martedì 12 giugno 2012

LE PROPOSTE DEL PDL PER RIFORMARE L’ITALIA


SEMIPRESIDENZIALISMO, RIFORMA DE LCSM, ETA’ MINIMA A 40, MANDATO DI 5 ANNI. IL PDL HA PRESENTATO AL SENATO I SUOI EMENDAMENTI AL TESTO DI FIROMA COSTITUZIONALE. BRUNETTA: “SENZA PRESDIENZIALISMO NIENTE LEGGE ELETTORALE
Semipresidenzialismo e Csm non legato al Capo dello Stato. Sono queste le riforme costituzionali proposte dal Pdl. Oggi l'ex ministro Renato Brunetta ha ripreso l'idea lanciata da Silvio Berlusconi sulla forma istituzionale della Repubblica. In particolare per il deputato è importante introdurre il semipresidenzialismo prima della riforma elettorale: "Le due cose vanno di pari passo, sono le facce della stessa medaglia. Dare il disco verde ad una riforma e poi bloccare l'altra sarebbe demenziale". La proposta è stata poi presentata al Senato con un emendamento firmato da Maurizio Gasparri. Nel testo, oltre a stabilire il suffragio universale diretto, si abbassa anche a 40 anni l'età minima del Capo dello Stato, il suo mandato passa da 7 anni a 5, sarà lui a nominare il premier e presiederà il Consiglio dei ministri. Ma alle riforme già annunciate negli scorsi giorni, il Pdl vuole aggiungerne un'altra. In un altro emendamento, il partito propone che a capo del Consiglio Superiore della Magistratura non ci sia il Presidente della Repubblica, ma il primo presidente della Cassazione. Del Csm farebbe parte, inoltre, anche il procuratore generale presso la Corte di Cassazione

lunedì 11 giugno 2012

TERMO-VALORIZZATORI E MEMORIA STORICA.


Questa mattina, a Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3, un ascoltatore consigliava, a proposito di rifiuti e termo-valorizzatori, di seguire l'esempio di Svizzera, Francia, Germania e nord Europa. Lì tutto ciò che non è riciclabile passa all'incenerimento e, se l'impianto è ben condotto, dalle ciminiere esce solo vapor d'acqua e anidride carbonica. Tant'è che all'incenerimento passa oltre il 50% dei rifiuti e gli impianti in questione sorgono nelle vicinanze delle grandi città. Elisa Calessi di Libero, conduttrice di questa settimana, rispondeva dando ragione all'ascoltatore ma non andava oltre. Ebbene si dimenticava di dire che noi italiani siamo stati gli apripista della termo-valorizzazione dei rifiuti, con la storica esperienza del teleriscaldamento a Brescia. Poi in Lombardia e in Emilia Romagna. A Torino è in completamento in impianto all'avanguardia pronto a sostituire quello vecchio. In tutto il centro-nord si continua a seguire questa strada come fanno i nostri vicini svizzeri, francesi e tedeschi. Si dimenticava, Elisa Calessi, di recensire la notizia della relazione all'Antimafia di Anna Maria Tarantola, Vice Direttore di Banca d'Italia, che denunciava il fortissimo inquinamento della criminalità organizzata nei procedimenti di smaltimento dei rifiuti, soprattutto al sud. Ebbene, secondo voi, è più facile seppellire in discarica i rifiuti tossici oppure incenerirli in moderni impianti, con la certezza di mandare in allarme i sensori che rilevano le anomalie nel ciclo dei fumi? Nella risposta a questa domanda troviamo la spiegazione della virulenta opposizione ai termo-valorizzatori da parte di cittadini disinformati e strumentalizzati. Una disinformazione, messa in atto dalla criminalità organizzata, che purtroppo non è sufficientemente contrastata dai giornalisti. Non per malafede ma per insufficiente cultura tecnico-scientifica e per scarsa memoria storica. 120607 Daniele Leoni



MEMORIA STORICA : QUEL PASSATO DA COMUNISTA IMBARAZZA NAPOLITANO.


NEL ’56 L’INTERVNETO IN URSS IN UNGHERIA. OGGI SCARICA LE COLPE SUL PCI
Quello stesso uomo che nel 1956, al congresso del Pci, aveva difeso l’invasione dell’Ungheria da parte dell’Urss polemizzando con i compagni che volevano prenderne le distanze. Col passare dei decenni Giorgio Napolitano farà autocritica ed etichetterà come prodotto di "zelo conformistico" quel suo intervento in cui aveva detto che in Ungheria l'Urss portava pace. Adesso è un altro Napolitano. Almeno è così che il presidente della Repubblica prova a descriversi in una lunga intervista alla Gazeta Wyborcza pubblicata oggi su Repubblica alla vigilia delle visita del capo dello Stato in Polonia. Alle domande di Adam Michnik, uno dei fondatori di Solidarnosc ed oggi direttore del quotidiano, il numero uno del Quirinale ci tiene a rispondere come garante della Costituzione. Così, ripercorre con tranquillità il proprio passato, fa mea culpa ricordando Enrico Berlinguer e Michail Gorbaciov, analizza il berlusconismo e l'attuale situazione politica. Il mio cammino verso il Quirinale attraversando la storia d'Italia è il titolo dell'intervista fiume. Ma sono le parole sull'invasione di Budapest nel 1956 e sulla primavera di Praga nel 1968 a stridere con la militanza di Napolitano nel Partito comunista. "Il sentiero della mia vita è un processo passato attraverso prove ed errori - spiega a Michnik - sono partito dagli ideali che in gioventù ho sposato, più che per scelta ideologica, per impulso morale e sensibilità sociale, guardando alla realtà del mio Paese. Nell’arco dei decenni, ho cercato di andare al di là degli schemi entro i quali all’inizio era rimasta chiusa la mia formazione. Ho attraversato delle revisioni profonde, molto meditate e intensamente vissute". Alla Gazeta Wyborcza il capo dello Stato racconta del periodo in cui era membro attivo di un Pci, un partito che portava nel suo dna il mito dell’Unione

LEGGINA PER SALVARSI LA PAGA. L’ULTIMA FURBATA DELLA CASTA.


AUMENTANO I DEPUTATI CHE POSSONO ESSERE GIUSTIFICATI: COSI EVITANO I TAGLI ALLA DIARIA
Hanno tirato la cinghia sotto il pressing dei media e dell’opinione pubblica, ma a un certo punto non ce l’hanno più fatta. I deputati hanno chiesto e ottenuto dal presidente della Camera Gianfranco Fini un ammorbidimento delle regole che portano a togliere loro una quota della diaria (3.500 euro al mese) per ogni seduta di aula in cui  non partecipano ad almeno un terzo delle votazioni o per le sedute di commissione in cui non siano riusciti a fare rilevare la loro presenza (o attraverso la tessera digitale o firmando un registro). Lo sconto che il preside ha concesso alla sua scolaresca è stato approvato a metà marzo lontano dai riflettori, ma questa settimana è stato pubblicato nel bollettino sommario degli organi collegiali che riporta tutte le riunioni del collegio dei questori e dell’ufficio di presidenza della Camera dei deputati. Proprio qui alla presenza di Fini è stato approvato questo sostanziale sconto ai monelli che bigiano scuola (anche chi preferisce non perdere tempo in lavori parlamentari spesso inconcludenti e dedicarsi alla propria e più redditizia professione). Con un mini regolamento sono state definite le cause di assenza che possono ogni mese essere giustificate dal collegio dei Questori. Le

sabato 9 giugno 2012

SPESE DI RAPPRESENTANZA DEL COMUNE DI BAGNACAVALLO



POVERA BRISIGHELLA COME TI HANNO RIDOTTO!


Anche Brisighella si accoda alle tante feste della birra che si vanno diffondendo ovunque, ma la cosa grave è che alla manifestazione è stato concesso il patrocinio del Comune di Brisighella e della Pro Loco. Si deduce quindi che tale patrocinio incoraggia i tanti giovani e anche meno giovani, che già hanno la cattiva abitudine di bere birra in eccesso, ponendosi poi nella condizione di violare la legge che giustamente limita il tasso alcoolico di chi si pone alla guida di un veicolo. Non solo mentre da ogni parte si vuole tutelare lì immagine della donna deprecandone l’uso e lo sfruttamento a fini commerciali, il manifesto della festa in parola, patrocinata ripeto da Comune e Pro Loco, esibisce un’immagine accattivante e di dubbio gusto del corpo femminile, basata solo sulla suggestione sessuale senza alcune attinenza con la festa pubblicizzata. Infine cosa ancora più grave è che, mentre il paese s’impegna per la promozione dei prodotti locali, il Comune e la Pro Loco, anziché incorragiare il consumo dell’ottimo vino delle nostre colline, preferiscono sponsorizzare un prodotto che nulla a che fare con la nostra tradizione. Il consigliere provinciale pdl Vincenzo Galassini

venerdì 8 giugno 2012

LE TARIFFE DEI SERVIZI PUBBLICI DELLA ROMAGNA LE DECIDONO I SINDACI DI BOLOGNA, MODENA, REGGIO EMILIA.


Dopo avere salvato i maxi stipendi dei manager Hera, il Pd centralizza tutte le funzioni di controllo degli ex Ato (ambiti territoriali ottimali che funzionavano senza costi) in Atersir i cui vertici escludono ogni rappresentanza della Romagna



MA CHI L’HA DETTO CHE LA SINISTRA SA AMMINISTRARE?


All'aeroporto "Ridolfi" di Forlì regalano 9 milioni di biglietti e spendono a più non posso su ogni fornitura. Risultato: lo scalo fallisce

AUSL RAVENNA: RIATTIVATO IL SERVIZIO DI PRONTA DISPONIBILITA’ PEDIATRICA A FAENZA E LUGO


Come annunciato da alcuni mesi fa dalla Direzione Generale dell'Ausl di Ravenna e dal Direttore dell'U.O. di pediatria aziendale, dott. Federico Marchetti, avendo superato le criticità date dalla carenza di organico, è stato riattivato dal 4 giugno, il servizio di pronta disponibilità pediatrica per le consulenze nelle ore notturne ai Pronto Soccorso degli ospedali di Faenza e Lugo. Come si ricorderà, il servizio era stato momentaneamente sospeso a fronte di una carenza significativa di pediatri e oggetto di raccolta di firme e ordini del giorno in tutti i comuni.


giovedì 7 giugno 2012

PARTITI I LAVORI PER IL GAS STOCCATO NEL SOTTOSUOLO A COTIGNOLA.


Un grande "serbatoio" di stoccaggio di gas nel sottosuolo? Non esiste solo quello di Rivara, nel comune terremotato di San Felice sul Panaro, ma anche a Cotignola e Bagnacavallo
Un grande "serbatoio" di stoccaggio di gas nel sottosuolo? Non esiste solo quello di Rivara, nel comune terremotato di San Felice sul Panaro, il cui iter autorizzativo, dopo dieci anni, è stato improvvisamente bloccato dal Ministero dello Sviluppo ufficialmente per il parere negativo della Regione Emilia-Romagna. Venerdì 1 giugno, dopo i due forti terremoti del 20 e 29 maggio in Emilia è arrivato il 'niet' alla Erg, che sostiene il progetto. LO STOP A RIVARA In una zona ancora più sismica dell'Emilia, la Bassa Ravennate - tra i Comuni di Bagnacavallo, Cotignola, Faenza e Castelbolognese -, la Edison Stoccaggi sta costruendo un impianto simile. A Rivara l'Erg aveva intenzione di stoccare 3,7 miliardi di metricubi di gas attraverso 19 pozzi di iniezione ed estrazione, per stipare la risorsa a quasi tre chilometri di profondità. Perché questa necessità di stoccaggio? Per creare riserve e acquistare il metano quando costa meno, vale a dire in estate. In Italia la domanda di stoccaggio è pari 15 miliardi di m3 degli operatori contro un'offerta effettiva di soli 8,5 miliardi di m3. E Rivara sembrava un posto sicuro, anche per l'effetto della scarsa sismicità. STOCCAGGIO DI GAS A SAN POTITO - COTIGNOLA. E il sito di San Potito di Bagnacavallo e Cotignola? La pianura ravennate nella carta del rischio sismico ricade nella quinta fascia di rischio su una scala di 12, ben due "fasce" più rischiose rispetto alle aree colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012 in Emilia. Che cosa prevede il progetto di Edison Stoccaggi? Secondo una sintesi della valutazione di impatto ambientale di fine 2005, si prevede lo stoccaggio di un miliardo di metricubi di metano due km sotto il livello del mare, nel sottosuolo. Il progetto trova il suo centro nella centrale di compressione San Potito di Bagnacavallo, a cui sono collegati i pozzi di Cotignola e San Potito stesso nel raggio di 10 km. IL PROGETTO. Si tratta, in altre parole, di riutilizzare dei campi per l'estrazione di gas di Cotignola, sfruttati dal 1956 al 2005 e a San Potito, utilizzati dal 1988 al 2000. Nel 2001 il Ministero delle Attività Produttive ha ritenuto il sito idoneo allo stoccaggio di gas naturale. Nel progetto la centrale di compressione è prevista lungo via San Vitale, nel comune di Bagnacavallo, che dovrebbe rimettere nel sottosuolo il metano alla pressione originaria. Oltre ai pozzi dell'epoca ne saranno scavati altri 10, oltre ad un metanodotto di una decina di chilometri e altre strutture connesse. I lavori sono già partiti, confermano dal Comune di Cotignola.
Lo stoccaggio sotterraneo di Edison ha portato nelle casse dei comuni interessati 3.700.000 euro complessivi così distribuiti: 1.624.470,08 a Bagnacavallo, 349.550,98 a Lugo, 696.276,14 a Cotignola, 642.106,66 a Faenza, 193.798,07 a Castel Bolognese, 193.798,07 a Solarolo".
Di fronte al dramma che si è consumato in Emilia e al potenziale rischio i sindaci dell'Unione dei Comuni che comprende l'area interessata di Cotignola e Bagnacavallo chiederanno un supplemento di indagini: "Ci sono dati nuovi, che derivano in gran parte dal fatto che il sisma dell'Emilia è un evento diverso da quello prevedibile nella mappa del rischio sismico, per cui è intenzione chiedere un supplemento di istruttoria, anche per iscritto se necessario", spiega il sindaco di Cotignola Antonio Pezzi. I Comuni dell'area hanno già preso contatti con la Regione Emilia-Romagna per un confronto di tipo tecnico "e le valutazioni del caso". Di sicuro c'è la volontà di andare più a fondo per capire il rischio reale in caso di terremoto. In ogni caso si tratta, è bene precisarlo, di un iter aggiuntivo non sospensivo dei lavori. Lo spiega anche Pezzi: "L'iter si è concluso già alcuni anni fa e le autorizzazioni, che dipendono dal ministero, considerata la rilevanza nazionale del progetto, sono presenti e regolari. All'epoca, tutto un iter di valutazione ambientale senza particolare clamore o dissenso da parte dei cittadini".