Gli impegni precedentemente assunti, come vi
avevamo tempestivamente comunicato, non ci impediscono, per i cinque/sette
minuti che sarebbero stati dedicati ai nostri commenti ed alle nostre
valutazioni sul documento che ci avete gentilmente anticipato, di farvi
pervenire per iscritto le nostre posizioni sull’oggetto. Sono a tutti note le
nostre valutazioni sulle coop e le nostre critiche più ragionate rispetto a
quelle del segretario generale della Camera del lavoro di Reggio Emilia che
afferma come “la forma cooperativa viene sempre più spesso usata per praticare
il banditismo sociale” ed a quelle dell’ex direttore del Manifesto Gabriele
Polo “Il fallimento della storica Cooperativa Muratori di Reggiolo, data di
nascita 1907 che negli anni era diventata la banca per i Risparmi di tutta
Reggiolo…allunga qualche ombra anche sul ruolo di collante sociale che le
cooperative hanno avuto per anni da queste parti”. Voi affermate
“… l’avvio di una nuova fase politica che metta in primo piano la
ripresa dell’economia e dell’occupazione; un’agenda europea ed italiana
caratterizzata da una più compiuta e forte integrazione tra le ragioni del
rigore e le ragioni della crescita e della coesione sociale.” Non possiamo non
concordare, essendo stato esattamente questo l’impegno che ha caratterizzato
l’azione del Governo Berlusconi, interrotto dalla sciagurata anomala parentesi
del Governo Monti che ha provocato i disastri economici e finanziari del nostro
Paese ben evidenziati, purtroppo, dagli indici
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martedì 12 febbraio 2013
MESSAGGIO PER LE COOPERATIVE DEI CANDIDATI PDL ELEZIONI 2013
Gli impegni precedentemente assunti, come vi
avevamo tempestivamente comunicato, non ci impediscono, per i cinque/sette
minuti che sarebbero stati dedicati ai nostri commenti ed alle nostre
valutazioni sul documento che ci avete gentilmente anticipato, di farvi
pervenire per iscritto le nostre posizioni sull’oggetto. Sono a tutti note le
nostre valutazioni sulle coop e le nostre critiche più ragionate rispetto a
quelle del segretario generale della Camera del lavoro di Reggio Emilia che
afferma come “la forma cooperativa viene sempre più spesso usata per praticare
il banditismo sociale” ed a quelle dell’ex direttore del Manifesto Gabriele
Polo “Il fallimento della storica Cooperativa Muratori di Reggiolo, data di
nascita 1907 che negli anni era diventata la banca per i Risparmi di tutta
Reggiolo…allunga qualche ombra anche sul ruolo di collante sociale che le
cooperative hanno avuto per anni da queste parti”. Voi affermate
“… l’avvio di una nuova fase politica che metta in primo piano la
ripresa dell’economia e dell’occupazione; un’agenda europea ed italiana
caratterizzata da una più compiuta e forte integrazione tra le ragioni del
rigore e le ragioni della crescita e della coesione sociale.” Non possiamo non
concordare, essendo stato esattamente questo l’impegno che ha caratterizzato
l’azione del Governo Berlusconi, interrotto dalla sciagurata anomala parentesi
del Governo Monti che ha provocato i disastri economici e finanziari del nostro
Paese ben evidenziati, purtroppo, dagli indici giovedì 3 maggio 2012
sabato 3 settembre 2011
FINE DEI PRIVILEGI FISCALI PER LE GRANDI COOPERATIVE
La manovra economica presentata dal Governo ha compiuto un atto di giustizia, ponendo fine ai privilegi fiscali delle grandi cooperative: quest'ultime, infatti, se la manovra verrà approvata dal Parlamento, saranno, finalmente, considerate alla pari delle altre società di capitali. Gli sconti sull’Ires (imposta sul reddito d’impresa ) dei quali ancora beneficiavano le imprese cooperative saranno infatti ridotti di circa 350 milioni di Euro. Nessuno ha mai compreso, infatti, come fosse possibile che cooperative con centinaia di dipendenti ed utili per milioni di Euro potessero ancora godere di ingiustificati privilegi fiscali concessi da leggi nazionali, ai quali, inoltre, si devono aggiungere i privilegi fiscali concessi dalla Regione Emilia-Romagna .
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lunedì 7 febbraio 2011
IL MIRACOLO DELLA COOP ROSSA 140 MILIONI DI DEBITI: DA UN ESPOSTO ALLA PROCURA DEL CONSIGLIERE PDL BUCCI MAURIZIO
UN ALTRO CLAMOROSO CRAC NELL’EMILIA SIMBOLO DELL’EFFICIENZA DECOCRATICA: LA COOPERATIVA EDILE CMR DI ARGENTA, CHE EREDITO’ LE COMMESSE DELL’IMPERO DI DONIGAGLIA, E’ AD UN PASSO DALLA BANCAROTTA
Un altro clamoroso crac di una coop rossa. Succede ancora ad Argenta, lo stesso paesone lungo la strada delle vacanze tra Ferrara e Ravenna dove prosperava la Coop Costruttori di Giovanni Donigaglia. La Cmr (Cooperativa muratori riuniti) ha sede in una frazioncina distante 5 chilometri, Filo, dove negli anni ruggenti il Pci era giunto a raccogliere il 78 per cento dei voti. Per arrivare a Filo si attraversa una borgata chiamata Case Selvatiche. Mors tua, vita mea, dice il proverbio. Quando la Costruttori andò in bancarotta, Cmr ne ereditò gran parte dei lavori: anni prima, paradossalmente, proprio Donigaglia l’aveva salvata da una fase critica («per ordine del partito», ammise). Cmr divenne il nuovo fiore all’occhiello dell’edilizia targata Lega Coop: con una cordata di coop rosse (la CMC di Ravenna e la CCC di Bologna) aveva vinto l’appalto per ricostruire la base Nato all’aeroporto Dal Molin di Vicenza. Ma uno stesso destino attende i due colossi di Argenta. Il 14 ottobre 2010 l’assemblea della Cmr prende atto di un debito astronomico, 140 milioni di euro, e chiede al tribunale di Ferrara il concordato preventivo. È un modo per pilotare la crisi evitando il fallimento. Cmr ha 174 dipendenti nel settore edile: non molti, perché subappaltava gran parte delle commesse. Ha raccolto 2,4 milioni di euro come prestito sociale, la forma di investimento tipica delle cooperative che garantisce ai soci interessi maggiori di quelli
COSA SUCCEDE A RAVENNA: DIETRO AI PORTI DELLA COOPERATIVA L’OMBRA DI UNA MEGA SVENDITA
ANOMALIE:PER UNA PERIZIA DEL 2009 L’INVESTIMENTO PORTUALE ERA DI 38 MILIONI ADESSO SI E’ RIDOTTO A 20. SOSPETTI: LA COOP HA CEDUTO QUOTE DI SOCIETA’ CONTROLLATA ALLA VIGILIA DEL TRACOLLO FINANZIARIO.
CHE FESTA Bersani all’apertura della darsena di Casalborsetti insieme a Giangrandi, Errani, Matteucci.
Dal Giornale 6 febbraio 2010 Stefano Filippi
Valutato 20 milioni di euro dai liquidatori, il business dei porti turistici è l’asset più redditizio per Cmr. Il settore è cresciuto nel tempo. La coop di Filo d’Argenta ha realizzato e gestisce, tra gli altri, la darsena di Porto Reno di Casalborsetti tra Comacchio e Ravenna (inaugurata nel 2007 dall’allora ministro Bersani e dal governatore Errani, originario del Ravennate), quella di Marina di Montenero di Bisaccia (patria dell’ex ministro Antonio Di Pietro) e il nuovo porto di Marina di Ravenna. I porti sono tra i rari interventi realizzati direttamente dalla Cmr senza passare attraverso appalti e commesse. Porto Reno non è mai decollato, benché sia stato voluto dall’ex sindaco di Ravenna (ora senatore pd) Vidmer Mercatali e sponsorizzato dalle autorevoli mani ministeriali che ne tagliarono il nastro. Situazione analoga a Marinara, dove il progetto è più ambizioso e le possibilità di crescita restano comunque intatte, visto che fu realizzato in project financing con l’intervento di due colossi bancari come Unicredit e Intesa Sanpaolo che continuano a credere nell’investimento. Figlio anch’esso di Mercatali che realizzò un’idea del predecessore, il porto ravennate è gestito dalla Seaser spa, in cui Cmr ha la maggioranza (72 per cento), altre coop il 18 mentre il restante 10 per cento è in mano a un privato, Luigi Vitali, imprenditore turistico. È un’opera gigantesca: 700 posti barca, case, bungalow dall’architettura nordica, uffici, negozi, parcheggi. La nuova Milano Marittima, si diceva. Un investimento di lusso forse ispirato alle scorribande nautiche di Massimo D’Alema ma estraneo al core business di Cmr; tuttavia la coop acquisì tre quarti del capitale Seaser per garantirsi di costruire e amministrare il complesso, si presume a beneficio di tutti i soci. E qui sorgono i primi dubbi legati alla liquidazione. Una perizia giurata di fine 2009 stimò l’intero investimento portuale di Cmr in 38 milioni di euro, mentre ora per i liquidatori si è ridotto della metà. Come mai? C’è sotto qualcosa? Due sono i personaggi chiave in questa vicenda: Lauro Capisani, vicepresidente e poi liquidatore di Cmr, e Bruno
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