«Ho deciso di dare un contributo
a questo difficile e ambizioso processo senza chiedere in cambio posizioni o
rivendicare ruoli», così Luca Cordero di Montezemolo nella lettera-invito alla
manifestazione. «Si chiamano a raccolta le migliori energie del Paese in un
progetto di ricostruzione civile, economica e morale» convinti che le prossime
elezioni avranno «un valore storico». Il lavoro avviato dai centristi per la
costituzione di quella Lista per l’Italia ha tanti punti di convergenza con
l’iniziativa del Manifesto. «Sarò a Milano a un’assemblea delle donne dell’Udc,
ma seguirò attentamente i loro lavori», ha dichiarato Casini. Resta aperto il
«nodo» di Fermare il Declino, cioè la disparità di visione che ha allontanato
Oscar Giannino, uno degli iniziali ideatori del movimento. Giannino non
condivide il Manifesto, giudicato troppo blando su alcuni punti programmatici
come le liberalizzazioni o il ruolo che dovrebbe spettare alle organizzazioni
sindacali. Ma il punto più controverso ruoterebbe attorno alla «retorica sul
governo dei tecnici», come ha sostenuto l’economista Luigi Zingales. I
promotori di Fermare il Declino sono stati invitati singolarmente e non come
associazione, ma quasi certamente nessuno di loro ci sarà, a cominciare da
Alessandro De Nicola. Il Movimento «Verso la Terza Repubblica» é stato
attaccato da Rosy Bindi, presidente dell’assemblea nazionale del Partito democratico,
che lo ha definito «cavallo di Troia per il Monti bis».
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martedì 20 novembre 2012
martedì 13 novembre 2012
Io penso che Casini sia stato affatturato.
Probabilmente è stato un filtro magico realizzato dalla Neosaponificatrice di
Correggio (Rosi Bindi) con le ghiandole ascellari di Franceschini e , come
eccipienti, le classiche, stregonesche ali di pipistrello . Il filtro gli ha, a
dispetto della devastante canizie, incarbonito le sopracciglia: è dunque una
maligna diceria che sia sua moglie Azzurra a colorargliele di nero tutte le
mattine con i pennarelli a spirito marca Carioca.
Casini oggi, per effetto dell’infuso ctonio, è intrattabile; ce l’ha a morte con Berlusconi e al tempo stesso- volpesca doppiezza democristiana- dice basta alla politica feroce. Quanto a malvagità e compromessi, può oramai essere considerato il nuovo Prodi , facciamocene una ragione. Qualche giorno fa ci ha provato il mite Schifani a prenderlo con le pinze. Poco mancava che Casini ricorresse a immaginifiche espressioni prodiane tipo “ Ti faremo vedere i sorci verdi !” . L’odio nei confronti del Pdl l’ha portato ad allearsi in Sicilia con Rosario Crocetta, un untuoso figuro antimafia (adesso sono tutti antimafia, anche Ciancimino junior) che , tempo fa , per accattivarsi il voto delle vegliarde pie, ha detto di astenersi dalle abituali pratiche omoerotiche. Con questo Rosario Crocetta, al quale manca una striscetta bianca sui capelli per essere Cristiano Malgioglio (ne possiede il timbro di voce e le mossette muliebri) Casini si darà da fare per caldeggiare i valori non negoziabili, cari al Papa ,e darne politica applicazione. Oggi più che mai capisco perché quando ai miei familiari confessavo di votare democristiano ( ero tanto, tanto giovane e sciocco!) mi guardavano in cagnesco e , se tornavo tardi dalla balera, non mi
riscaldavano la polenta.
Mi piacerebbe dire anche qualche cosina su Rocco Buttiglione ma quell’aria da barbone che ha assunto ultimamente mi fanno pietoso della sua condizione. Lo lascio per il momento alle cure dei City Angels. Torno a Casini. Io me lo ricordo bene quando malediceva Tremonti perché le famiglie non arrivavano a fine mese! Invettive paperinesche, solite boccucce corrucciate, uno sbraitare acido. Dall’altra parte il povero Tremonti si barcamenava per trovare una dignitosa soluzione ai numerosi
cassintegrati. E ora? Dov’è la passione di Casini per le famiglie italiane? Immaginiamo se fosse stato Tremonti il responsabile della drammatica condizione in cui versano i cosiddetti esodati. Casini avrebbe bevuto tripla dose del filtro magico della Neosaponificatrice e gli sarebbero spuntati lunghi peli da orecchie divenute grandi come quelle di Schrek. L’altro giorno, il governo di questi luttuosi tecnici ha provato a tagliare i fondi ai malati di Sla. Una roba luciferina, hitleresca.
A Casini però non frega nulla. Il suo apoftegma preferito è : “ Monti, Monti, sempre Monti. “
Intanto questa povera Italia – noi piccoli borghesi! – viene munta come una vacca.
Una vacca da Monti. Mais où sont les neiges d’antan? Mais où sont les temps du bungà- bungà? ANSELMO PALEARI
Casini oggi, per effetto dell’infuso ctonio, è intrattabile; ce l’ha a morte con Berlusconi e al tempo stesso- volpesca doppiezza democristiana- dice basta alla politica feroce. Quanto a malvagità e compromessi, può oramai essere considerato il nuovo Prodi , facciamocene una ragione. Qualche giorno fa ci ha provato il mite Schifani a prenderlo con le pinze. Poco mancava che Casini ricorresse a immaginifiche espressioni prodiane tipo “ Ti faremo vedere i sorci verdi !” . L’odio nei confronti del Pdl l’ha portato ad allearsi in Sicilia con Rosario Crocetta, un untuoso figuro antimafia (adesso sono tutti antimafia, anche Ciancimino junior) che , tempo fa , per accattivarsi il voto delle vegliarde pie, ha detto di astenersi dalle abituali pratiche omoerotiche. Con questo Rosario Crocetta, al quale manca una striscetta bianca sui capelli per essere Cristiano Malgioglio (ne possiede il timbro di voce e le mossette muliebri) Casini si darà da fare per caldeggiare i valori non negoziabili, cari al Papa ,e darne politica applicazione. Oggi più che mai capisco perché quando ai miei familiari confessavo di votare democristiano ( ero tanto, tanto giovane e sciocco!) mi guardavano in cagnesco e , se tornavo tardi dalla balera, non mi
riscaldavano la polenta.
Mi piacerebbe dire anche qualche cosina su Rocco Buttiglione ma quell’aria da barbone che ha assunto ultimamente mi fanno pietoso della sua condizione. Lo lascio per il momento alle cure dei City Angels. Torno a Casini. Io me lo ricordo bene quando malediceva Tremonti perché le famiglie non arrivavano a fine mese! Invettive paperinesche, solite boccucce corrucciate, uno sbraitare acido. Dall’altra parte il povero Tremonti si barcamenava per trovare una dignitosa soluzione ai numerosi
cassintegrati. E ora? Dov’è la passione di Casini per le famiglie italiane? Immaginiamo se fosse stato Tremonti il responsabile della drammatica condizione in cui versano i cosiddetti esodati. Casini avrebbe bevuto tripla dose del filtro magico della Neosaponificatrice e gli sarebbero spuntati lunghi peli da orecchie divenute grandi come quelle di Schrek. L’altro giorno, il governo di questi luttuosi tecnici ha provato a tagliare i fondi ai malati di Sla. Una roba luciferina, hitleresca.
A Casini però non frega nulla. Il suo apoftegma preferito è : “ Monti, Monti, sempre Monti. “
Intanto questa povera Italia – noi piccoli borghesi! – viene munta come una vacca.
Una vacca da Monti. Mais où sont les neiges d’antan? Mais où sont les temps du bungà- bungà? ANSELMO PALEARI
venerdì 24 agosto 2012
BERLUSCONI E’ UN FUORI CLASSE RISPETTO AI BROCCHI DELLA POLITICA ITALIANA……
Ormai è chiaro come l’acqua cristallina. Nel centrodestra
l’idea che il Cavaliere possa ricandidarsi Premier fa
venire atroci mal di pancia. Del resto, nelle file del PDL (e
non solo) sono in molti – in verità, più che nel centrosinistra – ad auspicare
un pensionamento dorato per Berlusconi, nella convinzione
precisa che la sua ingombrante figura alle prossime elezioni sia più dannosa
che utile. La verità è però ben più sfaccettata. In primo
luogo, se il centrodestra perderà le prossime elezioni, le responsabilità
dovranno essere imputate a tutti gli attori principali della passata
legislatura (quella attuale). È comodo infatti prendersela con un solo
uomo, comunque bersagliato quotidianamente dalla stampa di sinistra e da una
giustizia non sempre obiettiva. Soprattutto è comodo quando nelle fasi del
passato governo, c’era chi remava contro e chi ha persino tradito il
proprio elettorato.Dunque, se è vero che Berlusconi non si è impegnato
abbastanza per creare una casa dei moderati liberisti, preoccupandosi
giocoforza di altre faccende più… personali, è anche vero che i suoi “amici” e
“collaboratori” non sempre (in verità quasi mai) sono stati all’altezza
della situazione. Ognuno ha tirato acqua al proprio mulino,
innaffiando il proprio orticello personale, e si è altamente
sbattuto del futuro degli italiani, oggi costretti a subire un governo
del palazzo (persino con il loro voto) e la prospettiva di peggiorare la
situazione se al governo poi ci andrà il più grande sponsor del
palazzo: il centrosinistra. La situazione è decisamente nera,
non solo per il centrodestra, che ha assunto le fattezze di un’armata
brancaleone senza capo né coda, ma pure per l’Italia, infilatasi in un
tunnel dal quale non riuscirà a uscire, costretta com’è a un scelta tra la
sbobba politica offerta dal trio Bersani-Casini-Vendola e
l’antidemocrazia europea, sponsorizzata da banche e speculatori. Davanti a
questa trista realtà, l’ennesima discesa in campo del Cavaliere
rischia di essere il proverbiale raggio di sole in una giornata di temporale;
l’arma vincente, o comunque il muro di gomma capace di arginare la deriva
cattocomunista in cui ci stanno trascinando Monti, Bersani e
Casini. E seppure non la ritengo la scelta ottimale, è una
scelta certamente obbligata, davanti a una classe politica che ha
perso, ancora una volta, l’occasione di creare un grande partito moderato
contrapposto alla sinistra. Ma forse è pure comprensibile: è difficile se non
impossibile aspirare a un siffatto alto e nobile ideale, quando gli uomini che
dovrebbero perseguirlo non riescono proprio ad andare oltre il loro
interesse di bottega. Ora non ci resta che il ruolo della gazza ladra,
capace per natura di rubare consenso e scena.
Nel bene e nel male Berlusconi in questo ruolo è un fuoriclasse rispetto ai brocchi della politica italiana… rischio calcolato
Nel bene e nel male Berlusconi in questo ruolo è un fuoriclasse rispetto ai brocchi della politica italiana… rischio calcolato
domenica 13 maggio 2012
FINI ACCUSA CASINI DI ESSERE “INAFFIDABILE”. PARLA LUI………
scritto da daw. Casini ha sciolto (da solo) il Terzo Polo, senza nemmeno consultare gli altri due esponenti di spicco (si fa per dire) Rutelli e Fini. I quali non l’hanno presa benissimo, anzi. All’interno del Terzo Polo è iniziata la resa dei conti. Che, come al solito, è piena di veleni. Rutelli è furioso con Casini, Casini non sopporta più Fini e considera Rutelli “un problema”, e Fini dice che Casini è una primadonna e che è inaffidabile. Proprio lui… La verità è che questi tre non avevano niente in comune. E l’unico leader di peso, elettoralmente parlando, è proprio Pierferdinando Casini. Che ha capito una cosa molto semplice: Rutelli non porta un voto (anzi, ne fa probabilmente perdere), e Fini è l’eterno indeciso, uno che nella sua carriera politica ha sempre sbagliato tutto, compresi i tempi (e nella politica se sbagli i tempi sei finito). Non per niente, Casini torna a guardare al PdL. Certo, un PdL senza Berlusconi ma pur sempre il PdL. Per farlo è pronto a sciogliere l’Udc, anzi lo ha già fatto, e dare il via al tanto sognato partito della Nazione.
sabato 7 gennaio 2012
BALNEARI IL VERTICE DEL TERZO POLO NEL MARE BLU: FINI, CASINI E RUTELLI.
IN TEMPI DI CRISI I TRE LEADER VOLANO NELL’OCEANO INDIANO PER UN BRINDISI ESOTICO. ORMAI E’ UFFICIALE: LA POLITICA E’ IN VACANZA.
In tempi di crisi della politica, il Terzo Polo se ne sta alla larga dai palazzi romani. Lontano, lontano, lontano. Alle Maldive, in barba al diktat della sobrietà. Sarà un caso, una coincidenza ma il fatto che Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini e Francesco Rutelli abbiano passato il Capodanno tutti su un atollo maldiviano non può passare inosservato. Che si sia trattato solo di un brindisi esotico? E se invece il ritrovarsi tutti insieme su una distesa di sabbia bianca, davanti ad acque trasparenti, così distanti da quelle torbide della politica, non sia stato un modo per cominciare a parlare del futuro? Un viaggio, come dire, strategico per mettere qualche paletto per la futura campagna elettorale. Pierferdinando Casini e Gianfranco Fini (che ha festeggiato il sessantesimo compleanno in costume da bagno) non hanno spiegato le ragioni del loro viaggio extra-lusso in tempi di vacche magre, Francesco Rutelli, invece, ha subito messo le mani avanti. Nessuna ragione di Stato, a spingerlo nelle acque dell'Oceano Indiano è stato il cuore. Ha spiegato infatti che era laggiù per il viaggio di nozze mai fatto con la moglie Barbara Palombelli. L'amore, certo. Ma è difficile pensare - oltre al "cin cin" di fine anno - i tre moschettieri centristi non si siano scambiati altre parole. Gianfry, Pieferdy e Francesco: il Terzo Polo si è trasferito alle Maldive. Lontano dalla sobria Italia montiana che festeggia il Capodanno con il solito cotechino.
martedì 8 novembre 2011
lunedì 7 novembre 2011
IL GOVERNO TECNICO FERMI TUTTI, E’ UNA RAPINA
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giovedì 29 settembre 2011
MA L’OPPOSIZIONE FA IL MALE DEL PAESE
NON C’E’ UNA PROPOSTA, FANNO PROPAGANDA NEGATIVA SULL’ITALIA
Ieri le borse sono andate bene. Quella di Milano benissimo. I giornali – tutti – riconoscono che le misure europee, nel cui contesto si situa pienamente la manovra italiana, hanno generato una grande fiducia nei mercati che si è riflessa dovunque. Lo spread è sceso a 326. Tutto questo proprio mentre gli attacchi al presidente Berlusconi aumentavano di volume. Vediamo – digitando su Google news, le ultime dichiarazione dei leader dell’opposizione, per vedere come si accordano con gli eventi reali. Pierluigi Bersani, segretario Partito democratico, 1- “Ogni giorno che passa siamo messi peggio. Il problema è che di manovra in manovra stiamo scivolando sempre più giù. Siamo su un fronte esposto, non so quello che accadrà domani, so solo che c'è una drammatica sottovalutazione della situazione". Bersani, 2 – “Non c’è il diluvio dopo Berlusconi, adesso c’è il diluvio!”. Pierferdinando Casini, presidente Unione di Centro: «Noi nella maggioranza? Prima via Berlusconi.Il Premier è il responsabile degli errori di Tremonti. Legge elettorale? Non abbiamo tempo per queste buffonate. Fiducia a Romano? L'unico che conosco è Prodi...» Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori: “E' inutile sperare che il dittatorello asserragliato nel bunker si fermi qui. Bisogna fermarlo, e c'è un modo solo. Che i cittadini, civilmente e pacificamente, ma con determinazione, si facciano sentire in tutti i modi possibili. Fino a che la loro voce non troverà ascolto anche nell'unica sede che può dire basta a questo scempio, la presidenza della Repubblica''.
Che cosa si può notare?
- Non c’è una proposta, neanche mezza, che non ripeta la tiritera che tutto va male, malissimo, che Berlusconi deve andarsene.
- Fanno propaganda negativa sull’Italia. Se i mercati li prendessero sul serio, ieri sarebbe dovuta crollare la Borsa e lo spread salire a 500.
- La crisi non è determinata da Berlusconi o dal nostro governo, e neanche dallo stato della nostra economia, ma dagli attacchi speculativi e dalle incertezze (speriamo passate) delle politiche econo-miche europee.
- Forse sarebbe il caso che i tre moschettieri dell’opposizione facessero un passo indietro. O magari in avanti, cercando di offrire un contributo costruttivo in una fase drammatica per tutto il mondo occidentale e non solo.
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