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martedì 12 febbraio 2013

MESSAGGIO PER LE COOPERATIVE DEI CANDIDATI PDL ELEZIONI 2013



Gli impegni precedentemente assunti, come vi avevamo tempestivamente comunicato, non ci impediscono, per i cinque/sette minuti che sarebbero stati dedicati ai nostri commenti ed alle nostre valutazioni sul documento che ci avete gentilmente anticipato, di farvi pervenire per iscritto le nostre posizioni sull’oggetto. Sono a tutti note le nostre valutazioni sulle coop e le nostre critiche più ragionate rispetto a quelle del segretario generale della Camera del lavoro di Reggio Emilia che afferma come “la forma cooperativa viene sempre più spesso usata per praticare il banditismo sociale” ed a quelle dell’ex direttore del Manifesto Gabriele Polo “Il fallimento della storica Cooperativa Muratori di Reggiolo, data di nascita 1907 che negli anni era diventata la banca per i Risparmi di tutta Reggiolo…allunga qualche ombra anche sul ruolo di collante sociale che le cooperative hanno avuto per anni da queste parti”.  Voi affermate  “… l’avvio di una nuova fase politica che metta in primo piano la ripresa dell’economia e dell’occupazione; un’agenda europea ed italiana caratterizzata da una più compiuta e forte integrazione tra le ragioni del rigore e le ragioni della crescita e della coesione sociale.” Non possiamo non concordare, essendo stato esattamente questo l’impegno che ha caratterizzato l’azione del Governo Berlusconi, interrotto dalla sciagurata anomala parentesi del Governo Monti che ha provocato i disastri economici e finanziari del nostro Paese ben evidenziati, purtroppo, dagli indici

lunedì 11 febbraio 2013

“IMOLA E’ ROMAGNA”, LE PROVINCE VANNO ABOLITE E LA ROMAGNA VA ISTITUITA.



Intervenendo alla XVIII Assemblea Regionale del M.A.R. a Imola Rodolfo Ridolfi
candidato al Senato della Repubblica ha detto fra l’altro:
Rivendicare, per la gente di Romagna, il diritto all’autodeterminazione significa non solo corrispondere ad un sentimento, ad una identità, ad una cultura di una Regione antica, una delle più antiche ed omogenee della Penisola che non divenne Regione all’indomani dell’Unità d’Italia perché troppo sensibile alle idee Repubblicane in un’Italia Monarchica, e non lo divenne neppure agli albori di una Repubblica incline a ricalcare l’impianto territoriale e burocratico dello Stato Monarchico ma anche corrispondere allo sviluppo ed ad una migliore condizione di vita dei suoi cittadini .... Il MAR si batte da più di un decennio contro l’imperturbabile indifferenza e arroganza di chi governa l’Emilia Romagna e non intende sentire le ragioni dell’autodeterminazione, ne tanto meno quelle dell’autonomia della Romagna. So bene qual è la convinzione della sinistra e dei suoi alleati nei confronti della “questione romagnola”.  Totale assoluta chiusura nei confronti di qualsiasi proposta sia che si tratti del referendum per far decidere le popolazioni interessate, sia che si tratti di delimitare i confini storici. Figuriamoci se sono disponibili a parlare di ventunesima regione. Ho tentato fino allo sfinimento, durante la mia attività in Regione, con l’insistente riproposizione di progetti di legge di fare breccia nell’ostinata posizione di chiusura della sinistra ma non c’è stato niente da. Ancora una volta il PDL e La Lega sostengono, la  “questione romagnola”. poiché l’alternativa  alla  sinistra  nella  nostra  Regione si identifica con l’alternativa alla politica  “anti-Romagna”. Con il voto di febbraio i romagnoli avranno quindi dei buoni motivi in più per mettere in minoranza i comunisti e tutti i loro eredi questi motivi supplementari sono in sintesi : l’arroganza e la totale insensibilità dei comunisti PCI PDS DS PD e dei loro alleati alla questione della Romagna, del Referendum e della delimitazione dei confini storici; il divario di opportunità di sviluppo, di servizi di reddito che esiste fra l’area forte emiliana e la più debole area romagnola per la quale questa regione di sinistra non è stata madre ma matrigna. La coalizione di Berlusconi che aveva varato le modifiche costituzionali in senso federalista deve consentire, finalmente, il referendum, limitato alle popolazioni interessate (quelle romagnole) sull’istituzione o meno della ventunesima regione previa definizione dei confini storici della “Romagna”. Ad una nuova maggioranza di centro destra nelle Camere oggi è affidata la nostra speranza di vedere nascere la Regione Romagna


venerdì 20 luglio 2012

PROVINCIA DI RAVENNA CONTINUA LO SPERPERO. TOGLIAMO TUTTE LE PROVINCE, CON UNA SOLA SARA’ ANCORA PEGGIO PER ACCONTENTARE TUTTI


Alcuni amici, rispetto alla mia idea, sostengono che bisogna fare la “provincia Romagna” unica per mantenere la nostra identità, sono per la Romagna, mi sento romagnolo, in vacanza mi qualifico romagnolo. Credo che l’ente intermedio “unico” della Provincia non serva dopo l’istituzione delle Regioni, dal 1970. Nella pratica la sinistra continuerà, come ha fatto fino ad oggi, a spendere in interventi non di competenza alimentando la spesa pubblica. L’ultimo esempio l'uomo dalle mani bucate, Claudio Casadio, presidente della Provincia di Ravenna, continua a utilizzare in maniera impropria il pubblico denaro. Oggi regala 25mila euro ai pompieri dimenticando che di questi tempi ogni centesimo deve essere risparmiato e utilizzato solo per fini istituzionali, ma con l’assestamento di bilancio complessivamente ha utilizzato la somma di 88.363 euro, leggendo la tabella emerge:
Al primo punto un contributo al Dipartimento dei Vigili del fuoco pur riconoscendo “il fondamentale ruolo del corpo”, emerge “qualche perplessità” a comprendere “la ragione di una convenzione ad hoc di 25.000 euro da parte della Provincia per’rafforzare i servizi finalizzati alla sicurezza dei cittadini’, non di competenza istituzionale, quando nello stesso giorno il Senato ha modificato una legge per i Vigili del Fuoco. Non entriamo nel merito degli altri interventi, si commentano da soli, dai “Maori”, all’organizzazione di podistiche, corse ciclistiche e per iniziative musicali come alla Fondazione Savini, si è mangiato tutto il capitale sociale. Togliamo tutte le Province non solo cinquanta! Coraggio cambiamo le istituzioni e se c’è la volontà, approviamo anche il Presidenzialismo se vogliamo salvare l’Italia. Vincenzo Galassini consigliere Provinciale PDL Ravenna

venerdì 6 luglio 2012

BAZZONI: IL DECRETO DEI GOVERNO SULLA RIDUZIONE DELLA SPESA CI IMPONE DI FARE PRESTO CON LA PROVINCIA ROMAGNA

IL DIMEZZAMENTO DELLE PROVINCE, CHE E’ STATO DECISO, NON CI DEVE COGLIERE IMPREPARATI E PASSIVI
Secondo il Consigliere regionale del PdL, Gianguido Bazzoni, è necessario che i romagnoli prendano in mano la situazione e disegnino subito il percorso verso la nuova Provincia unica della Romagna:-“Non possiamo lasciarci trasportare da quello che viene deciso a Roma, dobbiamo andare oltre le proposte a “titolo personale” e decidere quello che dovrà essere il nostro futuro amministrativo ed istituzionale; dobbiamo proporre noi al Governo la soluzione. Ripetiamo l’esperienza positiva, fra le forze politiche che hanno a cuore la Romagna, del lavoro comune per i fondi sul porto di Ravenna, approfondiamo i risultati positivi delle scelte sull’area vasta, cogliamo l’occasione di quest’ultimo scorcio di legislatura per usare quanto previsto dall’Art. 133 della Costituzione.”- Questa è la strada che individua Bazzoni, che continua:-“Si costruisca un ordine del giorno da far approvare in tutti i Comuni e da sottoporre alla Regione per la costituzione della Provincia unica, ribadendo però che si possa mantenere l’elezione diretta degli organi, in ossequio alla sovranità popolare. Si incalzi il Governo su questo, precedendo ogni sua possibile decisione; si acceleri anche la pressione sui grandi progetti infrastrutturali che interessano la Romagna e ne possono rappresentare una leva di sviluppo, prima fra tutti la partenza dell’ E55 (Cesena-Ravenna-Venezia). Inoltre si colga l’occasione per individuare e richiedere finanziamenti per un rilancio del turismo, grande risorsa della Romagna, con una rete integrata turismo-cultura- prodotti tipici, dal mare alla collina. Anche in altri campi, come lo sport, si può cominciare a pensare a polisportive “di area vasta”, mettendo in campo la rete di eccellenze sportive del nostro territorio; ognuna con la sua peculiarità ed autonomia sul modello spagnolo. Pensiamo anche a sottoporre al CONI la possibilità di creare una “Romagna sport holding”, che darebbe un grande impulso anche psicologico all’idea di “Romagna”. Insomma, i nostri Sindaci, i parlamentari ed i consiglieri regionali dimostrino di avere coscienza del momento e lungimiranza nelle decisioni, per il bene di tutti noi e per dare più forza alla nostra terra, con un grande patto per la Romagna!”

giovedì 13 ottobre 2011

LA VALORIZZAZIONE DELLA ROMAGNA SI SCONTRA CON IL NIET IDEOLOGICO PRECONCETTO DEL PD

Bazzoni: "il PD rispetto alla valorizzazione della Romagna, della sua cultura e della sua economia in un ottica di marketing territoriale è annebbiato dal pregiudizio e dalle paure secessionistiche”  “dopo la presentazione avvenuta ieri in Commissione I dei miei progetti di legge finalizzati alla valorizzazione della Romagna e dei prodotti e potenzialità economiche del suo territorio ho ascoltato un dibattito pieno di paura e pregiudizio da parte della sinistra senza contare le parole dell’esponente del Movimento cinque stelle De Franceschi che forse non sa neppure dove si trovi la Romagna o quanto meno non ha mai parlato con un romagnolo. Continua il Consigliere regionale del PDL in Regione Emilia-Romagna Gianguido Bazzoni: "Per spogliare il dibattito dal pregiudizio, con la volontà forte di permettere alla Romagna di avvalersi di tutte quelle possibilità che possono derivare dalla valorizzazione del suo territorio come sistema complesso di forze che se coordinate in una unitarietà strategica, sono in grado di trasformare la realtà e la percezione che questa suscita, ho sfidato il Consigliere Mazzotti ed il PD a presentare un Progetto di legge, che io voterei se ben fatto, per la valorizzazione del territorio romagnolo e delle sue peculiarità.
Le amministrazioni locali, ed in primis la Regione dovrebbe avere una grandissima attenzione all’incremento del valore, inteso nei suoi molteplici aspetti, del proprio territorio. Quest’ultimo deve essere considerato come sistema competitivo dinamico, in un “mercato” che lo vede concorrente con gli altri territori. In seguito alla globalizzazione dell’economia e all’apertura dei mercati mondiali, la competizione economica non si svolge più tra soggetti ma tra territori: il territorio diventa così un soggetto economico che opera in un ambiente altamente competitivo. I territori devono imparare a stare nel mercato globale, a utilizzare un linguaggio veloce e comunicativo: comunicare le ricchezze di un territorio, le sue vocazioni imprenditoriali, le opportunità localizzative, le possibilità di business sono gli strumenti che consentono di stimolare lo sviluppo economico sostenendo la nascita di imprese locali e attraendo i capitali esterni al territorio”.

mercoledì 27 luglio 2011

LE DETERMINAZIONI DI BALZANI VERSO L’UNIONE DELLE TRE PROVINCE ROMAGNOLE CI STIMOLA E RILANCIAMO

RICORDANDOCI CHE SIAMO PER L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE


 
"La coriacea volontà del Sindaco di Forlì Balzani può essere, anche se continuiamo a pensare che la Regione Romagna sia la soluzione regina della questione romagnola, per i motivi già sostenuti ovvero che le Regioni partecipano alla Conferenza Stato Regioni e dialogano direttamente con la UE, la breccia nel PD per un percorso territoriale che veda finalmente riconosciute le istanze della Romagna e dei romagnoli" afferma il consigliere regionale Pdl, Gianguido Bazzoni.  "Abbiamo già sottolineato ed è ormai evidente come sia sempre più necessario e funzionale  lavorare a livello politico ma soprattutto amministrativo in un ambito sovra provinciale che naturalmente si identifica e corrisponde al territorio della Romagna. Siamo anche convinti che le Province così come sono rappresentano solo una fonte di spreco di denaro pubblico e vadano tagliate o svuotate." Continua il Consigliere regionale Gianguido Bazzoni: "In un'ottica di ambito territoriale romagnolo unito e staccato dall'Emilia, non per preconcetti ma per opportunità e vocazioni, noi rilanciamo, sul tavolo aperto da Balzani, anche registrando il favore alla proposta di Balzani da parte di PRI e UDC, introducendo, visto che il PD non vuol sentire parlare di Regione Romagna, l'idea, realizzabile, di una Provincia autonoma della Romagna alla stregua di quelle di Trento e Bolzano."

martedì 15 febbraio 2011

PIENO SOSTEGNO DAL PDL ALLA PROPOSTA DI LEGGE ROMAGNA

BAZZONI D’ACCORDO CON I PUNTI INDICATI DALLA LEGA ALLA PROPOSTA DI LEGGE SULLA ROMAGNA


"Siamo e restiamo convinti che per le prossime elezioni amministrative Il Popolo della Libertà e la Lega Nord debbano presentarsi alleati. Non ci sono e non ci saranno accordi con altre forze di opposizione come Fli e Udc". Lo dichiara il coordinatore provinciale del Pdl Gianguido Bazzoni che, in merito a quanto dichiarato oggi da Rudi Capucci, coordinatore provinciale enti locali Lega Nord, Gianluigi Forte, segretario provinciale Lega Nord Ravenna, Vincenzo Papi, segretario cittadino Lega Nord Ravenna, e Paolo Guerra, responsabile attività produttive Lega Nord Ravenna, ribadisce: "Tutti i punti indicati dalla Lega come imprescindibili per un eventuale accordo sono per il Pdl pienamente condivisibili, primo fra tutti il pieno sostegno alla proposta di legge presentata dagli onorevoli Gianluca Pini e Giancarlo Mazzuca a proposito della realizzazione della Regione Romagna, con annesso l'abolizione delle tre Provincie (Ravenna - Forlì Cesena e Rimini)".

martedì 25 maggio 2010

REGIONE ROMAGNA UNICA VIA PER PESARE DI PIU’

NO ALLA PROPOSTA DEL SINDACO DI FORLI DI ACCORPARE TRE PROVINCE

"La terza via auspicata dal sindaco di Forlì Roberto Balzani, cioè di creare una maxi provincia della Romagna, non è la soluzione che vogliamo perché non risolverebbe i problemi legati alla scarso peso che la Romagna ha nelle scelte legate allo sviluppo e alle infrastrutture". Lo dichiara il coordinatore provinciale e consigliere regionale del Pdl Gianguido Bazzoni.  "Non ha senso accorpare le tre province di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena - spiega Bazzoni - creando una sola provincia perché questa non avrebbe comunque il peso che ha un ente come la Regione, l'unica che, avendo rapporti diretti con Bruxelles, può attingere ai fondi dell'Unione europea. Il problema della rappresentatività della Regione resterebbe lo stesso. L'ipotesi di superare le tre province potrebbe essere al massimo essere presa in considerazione dopo, in un quadro di rivisitazione e rafforzamento delle autonomie locali, progetto di cui la Regione Romagna potrebbe essere capofila".  "A breve - spiega Bazzoni - presenterò il mio progetto di legge per la definizione dei confini della Romagna, la quale includerebbe tutte le aree che vanno dal monte di Gabicce, alla foce del Reno, fino al corso del fiume Sillaro". "Quanto alla proposta della Lega di modificare l'articolo 132 della Costituzione, sostituendo la Regione Emilia Romagna con due Regioni distinte - conclude il consigliere regionale - non ci trova pregiudizialmente contrari in quanto convinti che non sia tanto importante il metodo quanto l'obiettivo da raggiungere, purché lo schieramento che appoggia la proposta in Parlamento sia il più largo possibile, al fine di evitare contraccolpi".