Sia chiaro: Berlusconi, anche nell'ipotesi di una
condanna in terzo grado, resta il leader indiscusso del movimento che ha
fondato. L'unico con il carisma e la visione politica in grado di guidare in
Italia il grande popolo dei moderati e dei liberali, un popolo che anche alle
ultime elezioni - nonostante vent'anni di processi e di persecuzioni
giudiziarie - gli ha consegnato dieci milioni di consensi. Un terzo
dell'Italia. Una forza decisiva per il presente e per il futuro. Non sarà
dunque il verdetto della Cassazione a far cambiare idea sul proprio leader ai
moderati, che da sempre sono la maggioranza in Italia. Anzi, come stanno
rivelando i sondaggi, una condanna farebbe addirittura crescere i consensi
verso Berlusconi, che dopo le elezioni del febbraio scorso non ha sbagliato una
mossa, e con grande senso di responsabilità ha indicato per primo le soluzioni
politiche poi adottate per la riconferma di Giorgio Napolitano al Quirinale e
per la costituzione del governo Letta-Alfano, l'unico possibile per evitare
all'Italia gli assalti della speculazione finanziaria e mettere in campo le
misure idonee per la ripresa, e per una presenza meno genuflessa in Europa. Per
questo, comunque vada, saranno i
fatti recenti e le indicazioni sagge per il futuro a confermare la leadership
di Berlusconi davanti al popolo dei suoi sostenitori. Un ruolo che il
leader potrà svolgere in modo efficace anche senza sedere su uno scranno
parlamentare: per dare indicazioni di buon senso agli italiani che amano la
libertà basteranno la rete internet e i media.
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venerdì 2 agosto 2013
sabato 7 gennaio 2012
E IO PAGO: LO STENOGRAFO DEL SENATO GUADAGNA COME IL RE DI SPAGNA, OLTRE AL BARBIERE, SEGRETARI ECC. VERGOGNA!
Dopo aver fatto discutere l'Italia intera col libro sugli sprechi ei privilegi ingiustificati della politica italiana, stavolta il loro dito è puntato contro gli stipendi dei dipendenti di Montecitorio e Palazzo Madama che possono tener testa a quelli di Monarchi e Presidenti. Uno su tutti è quello di uno stenografo del Senato che guadagna quanto Juan Carlos di Spagna, che di mestiere fa il Re: Senza il taglio del 10% imposto per tre anni da Giulio Tremonti per i redditi oltre i 150 mila euro, uno stenografo al massimo livello retributivo arriverebbe a sfiorare uno stipendio lordo di 290 mila euro. Solo 2mila meno di quanto lo Stato spagnolo dà a Juan Carlos di Borbone, 50 mila più di quanto, sempre al lordo, guadagna Giorgio Napolitano come presidente della Repubblica: 239.181 euro. Ma alla Camera e al Senato ci sono anche altri fortunati. Come i barbieri o i commessi che possono arrivare a 160 mila euro lordi annui. Un coadiutore a 192 mila, un segretario a 252 mila, un consigliere a 417 mila. Come è possibile? Rizzo e Stella spiegano che i salari da pascià vengono ottenuti grazie «ad assurdi automatismi che nell'arco della carriera consentono di quadruplicare in termini reali la busta paga». E il vantaggio di tagliare i capelli o battere a macchina i discorsi dei parlamentari a Palazzo si riflette anche sulle pensioni. Tra riscatti della laurea e anzianità i nostri possono andarci a 53 anni, » con un assegno previdenziale di 113 mila euro l'anno che, se resta fino al 60º compleanno, può superare i 140 mila. Con un risultato paradossale: il vitalizio di un senatore che abbia accumulato il massimo dei contributi non potrà raggiungere quei livelli mai.»
lunedì 3 ottobre 2011
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