Questa volta il cardinale Bertone l’ha fatta fuori dal vaso, come si usa dire. Il problema è che non ha parlato a titolo personale, ma come segretario di Stato Vaticano, quindi a nome della chiesa. La sua frase “I sacrifici fanno parte della vita” come commento alla manovra salva-Italia varata dal governo Monti è apparsa fuori luogo in quanto uscita dalla bocca di una persona che certo sacrifici non ne fa. Servizio peggiore alla Chiesa proprio non si poteva fare. Tanto più che lo stesso numero due delle gerarchie vaticane non più di un mese fa si era espresso in modo critico contro “l’autoreferenzialità dei mercati finanziari”. Ma come, prima critica i mercati e poi plaude alle manovre spremi-cittadini imposte proprio dall’alta finanza? E comunque, alla bicicletta preferisce di gran lunga il jet privato. Come quello che gli mette a disposizione Gabriele Volpi, grande amico del furbetto del quartierino Giampiero Fiorani, patron della Pro-Recco di pallanuoto e proprietario di un impero, con quartier generale in Nigeria, fondato sul commercio di petrolio africano e controllato attraverso una galassia di società sparse tra Londra, l’isola di Man , Lugano e le Virgin British Island. Curiosa frequentazione, per uno come Bertone, che, da arcivescovo di Genova, si era scagliato perfino contro la festa di Halloween, definita diseducativa per i giovani. Si vede che è solo una questione di età.
venerdì 9 dicembre 2011
mercoledì 7 dicembre 2011
IL PAREGGIO DI BILANCIO NEL 2013? E’ MERITO NOSTRO
“La manovra del governo Monti ‘contribuira’ solo per un decimo al pareggio di bilancio. Gli altri nove decimi sono il frutto delle manovre messe in campo dal governo Berlusconi, dal 2008 a oggi”. ”Il pacchetto di misure di Monti vale 30 miliardi lordi. Le manovre dal 2008 a oggi ben 265 miliardi. Un totale di 295 miliardi, per i quali il governo Berlusconi ha contribuito per nove decimi”. ”La riforma delle pensioni e’ esattamente quella che il Pdl voleva fare a luglio e che non e’ riuscita a fare per l’opposizione della Lega. Nell’ambito del governo Berlusconi c’era uno scontro tra il presidente del Consiglio e Tremonti: il presidente del Consiglio voleva manovre sviluppiste, il ministro dell’Economia no. E questo e’ stato l’elemento di maggiore debolezza del nostro governo. Se avessimo dato ascolto alla linea sviluppista del presidente Berlusconi, molto probabilmente i mercati ci avrebbero premiati”.
AUGURI DI NATALE DEL PDL: MARTEDI 13 DICEMBRE A RAVENNA RISTORANTE MARCHESINI.
Martedi 13 Dicembre alle ore 20 al Ristorante Marchesini di Ravenna Piazza Caduti Libertà adiacente alla Provincia “Grande Festa di Natale” Cena con ospiti, lotteria, costo €.25.
Prenotarsi entro il 10 dicembre al numero 3466829146. Gianguido Bazzoni
martedì 6 dicembre 2011
ADDIO PROVINCE? SARA’ LA VOLTA BUONA!
IL DL “SALVA ITALIA” METTE LA PAROLA FINE AGLI ENTI PROVINCIALI, COME LI ABBIAMO FINORA CONOSCIUTI. CANCELLATE LE GIUNTE,RIMARRANNO SOLO DIECI CONSIGLIERI. IN ATTESA DELLA LEGGE ISTITUZIONALE CHE IL PARLAMENTO DEVE ANCORA APPROVARE.
La mannaia (meritoriamente) calata da Monti sulle Province lascerà a piedi un bel po’ di nomenclatura politica.. In base a quanto si legge nel decreto legge approvato dal consiglio dei ministri (articolo 23) gli attuali organi (giunte e consigli) decadranno automaticamente al più tardi il 30 novembre 2012. Prima considerazione: era ora. Secondo: finalmente un provvedimento che diventa operativo subito e in tempi certi, non rinviandolo alla legislatura (o consiliatura) successiva. Terzo: avremo un bel po’ di Casta a spasso che cercherà di riciclarsi in altri enti e altri luoghi. Quanto (per Treviso): emerge ancora più clamoroso lo scandalo della faraonica sede del Sant’Artemio, che ora diverrà un carrozzone vuoto. E’ costata 80 milioni: qualcuno (leggi Zaia in primis) dovrà ridere.) L’ente Provincia di Brescia scomparirà? Anche se per adesso le province non verranno eliminate, la manovra del governo ridimensiona fortemente il loro ruolo, tanto che l’Upi (Unione province italiane) ha subito parlato di ”provvedimento anticostituzionale” e chiesto l’intervento del presidente della Repubblica. Quello delle province è un tema importante, tanto che è stato proprio il presidente del Consiglio, Mario Monti, a parlare della novità nel suo discorso agli italiani per illustrare il ”salva Italia Non è nostro potere abolire le province nel decreto odierno”, ma nel provvedimento abbiamo ”profondamente modificato le province: abbiamo eliminato le giunte provinciali e c’è una drastica riduzione del numero consiglieri”, ha spiegato il premier prima di entrare nel merito delle misure del decreto legge. Anche il comunicato del Consiglio dei Ministri spiega che ”le Province vengono riportate alla funzione di organi di indirizzo e coordinamento. Vengono abolite le giunte, ridotti a 10 i consiglieri provinciali, e ridotte drasticamente le spese in
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CASA DOLCE CASA, QUANTO MI COSTERAI:TUTTE LE NOVITA’ PER LA CASA, L’IMP PESERA’ SINO AL 73% IN PIU’
Peggio che ai tempi dell'Isi, l'imposta straordinaria immobiliare che nel 1992 salvò (provvisoriamente) i conti pubblici. Allora il salasso (che si accompagnava a quello dii conti correnti) anticipava l'Ici e aveva rappresentato un esborso secco del 20% sulle nuove rendite catastali, appena entrate in vigore. In sostanza. Oggi l'aumento corrisponde, all'incirca, a un 53,5 per cento. Cioè, in soldoni, se nel 1992 avevamo pagato in più 20 euro per ogni 100 euro di rendita catastale, oggi ne pagheremo 53. Anche depurando l'importo dall'inflazione, è sempre un bel 20% in più, il doppio esatto della stangata di 20 anni fa che già aveva fatto gridare allo scandalo. Con buona pace di quanti li hanno passati a protestare contro l'Ici e che ora si vedono appioppare un'Imu che la sostituisce peggiorandola di molto. In termini di confronto con l'Ici, l'Imp (imposta municipale propria) peserà anche sino al 73% in più e per le abitazioni principali, tranne una fascia esente, si pagheranno anche 2-300 euro. Ecco, comunque, cosa cambia in concreto. La base imponibile. L'Imp, la cui entrata in vigore viene anticipata al 2012, funziona come l'Ici: si calcola sulle rendite catastali aggiornate e moltiplicate per determinati coefficienti, chiamati moltiplicatori. Per esempio, un immobile con rendita 1000 aveva sino a oggi una "valore catastale" imponibile Ici di 105.000 euro. E' su questi dati che è intervenuta la manovra. Sinora le rendite catastali venivano moltiplicate rispettivamente per 100 (abitazioni), 34 (negozi) e 50 (immobili produttivi e uffici). Ora scatta un aumento dei moltiplicatori : per le abitazioni, i box, i magazzini e le tettoie si applica il moltiplicatore 160 . Per scuole, uffici pubblici, caserme, laboratori artigiani, palestre e stabilimenti balneari il 140, per gli uffici l'80, per gli immobili produttivi il 60 e per i negozi il 55. Inoltre l'Imp prevede l'aliquota del 7,6 per mille (invece di quella massima del 7 prevista
lunedì 5 dicembre 2011
CI SERVIVA UN “SUPERBOCCONIANO” COME MONTI PER FARE UNA MANOVRA DI SOLE TASSE, CHE QUALSIASI SEMIANALFABETA AVREBBE FATTO MEGLIO
L’importante era cacciare Berlusconi. Ci sono riusciti, con il colpo di stato guidato dal segretario del PD, Napolitano, ed ora gioiscono delle tasse che Monti ci applica su pensioni, casa, etc., tutto questo pur di non ammettere che Berlusconi ci difendeva dallo strapotere della euromafia delle banche.
Adesso vedremo chi gioirà del ‘genio’ bocconiano Monti e della sua manovra che è fatta solo di costi per chi ha un reddito fisso, e non ha saputo partorire nessun progetto di sviluppo. Qualsiasi persona, anche con la sola quinta elementare, sarebbe stata più equa nel trovare le risorse.
Intanto Monti ha preteso 25000 euro mese come inizio (senatore a vita) poi altri 12000 euro mese (Presidente del Consiglio “non votato”), 35000 euro mese (pensione) per dirci di stringere la cinghia.
Questo è l’esempio che ci da. Nessun taglio ai costi dei parlamentari, nessun taglio vero ai vitalizi, nessun taglio alle provincie, non ha toccato le aliquote irpef dei parlamentari che ricordiamo sono del 20% e non 43 o 47, nessun intervento su consiglieri regionali, provinciali, comunali, sembra quasi che abbia paura di perdere voti per le prossime elezioni. Monti Napolitano e Passera (prossimo candidato premier per la sinistra), hanno dato vita al più grande silenzio dei media dell’ultimo secolo.
Nessuno parla di Goldman Sachs, di Bilderberg, di Commissione Trilaterale, e soprattutto nessuno parla di SIGNORAGGIO BANCARIO, del resto lui e Passera sono stai messi lì dalle banche , quindi stanno assolvendo appieno il loro dovere. Stanno distruggendo la sanità, uccidendo i bilanci degli enti locali, cancellando le pensioni (nostre non loro), ma questi verbi si userebbero se governasse Berlusconi, se queste cose, invece, le fa Monti si chiamano ‘riforme’, riforme che tutti devono sottoscrivere per senso di responsabilità verso il paese.
POVERI NOI!: NON SERVIVA UN GOVERNO ELITARIO PER AUMENTARE LE TASSE. UNA MANOVRA TUTTA TASSE, PENSIONI E BEN POCA CRESCITA
IL GIUDIZIO DI MARGHERITA BONIVER E SACCONI
"Domani in Parlamento conosceremo nel dettaglio tutti i risvolti di una randellata fiscale senza precedenti che dovrebbe contenere la speculazione sui titoli italiani. Non c’e’ traccia di provvedimenti per la crescita ma in compenso gia’ sappiamo che anche questo amarissimo scenario di austerità non bastera’ a placare la folle corse alla distruzione della zona euro. Questo di Monti e’ il quarto provvedimento che si aggiunge alle manovre gia’ varate dal Governo Berlusconi che non era rimasto con le mani in mano". Lo ha dichiarato Margherita Boniver, deputato del Pdl e presidente del Comitato Schengen. "Non ci voleva un governo elitario per aumentare le tasse: lo poteva fare persino l’uomo della strada. Ci auguriamo che i mercati, i veri dominatori di questa fase capitalistica si mettano ora sugli attenti". Un grande partito come il Pdl e’ inevitabilmente tenuto a comportamenti responsabili nel nome del superiore interesse nazionale che in questa fase si realizza attraverso un’ampia delega al Governo varato per l’emergenza. Turarsi il naso e votare non significa tuttavia chiudere gli occhi sugli squilibri di questa manovra, tutta tasse, pensioni e ben poca crescita, anche per gli effetti ragionevolmente recessivi sui consumi interni". Lo ha dichiarato Maurizio Sacconi, ex Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. "Alcune delle maggiori spese ipotizzate non sembrano giustificare i tagli alle pensioni, come il generoso trasferimento al trasporto pubblico locale, uno degli ambiti piu’ inefficienti e clientelari della gestione pubblica. Fermi restando i saldi di manovra, potrebbe essere ancora possibile sostituire tasse e pensioni con minori spese. Le donne in particolare, con la loro vita faticosamente distribuita tra casa, figli e lavoro, sembrerebbero risultare pesantemente penalizzate, ancor piu’ se
venerdì 2 dicembre 2011
Eccola qui l’Unione bluff
Bene, bravi, bis. Abbiamo l’Unione dei Comuni ma per come ci si è arrivati non c’è molto da scaldarsi né da compiacersi, Tutto è stato fatto in maniera unilaterale, senza coinvolgere minimamente le opposizioni.
Raffaella Ridolfi, capo gruppo Pdl a Faenza, trova “illuminanti” le dichiarazioni del sindaco di Riolo Terme Emma Ponzi, ovvero ‘con l’Unione concorreremo al bando per i contributi regionali’. “Perché questa è la storia, l’obiettivo, il finale del progetto Unione dei Comuni -. A sollevare il velo di ipocrisia ci ha pensato Ponzi. Una Unione che parte a due velocità - l’unica delle 22 esistenti in Emilia/Romagna - e anche con qualche incomprensione ad esempio sul destino delle due Asp: con il Sindaco di Castelbolognese che avrebbe più volte sostenuto che non si tocca l’assetto a oggi raggiunto delle due Asp, e invece i faentini che vedono nell’Unione un mezzo per riuscire a farne una sola; e il Sindaco di Brisighella che tenta la carta dell’ordine del giorno sulla necessità di addivenire a una Unione dove tutti i Comuni sono egualmente coinvolti visto il background dei tre Comuni della collina, salvo poi rimangiarselo, dimenticarselo, rinnegarlo nel giro di una notte”.
“Noi consiglieri dei gruppi del Pdl e dei gruppi espressione di liste civiche che si sono contrapposte al Pd - continua Raffaella Ridolfi - chiedevamo per questa Unione un impegno concreto e scadenzato proprio per non addivenire a una Unione fittizia, fatta solo per raggranellare qualche soldo della Regione Emilia-Romagna. Un’Unione vera, tesa, come è giusto che sia, alla contrazione delle spese delle Pubbliche amministrazioni garantendo comunque elevati standard qualitativi dei servizi. Non dimentichiamo mai che le Unioni dei Comuni non sono soggette ai vincoli del patto di stabilità”.
“Qualcuno con fare dispregiativo ci vuole chiamare cassandre, proprio coloro che si svegliano da un torpore che dura da almeno 17 anni, ad esempio sulla questione pediatria. Giudizi semplicistici rispetto a chi ha deciso di fare un’Unione dei Comuni senza confrontarsi con le minoranza, atteggiamento che denota scarsa sensibilità politico istituzionale assumendo come principio che quello che viene sfornato in casa Pd sia sempre il pane migliore. Con un po’ più di gestione politica e di confronto, avremmo potuto fare tutti insieme delle brioches. Ma perché perdere tempo e perdere l’opportunità di fare un sano bagno di recriminazione politico - amministrativo-mediatico? In fondo l’Amministrazione comunale di Faenza si sta sempre più connotando come l’amministrazione della recriminazione e del lamento”
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