martedì 26 giugno 2012

IL COMPAGNO CASINI SI SCHIERA CON IL PD, BERSANI; VERSO L’ALLEANZA.


BERLUSCONI HA SEMPRE AVUTO ALLEATI INAFFIDABILI, RICORDIAMO LE TRE PUNTE OPPURE IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO FOLLINI (udc)?. PRESIDENTE VADA AVANTI DA SOLO!
Il leader Udc svela i suoi piani. Lodi sperticate a Bersani: "E' serio, non cambia idea tutti i giorni". Le elezioni a ottobre sono più vicine: "La colpa è di Berlusconi. Dunque occorre prepararsi per tempo alle urne. "Ho sempre ritenuto - dice il leader Udc a margine della direzione nazionale del suo partito - che la prospettiva sia un patto per affrontare le emergenze tra progressisti e moderati", . "Oggi - prosegue - si è realizzato con il governo tecnico, ma la strada è un governo politico per risollevare il Paese a affrontare l’emergenza che non durerà poco per arrivare così agli Stati Uniti d’Europa costruiti attorno al rapporto tra le due grandi famiglie del Ppe e del Pse"

lunedì 25 giugno 2012

BERLUSCONI NON FERMARTI.


SILVIO ACCELERA LA RIVOLUZIONE DEL CENTRODESTRA. UN’OCCASIONE DA NON PERDERE PER IL CENTRODESTRA
Dopo il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, dopo quello dell'Emilia, il pidiellino Vasco Errani, anche il governatore Roberto Formigoni finisce nel registro degli indagati.  Nel suo caso si tratta dell’inchiesta sulla sanità lombarda, eccellenza del Paese e forse inquinata da qualche malfattore. Che certamente non è Formigoni, ma così in Italia funziona la magistratura spettacolo. Niente politico, niente prime pagine, così una vacanza diventa uno scandalo, un comportamento eticamente discutibile è equiparato a ipotesi di reato. Lo abbiamo già visto, ne vedremo ancora, neppure il Quirinale si salva dall’invadenza del sospetto politicizzato. Il caso Formigoni è solo l’ultimo tentativo discalzare definitivamente il Pdl dalla guida del Paese. La Lombardia è una roccaforte, colpirla è sferrare l’attacco al cuore del sistema. La diceva bene quel Pm che, sul blog interno e riservato ai magistrati, un anno fa scriveva: colleghi, una volta abbattuto Berlusconi, se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi, dovremmo occuparci dei berlusconiani. Ci stanno provando, ma ho l’impressione che abbiano sbagliato i conti. Il Berlusconi ferito si è curato e ora è tornato in campo, sorprendendo gli avversari e anche qualche amico che già pensava ad altri scenari. È innegabile che l’annuncio di una nuova forma di partito e coalizione che possa puntare al 51 per cento dei consensi abbia creato stupore, tensioni e financo paure nel gruppo dirigente del Pdl. Ma a noi importa solo cosa ne pensa la gente. La quale, stando ai voti delle amministrative e ai sondaggi, non pare proprio gradire l’attuale assetto, né mostra entusiasmo per facce e formule che sono sul tappeto della politica fatta a tavolino.Rivoluzionare quindi non è una opzione ma una necessità vitale. Per il centrodestra, ma soprattutto per il Paese che ha bisogno di essere liberato da uno Stato sempre più oppressore, che ha voglia di tornare a credere che il sogno liberale possa prima o poi realizzarsi. Ci sarà chi,anche dall’interno,cercherà per bassi interessi personali di fermare questo nuovo predellino. Mi auguro fallisca, anche a costo che, come in ogni rivoluzione che si rispetti, qualcuno possa restare ferito sul campo. I prossimi giorni saranno davvero quelli della verita'

LA ROMAGNA SENZA PROVINCE, ECCO L’EFFETTO DEI TAGLI


La Romagna rimarrà senza Province? L'interrogativo è ancora d'obbligo, ma nel piano anticipato dal Corriere della Sera sul taglio della Province redatto dal ministro Patroni Griffi in Emilia Romagna ne verrebbero eliminate 7 su 9 (salve Bologna e Reggio-Parma), comprese tutte e tre quelle romagnole con buona pace su chi puntava ad un unico ente: via quindi Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. I tagli sono studiati in base ad abitanti, estensione e Comuni compresi: ne resterebbero solo 54 in tutta Italia, ma gli accorpamenti potrebbero ancora salire.

sabato 23 giugno 2012

FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA, IL CAVALIERE DI NUOVO IN POLITICA, MA DATEMI IL 51%


“VOGLIO LAVORARE OGNI GIORNO, AFFINCHE’ TERMINATA LA FASE TRANSITORIA DEL GOVERNO MONTI, UN CENTRO DESTRA IN PARTE RINNOVATO E PIU’ AMPIO TORNI A GUIDARE IL PAESE”. PRESTO IL NOME DEL NUOVO PARTITO: CI SARANNO LE PAROLE “ITALIA” E “LIBERTA”. “HO ILLUSO GLI ITALIANI NEL 1994, MA IN BUONA FEDE 

Non tanto nei toni - misurati e ragionati, a dare l’impressione che la scelta di tornare ad affondare i colpi sia stata meticolosamente pensata e preparata - quanto nel merito e nel contesto. Nel merito perché l’ex premier non si fa problemi a sparare non solo contro Monti e un governo di «nominati dal Colle» che «non hanno cambiato nulla» se non portare ad una «sospensione della democrazia» ma anche contro la Merkel e la moneta unica, per giunta a poche ore dal summit di Roma in cui i leader dell’Ue hanno definito «l’euro irreversibile». Nel contesto perché l’assemblea della Giovane Italia organizzata a Fiuggi da Anna Grazia Calabria è curata in ogni dettaglio e riporta in tutto e per tutto a quegli appuntamenti che negli anni hanno caratterizzato le campagne elettorali del Cavaliere: dal video di 14 minuti sulla vita e opere di Berlusconi (da mamma Rosa al Pdl, passando per la nascita di Milano2 e Fininvest) alle note del nuovo inno del partito e senza tralasciare la mise sportiva con camicetta blu e l’ora e mezzo di intervento intervallato dalla lettura dei suoi vecchi discorsi da parte dei giovani della Calabria. Insomma, se questa non è la prima linea c’è da capire qual è la seconda. Tant’è che sul punto il Cavaliere è piuttosto esplicito: «Se dovessi rispondere a chi mi chiede se oggi io abbia ancora intenzione di dedicarmi alla politica e al Paese, rispondo “sì, io ci sto ma mi dovete dare il 51%”». Con buona pace delle primarie. Berlusconi, però, va oltre.
Chiede «scusa» agli italiani per averli «illusi» nel ’94 perché non è riuscito nella «rivoluzione liberale», ma già guarda alle prossime elezioni che «si possono vincere». «Con il Pd stiamo ragionando di proporzionale, come quello tedesco, in cui ciascuno va per conto proprio e chi ha più voti ha il compito di fare il governo», è la proposta che il Cavaliere butta lì per poi dire di sperare ancora nel semipresidenzialismo. Per poi negare che ci sia in vista una «frammentazione» del Pdl e annunciare la necessità di nuovi «giovani» innesti oltre che di cambiare nome al partito perché ne serve «uno che scaldi».
Il problema, però, è che al di là di un Cavaliere decisamente «ruvido» con Monti («Se passano certe norme del ddl anticorruzione finiamo tutti nelle mani dei pm») è soprattutto il Pdl a vivere una giornata di grande agitazione. Il one man show del Cav lascia choccato il partito: c’è chi è «arrabbiato», chi «sconfortato». Il giro di telefonate tra i dirigenti di via dell’Umiltà - che siano ex Forza Italia o ex An - è vorticoso e dura fino a tarda notte. Quasi tutti, infatti, nonostante a Fiuggi Berlusconi abbia esplicitamente smentito la tentazione di «spacchettare il partito» e «buttarsi» sulle liste civiche sono convinti che la strada che l’ex premier vuole ormai seguire sia quella di «azzerare tutto».

CONTRIBUTO AI TERREMOTATI: SI DAI CONSIGLIERI PROVINCIALI, NO DALLA GIUNTA DEL PRESIDENTE CASADIO


IN COMPENSO SPERPERANO 100mila EURO PUBBLICI PER FESTE E…….
       Subito  dopo l’evento catastrofico del terremoto nelle province di Modena e Ferrara tutti i consiglieri provinciali  hanno donato per le popolazioni interessate, un gettone della seduta consiliare  pari a 71 euro (lordi), oltre ad un importo pari a 800.000 dalle risorse a disposizione di ogni gruppo consiliare (quota fissa uguale per  tutti i gruppi a prescindere dalla composizione numerica di ciascun gruppo).  A un mese esatto dall’evento, a differenza dei consiglieri,  non ci risulta che il presidente della Provincia di Ravenna Claudio Casadio  e gli assessori provinciali della sua giunta, che pubblicamente chiedono di contribuire alla ricostruzione delle zone terremotate, abbiano versato un euro.  Le somme percepite mensilmente come indennità da parte degli  assessori “nominati” e non eletti sono, peraltro, ben diverse rispetto al gettone ricevuto dai consiglieri. E i seguenti dati lo dimostrano chiaramente: Casadio Presidente (PD) €. 5.466,18, Bessi Vicepresidente (PD) €. 4.099,64; Proni (PD) €. 3.553,02; Rivola  (SEL) €. 3.553.02; Ronchini (IDV) €. 3.553.02; Roncuzzi (PD) € .3.553.,02; Valenti (PD) €. 3.553.02; Valgimigli (FEDERAZIONE DELLA SINISTRA) €. 3.553,02, oltre al presidente del consiglio provinciale Rossi (IDV) €. 3.553,02. Cui vanno aggiunti i rimborsi ottenuti a vario titolo e le spese di viaggio che in qualche caso arrivano alle 800-900.000 euro mensili!
           Somme enormi per l’attività svolta specie in un momento economico così pesante  per tutti gli italiani che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. Oltretutto la spesa corrente della Provincia non accenna a diminuire e, nonostante le difficoltà nei trasferimenti, tutti gli enti locali continuano a spendere: dalla Giunta Regionale avallata dalla Provincia, come nel caso del  contributo di 200.000 euro per le feste in piazza (addirittura si sono ipotizzati contributi per le feste del PD e altri ?)  o il rimborso per due spettacoli di un’ ora per la Notte Rosa a Ravenna o, ad esempio, a Cervia per oltre 80.000 euro. In compenso applicano l’IMU e aumentano i costi dei servizi con Hera, e agiscono sulla leva fiscale attraverso l’ imposta di trascrizione delle auto, Ipt e l’addizionale Enel. Attendiamo al più presto un segnale concreto e non la solita “ filosofia politica ” che non solo il Movimento di Grillo non riesce più a tollerare, ma l’intera comunità. Vogliamo vedere, dunque, un vero e sostanziale contributo dio solidarietà  per i terremotati attraverso i  vostri “lauti e super emolumenti mensili”. I consiglieri provinciali  Gianfranco Spadoni (UDC) Vincenzo Galassini (Pdl)

venerdì 22 giugno 2012

BAZZONI: LA DELIBERA REGIONALE CREA PRIVILEGI PER CERTE SOCIETA’ A SCAPITO DEI TECNICI INDIPENDENTI


Interrogazione del Consigliere del gruppo PdL, Gianguido Bazzoni premesso che, in base al DLgs 311/2007 tutti i contratti relativi alla gestione dell’impianto termico/climatizzazione degli edifici pubblici devono prevedere l’attestato di certificazione energetica; che “il tecnico o la società che predispone e redige l’attestato di certificazione energetica dovrà essere un soggetto terzo, estraneo alla proprietà e alla ditta incaricata della gestione degli impianti” e  ciò corrisponde al criterio di “indipendenza e imparzialità del certificatore”; VISTO che la delibera della Giunta regionale n. 1362/2010, all’allegato 6 (procedure di certificazione degli edifici) punto 1 (criteri di applicazione della certificazione energetica), riferendosi agli edifici pubblici nei quali si stipuli o rinnovi un contratto di servizio energia o miglioramento energetico, afferma che: “l’attestato di certificazione energetica deve essere prodotto dall’aggiudicatario entro i primi 6 mesi……..” CONSIDERATO che, questa modifica di fatto della norma nazionale, produce l’effetto che una società di global service in Emilia-Romagna può assumere incarichi di miglioramento energetico e di gestione, autocertificandoseli e facendo si che non si rispettino i criteri di indipendenza ed imparzialità del certificatore; che ciò crea una certa turbativa anche sul mercato e nel mondo dei professionisti, tecnici certificatori indipendenti; INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE PER CONOSCERE se ha avvertito, o è stato sollevato il conflitto fra le due normative, di cui una, la nazionale, deve essere necessariamente gerarchicamente sovraordinata; senon ritiene che questo crei una sorta di privilegio per certe società, a scapito dei tecnici indipendenti; se non ritiene di intervenire con un proprio atto a correggere la norma di cui sopra, in modo da non confliggere più con la Legge nazionale e non procurare indebitamente lauti guadagni a pochi, rinunciando di fatto a qualunque possibilità di controllo all’Ente pubblico.

FORZA ROMAGNA: SARA’ LA VOLTA BUONA: SI COMINCIA DALLE PREFETTURE UNIFICATE PER PASSARE ALLA PROVINCIA UNICA.


giovedì 21 giugno 2012

CORTE DEI CONTI SOCIETA’ PARTECIPATE: TROPPE E INUTILI IN PROVINCIA DI RAVENNA BEN 216, IN 15 ENTI PUBBLICI


LA CORTE DENUNCIA IL PERICOLO DI VIZIARE I BILANCI.
ALCUNI ESEMPI, DA NOI DENUNCIATI,: STEPRA, TERRE NALDI, BRISIGHELLA MEDIOEVALE…………, FINO ALL’ ULTIMA LA “FONDAZIONE SAVINI”. BUCHI MILIONARI NEI BILANCI DEGLI ENTI LOCALI PAGATI DAI CITTADINI E NON DA IRRESPONSABILI.

MA SONO TECNICI O COMUNISTI? DE VINCENTI: “ERO DEL PCI ORA HO LA TESSERA DEL PD”


IL SOTTOSEGRETARIO ALLO SVILUPPO ECONOMICO AMMETTE IL SUO PASSATO COMUNISTA. OGGI E’ ISCRITTO AL PD E ALLE PRIMARIE VOTERA’ BERSANI. E MENO MALE CHE MONTI AVEVA ASSICURATO SULLA TERZIETA’ DEL SUO GOVERNO
Nessuno scrupolo, nessun tentennamento. "Sono iscritto al Partito Democratico". Il che rientra nella libertà delle idee politiche di ogni libero cittadino. Peccato che a fare la candida confessione sia stato un membro del governo: Claudio De Vincenti, sottosegretario allo Sviluppo economico.  Ospite della trasmissione di Radio2 "Un giorno da pecora", il componente dell'esecutivo dei prof si è lasciato andare ad ammissioni di militanza. "Sono stato iscritto al Partito Comunista Italiano, nel 1972. Poi sono passato al Pds, poi ai Ds e poi al Pd, a cui sono iscritto e che voto", rivela il sottosegretario. Alla domanda dei conduttori Sabelli Fioretti e Lauro che gli hanno chiesto se fosse dunque comunista, De Vincenti ha fornito la sua spiegazione: "No, perché il Pd non è comunista", aggiungendo che il partito di Bersani "è una cosa molto interessante, perché riesce a mettere insieme molte storie diverse". E a proposito di Bersani, De Vincenti, in qualità di iscritto al partito parteciperà alle primarie. Chi voterà? "Chiaramente voterei Bersani", anche se "non ha molto senso che un sottosegretario si esprima su preferenze di questo tipo". Insomma, più volte il Pdl aveva chiesto che il governo Monti annoverasse al suo interno soltanto tecnici e non politici. Una richiesta che è stata esaudita a parole, ma non nei fatti.  L'ammissione di De Vincenti ha destato polemiche. "Il presidente Monti ha costruito molta della sua presunta credibilità sull’assunto di terzietà del proprio esecutivo, già venuto meno in innumerevoli occasioni. Ora gli chiedo se ancora intende propinarci la storiella del governo tecnico o se piuttosto non comprende che - agli occhi del Pdl - molte scelte determinanti (...) sono figlie di impostazioni ideali, culturali e di tifoserie favorevoli ad una parte e contro un’altra", ha dichiarato il vice presidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, Massimo Corsaro.