non ha avuto la possibilità di difendersi fino in fondo, consentendo alla Corte costituzionale di pronunciarsi. Non si illuda il boia. Sta rotolando il titolo di senatore, non la testa dell'uomo e del politico Berlusconi, che resta il leader e il riferimento di metà degli italiani. Ci sarà pure un giudice in Europa".
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