Visualizzazione post con etichetta Travaglio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Travaglio. Mostra tutti i post

venerdì 1 marzo 2013

FINI, DI PIETRO, INGROIA….E ORA GRILLO. ECCO TUTTI GLI “SFIGATI” DI TRAVAGLIO, IL SUO ENDORSEMENT E’ FATALE.>>>>>>>>>>


Il giornalista de il Fatto ha avuto diverse cotte. Ma tutti i suoi preferiti sono rimasti fuori dal parlamento. Ora anche Beppe fa gli scongiuri. Marco ha votato per lui
Beppe Grillo tocchi ferro. Va bene anche uno scongiuro più spinto. L'importante è che si metta nelle mani della dea bendata. Il bacio mortale di Marco Travaglio potrebbe essere fatale. Nel 2010 su Gianfranco Fini disse: "Io tra lui e D'Alema, voto Fini". E aggiunse: "Presidente lasci le polemiche. Lei ci serve vivo, nei prossimi anni". Non l'avesse mai detto. Tre anni dopo quel presidente della Camera è uscito definitivamente da Montecitorio. L'esperimento montiano è finito all'aria e il suo Futuro e Libertà non è arrivato all'1 per cento. Sfiga per Tonino - Poi Marco ha cominciato ad accarezzare Antonio Di Pietro. Erano i tempi in cui Tonino si sentiva protagonista con quell'aria giustizialista che scaldava i cuori dell'Italia dei Valori. Disse di lui sempre il buon Travaglio: "Ogni volta che finiva nella polvere, Di Pietro trovava il modo di rialzarsi. Senza l’Idv non avremmo votato i referendum su nucleare e impunità; i girotondi e i movimenti di società civile non avrebbero avuto sponde nel Palazzo; in Parlamento sarebbe mancata qualunque opposizione all’indulto, agl’inciuci bicamerali e post-bicamerali, alle leggi vergogna di B. e anche a qualcuna di Monti; e certe Procure, come quella di Palermo impegnata nel processo sulla trattativa, sarebbero rimaste sole, o ancor più sole". Insomma per Marco, a Tonino bisogna solo dire grazie. Anche in questo caso poco dopo l'Idv si mette nelle mani di Ingroia, becca un clamoroso flop alle elezioni e Di Pietro resta fuori dal parlamento.  Carezze ad Ingroia - Dopo Tonino arriva il grande flirt per Antonio Ingroia. Per il pm è amore a prima vista. I due sono amici. Vanno anche al mare insieme. Quando la Boccassini critica Ingroia per le sue parole su Giovanni Falcone, Travaglio prende la penna e butta giù un editoriale di fuoco per difendere lo "statista" di Rivoluzione Civile. "Falcone si avvicinò alla politica e di parecchio andando a lavorare al ministero di Grazia e Giustizia retto da Martelli, nel governo Andreotti, fu bersagliato da feroci attacchi, anche da parte dei colleghi, molto simili a quelli che hanno investito l'Ingroia politico. La Boccassini dovrebbe scusarsi con lui per gli insulti, oltre a interferire con la campagna elettorale, si fondano su un dato falso", aveva tuonato Marco Manetta. Passano poche settimane e Rivoluzione Civile sbatte sul muro del voto ed è altro flop colossale. Ingroia non entra in parlamento e la stagione delle toghe alla riscossa in parlamento finisce prima di cominciare. Grillo tocca ferro - Ora è il turno di Grillo. Travaglio ha votato per i Cinque Stelle e per Ingroia. L'ha detto lui stesso. Dalle parti di Genova cominciano a mettere i cornetti rossi nelle tasche delle giacche contro il malocchio di Travaglio. Beppe è stato più furbo. Lui in parlamento non si è candidato, a differenza dei predecedenti "amanti" di Marco. Basterà per fermare l'abbraccio al veleno di Travaglio? 

martedì 15 novembre 2011

ESCLUSIVO! INTERCETTATI SANTORO, TRAVAGLIO & CO. ADESSO CHE NON C’E’ PIU’ BERLUSCONI CHE SI FA’?

FANTATELEFONATE (O NO?). LA   TRAGICOMMEDIA DEGLI ANTI CAVALIERE E DELLE LORO CARRIERE ALL’OMBRA DI SILVIO. SENZA ODIO RESTANO SENZA LAVORO.


Redazione del Fatto. I giornalisti festeggiano brindando ininterrottamente da tre giorni, quando arriva il direttore stanno sparando colpi di spingarda contro un cartonato di Berlusconi attaccato al muro. Antonio Padellaro si presenta col volto scavato dalla sofferenza. Entrando, sposta col piede il corpo di un giornalista che giace a terra svenuto.
Peter Gomez: Ciao direttore! Toh, magnati un pasticcino.
Padellaro: Ma che cazzo festeggiate, siete cretini?
Gomez: È caduto Berlusconi…
Padellaro: Appunto, che cazzo ridete? Mi dici come lo riempiamo il giornale? Trenta pagine al dì senza Berlusconi le fai tu, adesso!
Gomez: Direttore, ma avevamo detto che sparavamo anche contro la sinistra… C’è D’Alema... Il titolo è già pronto: ho scritto «indagato» e ho lasciato gli spazi vuoti. Vedrai che entro sera un indagato del Pd salta fuori...
 Padellaro: Non capite proprio niente allora! Non ti rendi conto che poi quelli del Pd li lasciano andare, che insabbiano tutto! 
Gomez: Ci sarà qualche intercettazione, magari di Fassino... 
Padellaro: Stai zitto per l’amor del cielo, lascia stare Fassino che poi ci fanno causa... quelle robe lì mica si possono mettere. Qua finisce che chiudiamo, io ho pure ipotecato la villa nel Chianti per ’sto giornale, dovevo stare zitto, dovevo, me ne stavo col Pd e un posto me lo davano... Adesso mi tocca vendere la macchina. Vabbé dai, chiamatemi Travaglio.