Visualizzazione post con etichetta UDC. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta UDC. Mostra tutti i post

martedì 13 novembre 2012


Io penso che Casini sia stato affatturato. Probabilmente è stato un filtro magico realizzato dalla Neosaponificatrice di Correggio (Rosi Bindi) con le ghiandole ascellari di Franceschini e , come eccipienti, le classiche, stregonesche ali di pipistrello . Il filtro gli ha, a dispetto della devastante canizie, incarbonito le sopracciglia: è dunque una maligna diceria che sia sua moglie Azzurra a colorargliele di nero tutte le mattine con i pennarelli a spirito marca Carioca.
Casini oggi, per effetto dell’infuso ctonio, è intrattabile; ce l’ha a morte con Berlusconi e al tempo stesso- volpesca doppiezza democristiana- dice basta alla politica feroce. Quanto a malvagità e compromessi, può oramai essere considerato il nuovo Prodi , facciamocene una ragione. Qualche giorno fa ci ha provato il mite Schifani a prenderlo con le pinze. Poco mancava che Casini ricorresse a immaginifiche espressioni prodiane tipo “ Ti faremo vedere i sorci verdi !” . L’odio nei confronti del Pdl l’ha portato ad allearsi in Sicilia con Rosario Crocetta, un untuoso figuro antimafia (adesso sono tutti antimafia, anche Ciancimino junior) che , tempo fa , per accattivarsi il voto delle vegliarde pie, ha detto di astenersi dalle abituali pratiche omoerotiche. Con questo Rosario Crocetta, al quale manca una striscetta bianca sui capelli per essere Cristiano Malgioglio (ne possiede il timbro di voce e le mossette muliebri) Casini si darà da fare per caldeggiare i valori non negoziabili, cari al Papa ,e darne politica applicazione. Oggi più che mai capisco perché quando ai miei familiari confessavo di votare democristiano ( ero tanto, tanto giovane e sciocco!) mi guardavano in cagnesco e , se tornavo tardi dalla balera, non mi
riscaldavano la polenta.
Mi piacerebbe dire anche qualche cosina su Rocco Buttiglione ma quell’aria da barbone che ha assunto ultimamente mi fanno pietoso della sua condizione. Lo lascio per il momento alle cure dei City Angels. Torno a Casini. Io me lo ricordo bene quando malediceva Tremonti perché le famiglie non arrivavano a fine mese! Invettive paperinesche, solite boccucce corrucciate, uno sbraitare acido. Dall’altra parte il povero Tremonti si barcamenava per trovare una dignitosa soluzione ai numerosi
cassintegrati. E ora? Dov’è la passione di Casini per le famiglie italiane? Immaginiamo se fosse stato Tremonti il responsabile della drammatica condizione in cui versano i cosiddetti esodati. Casini avrebbe bevuto tripla dose del filtro magico della Neosaponificatrice e gli sarebbero spuntati lunghi peli da orecchie divenute grandi come quelle di Schrek. L’altro giorno, il governo di questi luttuosi tecnici ha provato a tagliare i fondi ai malati di Sla. Una roba luciferina, hitleresca.
A Casini però non frega nulla. Il suo apoftegma preferito è : “ Monti, Monti, sempre Monti. “
Intanto questa povera Italia – noi piccoli borghesi! – viene munta come una vacca.
Una vacca da Monti. Mais où sont les neiges d’antan? Mais où sont les temps du bungà- bungà? ANSELMO PALEARI

martedì 26 giugno 2012

ATTENTI AI COLONELLI! IL FLI SI ACCODA A CASINI


Gelo colonnelli. I dirigenti del Pdl tremano sulle dichiarazioni di Berlusconi e senza distinzione tra ex An ed ex Forza Italia, fanno quadrato intorno al segretario. Tutti ribadiscono l’appuntamento delle primarie di autunno, strumento che serviva per dare una legittimazione popolare al delfino e che si rende inutile nel momento in cui Silvio stronca la corsa del 41enne agrigentino indicandosi come successore di se stesso. «Ma che gli ha preso?», si domandano i colonnelli azzurri. E affiora sulle loro labbra quella terminologia leghista: «È colpa del cerchio magico». Un ex componente di governo di area forzista l’altro giorno in Transatlantico si lamentava del filtro che oramai si interpone tra Silvio e i cosiddetti «quarantenni» di Forza Italia.  Altri se la pigliano con Daniela Santanchè, che gli suggerisce posizioni populiste. E poi c’è la frequentazione assidua con Vittorio Sgarbi, quello che, dicono, gli avrebbe messo in testa la storia delle liste in batteria (il 14 luglio presenterà il suo movimento insieme a Volpe Pasini, «l’ideologo» della Rosa tricolore). Insomma: lo sentono sempre più distante.  Sempre in tema di liste civiche, in giornata, è arrivata la bocciatura di Vittorio Sgarbi firmata da Fabrizio Cicchitto, che ha definito il critico d'arte (al cui nome, buono da giocarsi in politica, il Cavaliere starebbe pensando) un "Grillo lillipuziano". Tutti contro le liste civiche con le quali il premier si vorrebbe smarcare dal Pdl: è in questo contesto, così, che comincia a farsi strada l'ipotesi di un Predellino-bis, ossia una rifondazione del Pdl con cambio di nome e di strategia. Ma i Colonnelli azzurri sembrano malsopportare il ritrovato protagonismo del Cavaliere. Al fianco di Berlusconi (oltre a Giancarlo Galan che esultò per il suo ritorno in campo) si schiera soltanto il fedelissmo Sandro Bondi: "Non posso nascondere il disagio e lo stupore che ho provato leggendo certe posizioni che rassomigliano a veri e propri altolà rispetto alle determinazioni che il presidente Berlusconi vorrà assumere, come sempre, nell'interesse del nostro partito e dell'Italia”

lunedì 16 aprile 2012

UN ANNO FA I PARTITI VOLEVANO RADDOPPIARE I RIMBORSI ELETTORALI.


I DEPUTATI DELL’EMILIA ROMAGNA CHE HANNO FIRMATO: ALBONETTI E MARCHIGNOLI
Un anno fa, è iniziata in Commissione Affari Costituzionali della Camera la discussione un progetto di legge che mirava a raddoppiare il finanziamento ai partito. Un anno fa. Il primo firmatario del progetto di legge numero 3809 era Ugo Sposetti del Partito Democratico (è anche lo storico tesoriere dei DS, che tuttora esistono). In verità alla sua firma se ne sono aggiunte subito altre, di tutti i partiti, parecchi del Pd, cinque del Pdl, l’Udc Savino Pezzotta, il Responsabile D’Anna, l’Idv Di Stanislao e Luca Barbareschi, all’epoca in Futuro e Libertà. Ora fanno finta di tagliare, ma soltanto un anno fa volevano raddoppiare il finanziamento pubblico. Raddoppiare. E la porcata era davvero eclatante: perché quel progetto di legge mirava a finanziare con i rimborsi anche le fondazioni dei partiti. Arrivando quindi a raddoppiare la somma del finanziamento pubblico. Nei lavori in commissione spunta anche un particolare curioso. E agghiacciante. Guardate un po’ chi era presente nella seduta del 12 aprile 2011: Martedì 12 aprile 2011. – Presidenza del presidente Donato BRUNO. – Interviene il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Francesco Belsito. Francesco Belsito. Vi ricorda qualcosa? Sì, proprio lui. Il tesoriere della Lega Nord era presente, soltanto un anno fa, alla discussione sulla riforma di rimborsi elettorali, una riforma che prevedeva il raddoppio della somma da destinare ai partiti. Il progetto di legge è stato, nel corso dell’anno, abbinato ad altre proposte e, nel corso degli ultimi giorni, si è riaperto in Commissione il dibattito. Qualche deputato si è accorto della “crescente attenzione dell’opinione pubblica”e i “recenti scandali apparsi sui giornali”. E quindi ora stanno molto attenti. Ma tra qualche tempo, quando inevitabilmente se ne parlerà di meno…. TUTTI i deputati che hanno firmato la proposta di legge per RADDOPPIARE Il finanziamento ai partitiSPOSETTI Ugo;ALBONETTI Gabriele; BARBARESCHI Luca Giorgio; BOCCIA Francesco; BRANDOLINI Sandro; BRUGGER Siegfried; CAPODICASA Angelo; CECCUZZI Franco; COLANINNO Matteo; CUPERLO Giovanni; D’ANNA Vincenzo; ESPOSITO Stefano; FADDA Paolo; FARINA Gianni; FLUVI Alberto; FONTANELLI Paolo; GARAVINI Laura; GATTI Maria Grazia; GIACOMELLI Antonello; GNECCHI Marialuisa; GRAZIANO Stefano; LENZI Donata; LOLLI Giovanni; LOSACCO Alberto; LOVELLI Mario; LUONGO Antonio; MADIA Maria Anna; MARCHIGNOLI Massimo; MARINELLO Giuseppe Francesco Maria; MARINI Cesare; MERLO Giorgio; MIGLIOLI Ivano; MURER Delia; OLIVERIO Nicodemo Nazzareno; PAGANO Alessandro; PEZZOTTA Savino; PIZZETTI Luciano; PORTA Fabio; QUARTIANI Erminio Angelo; RAMPI Elisabetta; RUGGHIA Antonio; SANI Luca; SCHIRRU Amalia; SERVODIO Giuseppina; TIDEI Pietro; TRAPPOLINO Carlo Emanuele; TULLO Mario; VACCARO Guglielmo; VELLA Paolo; VELO Silvia; VIGNALI Raffaello; ZELLER Karl; ZUNINO Massimo daw




sabato 3 settembre 2011

E’ LA SOLITA SINISTRA DEL “TANTO PEGGIO”

 “Anti italiana”, nel senso di antinazionale, la nostra sinistra lo è da sempre. Nulla di nuovo, dunque, nella denuncia berlusconiana dell’atteggiamento “criminale” dell’opposizione e della stampa di sinistra, dedite “a influenzare negativamente i mercati e aizzare la speculazione”. Già con De Gasperi il Pci si era guadagnato sul campo la reputazione di praticare la politica del “tanto peggio, tanto meglio”, nella convinzione che la propria ascensione ai vertici del potere dipendesse dall’inabissamento del Paese. Si dirà che tutte le forze rivoluzionarie sono esposte alla tentazione di affidare alla scommessa sul disastro la speranza di sottrarsi alla propria condizione minoritaria. Ma non fu così per la sinistra tedesca, che collaborò al successo della politica riformatrice del governo del Kaiser e in guerra fece lealmente la sua parte. La lealtà verso l’interesse nazionale è storicamente uno dei punti discriminanti delle due sinistre europee. Già il premier Disraeli poteva affermare, con orgoglio: “Anche i selvaggi hanno un capo. Ma il Regno Unito ha un leader della leale opposizione di Sua Maestà”. Le sinistre riformiste europee, capaci di fare i conti con la realtà, non disperavano di vincere le elezioni senza bisogno di sporcarsi col disfattismo e la violenza. Il Pd si dice “riformista”, ma le sue azioni lo rivelano incistato nel vizio di barare al gioco della democrazia. Il presidente Napolitano non si stanca di appellarsi al sentimento di una comune responsabilità nazionale delle forze politiche per far uscire il Paese dai guai, ma la sinistra mostra di fare assegnamento piuttosto sui colpi di maglio della speculazione. Così la critica legittima delle scelte del governo trascende in sistematico dileggio e fornisce abbondante munizionamento a quella parte della stampa internazionale che funge da braccio armato della speculazione, a caccia degli alti profitti attesi dal tracollo dell’Euro e del sogno di unità continentale che sostiene la moneta comune. Se gli sfoghi della passione nazionale delusa riempiono, in tutti i tempi, le biografie (nonché le bobine di eventuali intercettazioni) degli uomini a cui è toccato in sorte di governare l’Italia, lo spirito sleale di separatezza nei confronti del proprio Paese rimane, purtroppo, il tratto distintivo della maggior parte della nostra sinistra.

venerdì 2 settembre 2011

DIRITTI ACQUISITI? NO PRIVILEGI INFAMI DA TOGLIERE IMMEDIATAMENTE



Felice Crosta. Felice Crosta, ex burocrate della Regione Sicilia, è quello che si chiama un pensionato d’oro. La Corte dei conti, infatti, gli ha riconosciuto il diritto a incassare 496.139 euro l’anno, cioè 41.600 al mese, cioè 1369 al giorno. La superpensione nasce, dall’ultimo comma di una leggina che nessuno sembra conoscere a fondo. In questo caso si tratta della leggina del 2005 che ha istituito l’Agenzia siciliana per i rifiuti e le acque e che, fra una riga e l’altra, non solo ha stabilito una lauta indennità per il direttore generale, ma ha anche voluto subito specificare che quella lauta indennità era da considerarsi a tutti gli effetti uno stipendio e che quindi andava usata come base per il calcolo della futura pensione. Poche chiacchiere e poche discussioni, dice in sostanza il provvedimento, chi siede su quella poltrona, anche solo per pochi mesi, avrà diritto ad andare a riposo con un vitalizio d’oro. Come mai un codicillo del genere? Perché, ancor prima della nomina del direttore generale, ci si affretta a specificare il suo status previdenziale? E perché lo si specifica con un simile privilegio? Forse che già si stava pensando di scegliere qualcuno in particolare? Magari proprio qualcuno vicino alla pensione? «È una legge fatta apposta per Felice Crosta» provò a dire qualche ben informato. «Felice Crosta chi?»

Fatto sta che nel 2005 nasce ufficialmente l’Agenzia siciliana per i rifiuti e le acque. E sapete chi diventa direttore generale pochi mesi dopo, cioè nel marzo 2006? Felice Crosta, per l’appunto, già vicecommissario per l’emergenza rifiuti nonché uomo assai vicino a Totò Cuffaro. E sapete che fa per prima (o per seconda) cosa Felice Crosta? Presenta domanda per la pensione, ma sicuro: nel luglio 2006, quattro mesi dopo la nomina, si affaccia allo sportello indicato e chiede di poter andare a riposo, naturalmente utilizzando la nuova legge. Permesso accordato, con tutti gli onori: per il calcolo dell’assegno mensile, dunque, verrà utilizzata la lauta indennità (guarda caso: appena ottenuta) del dirigente. Tutto lecito, tutto regolare. E dunque dal 20 luglio 2006 la pensione comincia a scorrere nelle tasche assai felici di Crosta Felice: 219.168 euro l’anno più la tredicesima per un totale di 237.432

giovedì 1 settembre 2011

QUANTO COSTA L’ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA DEI DEPUTATI?

PRESIDENTE BERLUSCONI: COMINCI A TAGLIARE I “DIRITTI ACQUISITI”



Per la prima volta viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio. A rendere pubblici questi dati sono stati i radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza denominata Parlamento WikiLeaks. Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari compresi (per volontà dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini) i conviventi more uxorio. Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. Tre milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche. Oltre tre milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private). Quasi un milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. Quattrocentottantotto mila euro per occhiali e 257mila per far fronte, con la sicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familari. Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28mila e 138 euro. Visite omeopatiche 3mila e 636 euro. I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket. Ma non tutti i numeri sull’assistenza sanitaria privata dei deputati, tuttavia, sono stati desegretati. “Abbiamo chiesto – dice la Bernardini – quanti e quali importi sono stati spesi