venerdì 17 febbraio 2012

M’ILLUMINO DI MENO: LE STRANE OPERAZIONI DELLA REGIONE PER LE LAMPADE VOTIVE GRATIS NEI CIMITERI


DA CHE PARTE STANNO QUELLI DEL CONTO A PIE’ DI LISTA?




Il sindaco di Torino Piero Fassino in qualità di ex presidente del Comitato Italia 150 torinese avrebbe lasciato ai suoi soci qualcosa come 4 milioni di euro di buco. I sei enti finanziatori del Comitato ora possono mettere mano al portafoglio e ripianare il rosso oppure accollare tutto alle ex Ogr, grandi promotori per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, destinate a diventare il nuovo polo Museale della città.

Non pago, dal prossimo mese Fassino avrà in 'concessione' dal Ministero degli Esteri un consigliere diplomatico personale per seguire i rapporti internazionali.

LO SPREAD DI SANREMO


C'è un risvolto inquietante dietro il Festival di Sanremo, e non è né Celentano né uno spaghetto a guisa di mutanda. La correlazione tra andamento dello spread e serate dell'Ariston merita un'analisi seria: se erano decisive le piazzate del Cav o le liti di governo, non si vede perché i mercati non dovrebbero guardare anche la prima serata sul primo canale della tv pubblica. I fatti. Lunedì 13 il Tesoro ha in programma un'importante asta di Bot: i risultati sono buoni e, secondo gli analisti, contribuiscono a tenere il divario con i Bund tedeschi intorno a 355 punti-base. Il giorno dopo, in seguito a una partenza a quota 380, un'altra tripla asta con esiti incoraggianti (stavolta di Btp a scadenza 2014, 2015 e 2017) riporta il valore intorno a 360 malgrado l'aggravarsi della situazione greca. E' il giorno in cui Mario Monti si lancia nel sogno di azzerare il differenziale con i titoli tedeschi. La sera si alza il sipario sull'Ariston con i noti risultati. Al mattino seguente la curva dello spread è di nuovo in salita: chiude a 387 punti-base. L'Italia entra tecnicamente in recessione. A Sanremo, in serata, l'unico motivo di interesse ruota attorno all'inguine di Belen. La mattina successiva - oggi - la corsa prosegue: al momento lo spread ballonzola attorno quota 400. Seguiranno aggiornamenti: qui il sito di Bloomberg con le quotazioni in tempo reale. Cliccando su 1M, vicino al grafico, si può osservare l'andamento mensile con l'evidente "picco Sanremo" in fondo a destra (oh, negli intenti è uno scherzo).

DEMAGOGIA: I COMUNI IMPEGNATI PER IL RISPARMIO ENERGETICO.

QUANTO COSTA AI COMUNI  SPEGNERE LE LUCI PER SOLO DUE ORE. I SINDACI HANNO MAI PENSATO DI ELABORARE UN PROGETTO, CON I LORO TECNICI, PER RIDURRE L’ILLUMINAZIONE PUBBLICA, TUTTO L’ANNO?

Ottavo anno per M'illumino di meno, la giornata del risparmio energetico promossa dalla trasmissione Caterpillar di Radio Due. Venerdì 17 febbraio 2012 l'invito è ad attuare tutte le buone pratiche necessarie per razionalizzare i consumi. M'illumino di meno ha raccolto negli anni sempre più sostenitori: una grande azione collettiva a cui partecipano sia i singoli cittadini sia amministrazioni pubbliche, istituzioni, aziende. Nel nostro territorio sono numerosi i Comuni che aderiscono a M'illumino di meno. Il Comune di Faenza, per esempio, spegne le luci in piazza del Popolo e organizza "M'illumino di meno ma cantando e camminando io mi sento più sereno" nel campo di calcio di Castel Raniero, alle ore 20.45: un momento conviviale preceduto da una marcia a "basso consumo energetico-luminoso" (fiaccole, torce a ricarica manuale, frontalini a led). Iniziativa anche a Solarolo e Castel Bolognese. Il Comune di Ravenna ha in programma lo spegnimento delle luci di piazza del Popolo e promuove FLASH MOB: Tutti in Piazza del Popolo con una candela accesa.  Anche i Comuni della Bassa Romagna aderiscono: a Bagnacavallo, luci spente in pizza della Libertà dalle 18 alle 20 e concerto dei Musicanti di San Crispino che, con i ragazzi delle scuole, eseguirano il proprio inno a consumo zero. A Lugo è previsto lo spegnimento della pubblica illuminazione di piazza Martiri, piazza Mazzini, piazza Baracca, piazza I° Maggio, Largo Relencini e Largo della Repubblica fino alle ore 19. Una domanda hanno mai studio un piano razionale annuale di risparmio energetico per l’illuminazione pubblica. Fatti e non demagogia.


M’ILLUMINO DI MENO: LE STRANE OPERAZIONI DELLA REGIONE PER LE LAMPADE VOTIVE GRATIS NEI CIMITERI


giovedì 16 febbraio 2012

DICHIARARE L’EMERGENZA TRENI IN ROMAGNA




Il consigliere regionale Pdl, Gianguido Bazzoni, ha presentato una interrogazione al presidente dell'Assemblea legislativa sulla "drammatica situazione dei treni in Romagna".  Bazzoni ricorda che la Romagna risulta essere "praticamente isolata, visto che due treni su tre vengono ancora inspiegabilmente annullati e che quelli che viaggiano sono composti da un numero ridicolo di carrozze, fino ad arrivare al colmo della giornata odierna in cui l'unico treno utile della mattinata era composto da 4 vagoni, con le persone talmente compresse da non riuscire a chiudere le porte e centinaia di persone che non sono riuscite a salire. Addirittura non viene più effettuato il treno della mattina Faenza-Ravenna, che andò regolarmente sempre anche durante la nevicata del 1929". Bazzoni chiede al presidente "se non ritiene di esprimere finalmente, ad alta voce, un giudizio di censura pesante sulle ferrovie italiane e regionali, se non ritiene, oltre a chiedere ingenti danni, di intervenire con decisione su Trenitalia e di coinvolgere maggiormente FER anche sulla Romagna". Inoltre Bazzoni chiede di "dichiarare una sorta di "emergenza trasporti Romagna" orientando a favore di questa tutto il Piano regionale, affinché non si verifichino più in futuro situazioni del genere e la Romagna sia finalmente garantita nei suoi collegamenti;se non ritiene di dedicare un capitolo specifico del PRIT al "caso Ravenna", che nella Romagna è addirittura la più penalizzata".


SENZA BERLUSCONI AL “FATTO” PERDONO COPIE E UTILI


scritto da daw  Vendite in calo, e giù anche gli utili del 33%. E’ il bilancio del Fatto Quotidiano anticipato dall’azionista e fondatore della casa editrice, Peter Gomez, a Italia Oggi. Nell’anno dell’uscita di scena di Berlusconi, tanto odiato ma vera gallina dalle uova d’oro del quotidiano di Padellaro, Gomez e Travaglio,  si registrerà un passo indietro nei conti del Fatto, che riuscirà comunque a registrare utili. Dai 6 milioni di euro registrati nel 2010, e confermati nel 2011, si passa ad una previsione di 4 milioni per il 2012. Un calo del 33% ma produrre utili, nel desolante panorama del giornalismo italiano – con testata in crisi e vicine o prossime alla chiusura – è comunque un qualcosa di straordinario. Certo, l’effetto post-Berlusconi è pesante, e prima o poi il Fatto l’avrebbe pagato. Magari non pensavano, e speravano, così presto.
martedì 14 febbraio 2012 ore 19:13 (C) DAW-BLOG/DAW-NEWS RIPRODUZIONE RISERVATA


mercoledì 15 febbraio 2012

BRAVO MONTI, NO ALLE OLIMPIADI DEL 2020 A ROMA!

NON SONO STATI ANCHE I GIOCHI DEL 2004 A CAUSARE IL DEFAULT DELLA GRACIA?
Il Prof non firma le garanzie per la candidatura di Roma ai Giochi del 2020. Il governo teme un buco nell'acqua: "Non è coerente impegnare l’Italia in questa garanzia che potrebbe mettere a rischio i denari dei contribuenti". E avverte: "Siamo nei mesi in cui è prematuro sganciare la cintura di sicurezza". "Roma ha già vinto le Olimpiadi del debito". Meno compatta la politica. Gli investimenti si stanno spostando ancor più sul versante privato. Alemanno ha assicurato che i privato sosterranno almeno 400 milioni per realizzare la città dello sport di Tor Vergata. "Questo fa diventare in attivo i Giochi", ha detto il sindaco spiegando che su 4,7 miliardi di investimenti pubblici finora si prevedeva un ritorno fiscale di 4,6, ma "se l’investimento pubblico diventa di 4,3 miliardi, l’attivo è di 300 milioni". Le conseguenze dei Giochi Olimpici di Atene nel 2004 sono sotto gli occhi di tutti: il buco economico generato dalle Olimpiadi è stato, con buone probabilità, il primo passo verso il default che sta mettendo in ginocchio la moneta unica e i Paesi dell'Eurozona.





IL CASO Ancora oggi paghiamo il conto per i Mondiali di Italia '90 / Orlando Sacchelli

Nel bilancio di previsione di Palazzo Chigi, del 2011, una voce faceva riferimento ai mutui accesi con una legge del 1987 per costruire gli stadi del mondiale di calcio Italia 1990: 55 milioni di euro, 60 milioni l'anno prima. Il Delle Alpi di Torino, costato 226 miliardi di lire, dopo neanche 20 anni fu raso al suolo


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DOPO MILANO

Napoli, Cagliari, il povero PD viene ancora rifiutato dagli italiani come solido riferimento per il futuro dell'Italia. Al suo posto i Compagni preferiscono i Vendoliani. A Genova, alle primarie per la candidatura a Sindaco, doveva essere un tranquillo testa a testa tra due donne del Partito Democratico: la Sindaca uscente, quella che preferisce spendere i soldi del Comune per fare moschee, piuttosto che per aiutare gli alluvionati, e Roberta Pinotti, bella e giovane senatrice televisiva, sostenuta col massimo dell’impegno dal Partito. E invece altra batosta. Ha vinto Marco Doria, un passato nel PCI, un presente da professore e da candidato alle primarie sostenuto dal Sel di Vendola, da Di Pietro e da Don Gallo, che continuano a sparare sulla   “Croce Rossa” Democratica, di Bersani, Bindi, Franceschini & co. E Bersani fa pure finta di essere contento e dice, con un sorrisetto di circostanza, ma sprizzando bile da tutti i pori, che, anche qui, come nelle città di cui sopra, sosterrà questo vincitore nella corsa al municipio. Il più bello però deve ancora venire:potrebbe arrivare presto, dalle primarie di Palermo, dove la sinistra estrema di Vendola e compagnia bella candida   Rita Borsellino , che ha il grande merito politico di essere nata “Sorella del Giudice”  assassinato e che, se continua questo andazzo, farà polpette del candidato scelto da Bersani.