Il governo Italiano ha caricato il paese con
un debito enorme ed ora, mentre procede nella Missione Impossibile di ripagarlo, le tasse
stanno facendo a pezzi quello che rimane dell’attività imprenditoriale,
incapace di sostenere tale onere. Il debito Italiano è arrivato alla tremenda
cifra di 1,973 miliardi di euro. Quello che davvero sorprende, oltre alle varie
chiacchiere sull’austerità, sui tagli alla spesa e
sulle riforme, è il ritmo a cui sta crescendo questo pesante carico. Il debito Italiano nel
1999 aumentava ad un ritmo di circa 2 miliardi di euro al mese; nove anni dopo (grazie
anche all’entrata
nell’euro
e la facilità di finanziamento dovuta ai tassi di interesse della Germania) questo ritmo è quasi
raddoppiato a 3,8 miliardi al mese. Sin dal 2008, dopo lo scoppio della crisi e
le ridicole ricette
Keynesiane
sulla spesa e sui deficit, il ritmo si è impennato ancora di più arrivando a
6,4 miliardi al mese. Ma non è finita qui. Il bello è arrivato con il governo tecnico che negli ultimi 9 mesi è
riuscito ad aumentare la velocità dell’indebitamento fino a 9.5 miliardi di euro in
più al mese. E
Monti parla ancora di ripresa? Nel suo mondo
fatato,
forse, dove i Keynesiani vanno girando con bacchette magiche e trasformano lo sterco in
IOU del governo.
r.c
Visualizzazione post con etichetta GOVERNO ITALIANO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta GOVERNO ITALIANO. Mostra tutti i post
martedì 28 agosto 2012
IL DEBITO ITALIANO CRESCEVA NEL 1999 DI 2 MILIARDI DI EURO AL MESE, NEL 2008 DI 3,8 MILIARDI, NEL 2011 DI 6,4 MILIARDI, MA NEL 2012 GRAZIE A MONTI SIAMO GIA’ A 9 MILIARDI AL MESE DI CRESCITA. SI VEDE LA MANO DEL PROFESSIONISTA
venerdì 1 giugno 2012
DECRETO LAVORO: CAZZOLA, RESTA LEGGE SBAGLIATA, VEDREMO ALLA CAMERA
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 31 mag - "Il Senato ha fatto un ottimo lavoro, ma si tratta pur sempre di una riduzione del danno, perché il DDL sul lavoro resta una legge sbagliata, non solo perché determinerà un maggiore rigidità complessiva del mercato in un contesto di grave crisi economica e di forte disoccupazione giovanile, ma soprattutto perché la nuova disciplina del licenziamento individuale e' un pasticcio, prima di tutto dal punto di vista tecnico-giuridico, e complicherà inutilmente la vita dei lavoratori e delle imprese". Lo afferma Giuliano Cazzola (Pdl) vicepresidente della commissione Lavoro della Camera. "Vedremo che cosa si potrà fare a Montecitorio", prosegue Cazzola in una dichiarazione, specificando che "sarebbero necessari importanti cambiamenti che, nei fatti, sembrano essere preclusi dall'orientamento assunto dai partiti di maggioranza di non creare problemi al Governo. Poi c'e' sempre il rischio di peggiorare le cose. E' una riflessione amara, ma realistica". Il parlamentare del Pdl ritiene che "sul mercato del lavoro piombi un macigno di un'ottantina di articoli di cui sarà molto difficile liberarsi in futuro".
giovedì 31 maggio 2012
CIALTRONI, CIALTRONI, CIALTRONI. TERREMOTO=AUMENTO DELLA BENZINA. CHE TECNICI.
Cialtroni, cialtroni, cialtroni. Sono senza parole. Il governo si è appena riunito per varare misure urgenti per il terremoto in Emilia. E indovinate un po’? Come intende finanziare le operazioni? Aumentando la benzina, come sempre come tutti. Tanto per dare ancora una mazzata all’economia reale. Vi faccio una domanda, se per la ricostruzione, per decreto fosse stato sospeso o del tutto abolito il finanziamento pubblico dei partiti, qualcuno avrebbe OSATO avere qualcosa da ridire). Se fossero stati ridotti o aboliti i vitalizi dei parlamentari (anche quelli in essere), qualcuno avrebbe OSATO avere qualcosa da ridire? NO. Ma i professori sono solo l’ultima incarnazione delle solite “consorterie” criminali e parassite ben rappresentate dalla foto nel post.
Complimenti per l’ennesima occasione perduta, poi questi sgherri parlano di antipolitica.
CIALTRONI! CIALTRONI! CIALTRONI!
mercoledì 9 novembre 2011
PRIMA LA LEGGE DI STABILITA’, POI LE DIMISSIONI. BERLUSCONI NON HA NESSUNA VOGLIA DI DARGLIELA VINTA. E VUOLE LE ELEZIONI SUBITO DOPO.
|
martedì 8 novembre 2011
REGIONI ROSSE ALLUVIONATE
E’ tale il fanatismo ideologico e l’odio politico che animano il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, che dopo gli eventi atmosferici drammatici avvenuti in Liguria ed in Toscana, potrebbe arrivare ad affermare: “piove, governo ladro”.Non è da escludere nemmeno che il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando e quello della Toscana, Enrico Rossi, entrambi esponenti del Pd, possano arrivare ad inventarsi le accuse più assurde pur di addossare la colpa delle alluvioni al Governo Berlusconi.
Come farà il Sindaco di Genova, la rossa Marta Vincenzi, a discolparsi, addossando le responsabilità del diluvio al Governo? Come spiegherà ai genovesi il fatto che, nonostante i gravi eventi atmosferici determinatisi alle Cinque Terre ed in Lunigiana nei giorni precedenti e nonostante gli avvisi della Protezione civile, le scuole a Genova fossero rimaste aperte nel giorno critico dell’esondazione dei torrenti? Come faranno, questa volta, gli amministratori rossi ad accusare la speculazione edilizia favorita da loro, visto che sono loro a governare da sempre questi territori e che hanno redatto tutti i piani regolatori che hanno poi consentito le costruzioni? Come potranno, questi amministratori rossi, vantare la diversità del loro governo rispetto ai territori governati da Sindaci o Governatori del centrodestra? La Liguria e la Toscana non sono Regioni del sud Italia: non si possono accusare, come si faceva una volta, il malgoverno dei soliti democristiani corrotti ed inetti. La Liguria e la Toscana sono governate da decenni dalla sinistra, ma nonostante ciò non si è fermato il dissesto idrogeologico e si è continuato a costruire là dove non si doveva. Smetta dunque la sinistra di fare prediche, smetta la spocchia che l’ha sempre contraddistinta, accompagnata dalla pretesa di essere diversa e migliore.
Il cataclisma avvenuto in Toscana e in Liguria segna anche la sconfitta della presunta superiorità della sinistra e delle sue amministrazioni.
lunedì 7 novembre 2011
NON HANNO CAPITO NIENTE
La bacheca di Russi
Non hanno capito che se non si approvano SUBITO le misure necessarie faremo la fine della Grecia Non hanno capito che qui “O si fa l’Italia o si muore” come alcuni dicono che abbia detto Garibaldi. Non hanno capito che loro non sono né saranno mai una alternativa, ma solo un’Armata Brancaleone, senza idee, senza programmi, senza maggioranza, senza un Leader, senza legittimazione democratica, insomma senza senso Non hanno capito che le eventuali elezioni richiederanno almeno tre o quattro mesi durante i quali l’Italia sarà in balia delle più terribili e devastanti tempeste Non hanno capito che non serve a niente chiedere il passo indietro del maledetto Cavaliere Nero, ma che invece TUTTI INSIEME dobbiamo cercare di uscire da questo terribile momento, e DOPO se ne riparlerà con calma. Visto che hanno la testa così dura e NON CAPISCONO, e anzi NON GLIENE FREGA NIENTE dei ragionamenti logici, saggi, necessari e responsabili, anche se dolorosi, PROVIAMO se capiscono questo qui, TERRA TERRA :
O MANGIARE QUESTA MINESTRA O SALTARE DALLA FINESTRA.
sabato 5 novembre 2011
BRUNETTA: ESECUTIVO TECNICO SAREBBE UN GOLPE
"Il governo tecnico è un golpe". Lo ha detto il ministro per la Funzione pubblica e l'innovazione, Renato Brunetta "Sono un tecnico che si è fatto eleggere. Perchè dare a un governo che non è stato eletto dal popolo - ha chiesto - il ruolo di governare senza che sia passato attraverso questo processo democratico?". "Se mai dovesse cadere il governo perchè non ha la maggioranza, il governo uscente per gli affari correnti - ha aggiunto - governa per quel periodo fino a nuove elezioni. Queste sono le regole della democrazia. I poteri forti che soffiano sulla scelta del governo tecnico, non sono democratici e hanno interessi non sempre nobili, vogliono fare affari. Ai poteri forti, da sempre, la democrazia sta un può stretta". "Ai deputati che se ne vanno - ha sottolineato il ministro - non esprimo il mio giudizio sulla 'transumanza' che se ne va, perchè ognuno è libero. Quello che mi fa schifo è che quando la transumanza avviene in un senso, viene demonizzata. Quando avviene nel senso opposto, si applaude".
“In tre anni e mezzo, le riforme strutturali realizzate dal governo Berlusconi hanno prodotto risultati evidenti: risanamento dei conti pubblici, avanzo primario record in Europa (0,9 per cento nel 2011 e, in previsione, 5,7 per cento nel 2014), anticipazione del pareggio di bilancio al 2013 e debito pubblico ricondotto sul sentiero di progressiva riduzione. Una situazione favorevole che ha trovato conferma nel pieno superamento degli stress test condotti dai tecnici della Banca d’Italia sul nostro debito pubblico”. Così il ministro della Pa e Innovazione, Renato Brunetta, sul sito della Free Foundation. “Come rileva palazzo Koch, il debito pubblico italiano sarà comunque sostenibile, anche ipotizzando nei prossimi due anni una crescita del Pil pari a zero e un innalzamento degli spread ad oltre 600 punti base sul Bund tedesco (8 per cento circa). Come in tutti i momenti di grande difficoltà - osserva Brunetta -, anche questa volta le minacce più insidiose non arrivano dalle speculazione dei mercati ma da quanti non esitano a speculare politicamente sulla crisi, per tentare quella spallata che non è loro riuscita negli ultimi tre anni. Se fossimo in una situazione normale, poco male; diremmo: ‘It’s politics, baby’. Ma nella grave situazione in cui siamo la speculazione di chi si affida ai giochetti di palazzo è un’intollerabile offesa al Paese. Per questo condivido pienamente le parole di Angelino Alfano”.
E ORA LA RESPONSABILITA’ E’ DI TUTTI
“Per l’Italia vale il discorso della Grecia: se ci sono cambiamenti di governo non cambiano i problemi del Paese”. Pronunciate da Ben Rodhes, consigliere di Barack Obama, queste parole dovrebbero far riflettere su un paio di cose, fondamentali. Da parte dell’opposizione (e da qualche “scontento” della maggioranza) è stato detto e ridetto che il problema italiano sarebbe la “credibilità” sulla scena internazionale di Silvio Berlusconi. La Casa Bianca ribalta il concetto: non è questione di cambiare governo, ma di risolvere i problemi. Stessa opinione da parte di Angela Merkel e Nicola Sarkozy: il piano presentato da Berlusconi va bene, “ora ciò che conta è la sua attuazione”. Su queste basi si sta muovendo anche il Fondo monetario, che ha pronta una linea di credito eccezionale per l’intera zona euro, a cominciare ovviamente dai due paesi più esposti – Spagna e Italia – ma che non fanno ricorso al fondo salva-stati (anzi, ne sono contributori). Il cosiddetto giallo di stamattina non esiste: l’Italia non ha chiesto al Fmi di farle da “tutor” perché questo accade quando viene erogato un prestito diretto. Ma è ovvio che il Fondo esercita un’attenzione speciale, della quale Berlusconi ha ringraziato la direttrice Christine Lagarde. Tutto ciò porta ad un’unica conclusione: il governo sta procedendo nella sua agenda europea, in strettissima collaborazione con i partner internazionali. Questa agenda mette assieme rigore e sviluppo adottando ricette liberali quali privatizzazioni, liberalizzazioni, ridimensionamento di garanzie per chi è già garantito a favore dei giovani e delle donne. Ora la parola passa al Parlamento che deve votarla. Su questi provvedimenti, e su altri che verranno, come su quelli già approvati, si basa il sostegno dei partner, l’aiuto della Bce, la collaborazione
venerdì 4 novembre 2011
VADO AVANTI!
“Vado avanti, mi presento davanti al Parlamento e agli italiani traducendo in atti concreti la lettera che ha avuto l'approvazione dell'Ue. E voglio vedere chi avrà il coraggio di venirmi contro, chi sarà così irresponsabile da non appoggiare il governo rispetto a leggi così importanti per il Paese e sulle quali abbiamo preso impegni precisi con l'Europa”. Silvio Berlusconi, incontrando a Palazzo Grazioli Andrea Ronchi, Adolfo Urso e Pippo Scalia si è mostrato super combattivo, pur senza nascondere preoccupazione per il momento di grave crisi. Agli esponenti ex Fli, confluiti nel gruppo misto ed intenzionati a non far mancare al premier il loro appoggio in questo delicato passaggio, Berlusconi ha tessuto grandi lodi del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. “Ha mostrato un grande equilibrio - ha detto il premier - e si è comportato ancora una volta con me in modo assai affidabile, avendo a cuore il bene del Paese e con grande senso dello Stato. Il suo ragionamento è stato molto corretto”. Berlusconi non ha accennato ad ipotesi di governi tecnici, ha detto di non avere alcuna intenzione di fare passi indietro e tantomeno di dimettersi. “Io ho fatto tutto ciò che era possibile”, ha concluso.
giovedì 3 novembre 2011
BERLUSCONI AVANTI TUTTA, E NON SI ARRENDA.
NO A GOVERNI TECNICI O ASSEMBLEARI VOLUTI DA CASINI, BERSANI, DI PIETRO
Un sms ti allunga la vita. Avevo appena finito di leggere questo testo di Giorgio Napolitano, serio e significativo e orgoglioso, quando mi raggiunge un sms di un vecchio amico e collaboratore, poche parole in cui è riassunta alla grande la linea del Foglio e lo sbocco, l’unico possibile, della grande e oggi periclitante avventura di Berlusconi: “Io dico che il Cav. trionfa se fa la lettera della Bce per decreto. Lo spread e i Btp sono le ragioni dell’urgenza. Napolitano apprezzerebbe. E l’opposizione non potrebbe fare (troppo) casino. Poi va in tv e in Parlamento. Ecco il 1994 per decreto, ecco la frustata all’economia. Ho sempre voluto fare tutto ciò. Hanno fatto di tutto per impedirmelo. Ora ce lo impongono i fatti. Non austerity ma riforme”. L’uccellino invece mi dice che Berlusconi si sta facendo tentare dal circuito mediatico-finanziario-massonico-democristiano intorno all’idea di una patrimoniale statalista sulla casa, quanto da lui escluso per la buona ragione che sarebbe solo un sosta mortale per poi rifare debito. Sarebbe un suicidio. Ci sarà tempo di pensare a misure incisive, ma di tipo sviluppista e liberale, che possano collegare la ricchezza patrimoniale dello stato e dei cittadini a una prospettiva di crescita. Ma oggi ci sono solo le proposte di Amato, sempre negativamente influente su tutti i principi regnanti, di Capaldo e di Abete. Roba da prima Repubblica, che se assunta da Berlusconi darebbe il segno finale della resa strategica e aprirebbe al governo di emergenza per il quale stanno lavorando tutti i salmoni che risalgono la corrente per distruggere le basi di consenso popolare dell’Italia maggioritaria, che odiano al di sopra di ogni altra cosa perché è una lesione permanente agli interessi che rappresentano. Caro Berlusconi, se fa così è la fine. Non la fine del mondo, ma la sua fine, personale e politica.
lunedì 31 ottobre 2011
EUROPA. L’ITALIA PAGA MA RICEVE POCO
IL 14,2% DEL BILANCIO EUROPEO A CARICO DELL’ITALIA, RICEVE SOLO IL 7,92%
Nel linguaggio europeo vengono definiti "contribuenti netti": si tratta della pattuglia minoritaria di quei Paesi che, nell'Europa a 27, danno di più in termini di contributi rispetto a quello che ricevono in termini di aiuti e di fondi. Nel 2009 l'Italia ha contribuito staccando un assegno pari al 14,2% del bilancio comunitario e ha ricevuto fondi pari al 7,92% della torta complessiva, con un saldo negativo di 5 miliardi di euro che, secondo le ultime stime, dovrebbe arrivare a 6 miliardi nel 2013. La Germania (6,3 miliardi) e la Francia (5,8 miliardi) hanno un saldo negativo maggiore del nostro, ma solo in termini assoluti: infatti il nostro ritorno tra dare e avere è di appena il 50%, come Berlino ma più basso di quello di Parigi, che recupera oltre il 60%. Tra i beneficiari netti figura la Spagna, che contribuendo con il 9,6% ha "guadagnato" 1,2 miliardi. L'Italia è praticamente da sempre e ogni anno di più non soltanto il terzo contribuente dell'Unione ma anche il terzo in termini assoluti a dare più miliardi di quanti ne riceva. Una considerazione questa che, in aggiunta a tante altre (dalla solidità delle banche alla ricchezza privata), è l'ennesima conferma di quanto sia ingiustificato il tiro al bersaglio del quale siamo oggetto. Ultima nota a margine: sull'Italia è stato scaricato il 18% del peso complessivo di misure per tirare fuori la Grecia dai guai e il nostro paese garantisce 78 dei 440 miliardi teorici del fondo salva-Atene. Soldi che con una singolare partita di giro fanno comodo soprattutto alle banche francesi e tedesche, che detengono la gran parte del debito ellenico. Un meccanismo perverso, da Robin Hood alla rovescia, se l'Italia è così mal messa come si vuole far credere. Ma evidentemente fa comodo così agli attuali padroni del vapore europeo, così solerti nello scaricare sull'Italia e sui suoi conti anche i loro problemi.
Etichette:
Berlusconi,
bilancio Europa,
GOVERNO ITALIANO,
Pdl,
Pdl Ravenna,
ue
lunedì 26 settembre 2011
E NOI DOVREMMO FIDARCI DELL’ANCI (Associazione Comuni Italiani): QUEL SINDACO CHE SI LAMENTA DEI TAGLI POI SPENDE 40 MILIONI PER RIFARE IL COMUNE
Roberto Reggi (Pd) svolge l’incarico di vicepresidente dell’Associazione nazionale del comuni d’Italia (Anci) ed è sempre a capo delle proteste quotidiane contro il Governo per i tagli agli enti locali. Manife-stazioni con il tricolore alla spesa per denunciare i vincoli alla spesa e la stretta sui bilanci comunali. Lamentele sulla stampa, iniziative nei propri comuni per accusare l’esecutivo Berlusconi aizzando i cit-tadini prefigurando tagli ai servizi essenziali come l’assistenza agli anziani e gli asili nido. Poi però si scopre che proprio lui, integralista dei sindaci che si lamentano, non ha alcuna intenzione di rinviare la spesa per la nuova sede del Municipio di Piacenza che, già di partenza e sulla carta, costerà 25 milioni di euro ma che gli esperti stimano che, non verrà a costare meno di 40 milioni di euro.
Iscriviti a:
Post (Atom)










