mercoledì 20 giugno 2012

PILLOLE di Vincenzo Galassini


CORAGGIO PRESIDENTE BERLUSCONI: SIAMO ARRABBIATI
La richiesta che parte dagli elettori andrebbe fatta a chi sta facendo crollare il PdL al 15%. Un partito che fa della schizofrenia e dell’immobilismo i suoi attuali capisaldi si può riprendere? Una speranza c’è: abbandonare una parte di coloro che l’hanno portato a questi livelli e seguire gli ideali del 1994. Difficile avere fiducia in coloro che hanno abbassato consensi in così pochi mesi? Qunado forse il Paese sta crollando e occorre urgenza e decisioni rapide non vengono assunte e presentate? Possiamo continuare ad avere coordinatori (nazionali e regionali) che non fanno nulla non hanno idee se non mantenere la poltrona? Possiamo farci rappresentare nelle Camere da alcuni fenomeni del presenzialismo che sempre più spesso ci fanno vergognare e non hanno voglia di lavorare ascoltando i loro rappresentanti? I  programmi sono più importanti delle persone e se i politici non sono più in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini, e alle promesse che più volte hanno avanzato, non meritano più di essere i rappresentanti del partito. Gli elettori sono incazzati neri, pretendono una politica seria che non sia solo annunci ma anche fatti. Credo che Berlusconi abbia fatto il possibile, bloccato purtroppo da Casini, Follini, Fini e anche in parte da Bossi, non è arrivato però il momento di farsi da parte,  perché é sempre il miglior leader del Pdl anche se la stampa, la sinistra, la Giustizia,  anche per colpa sua (predellino e donne), e i  troppi i nemici e l’odio. Berlusconi giustamente ascoltando tutti deve dare un “colpo di reni” per tirarci fuori da questa gravissima crisi finanziaria con l’approvazione di atti coraggiosi (come dice Giannino) oppure andare alle elezioni anche da soli ma con il programma adeguato del 1994 che abbiamo presentato e che non siamo riusciti a realizzare per intero,  sostituendo chi non ha fatto nulla. Vincenzo Galassini

martedì 19 giugno 2012

L'INVERNO DEL NOSTRO SCONTENTO


L’IMU HA IL FIATO GROSSO ED E’ EVIDENTE IMPOSTATA- QUESTA TASSA NON REGGE

Attorno all'IMU c'è un malessere che non riguarda solo la complessità del nuovo tributo ma è legato anche al venir meno del "patto" per un Fisco più equo, più leggero, più semplice. La crisi è autentica e non consente distrazioni purtuttavia non basta a giustificare manovre timidissime sul fronte di tagli e risparmi, ma spavalde nell'aumento del prelievo.
CHE-COSI’COM’E’

In quattro punti il nostro dissenso:

Primo

L'Imu è figlia di un'emergenza globale che non accenna ad arretrare e che, al contrario, sembra aggravarsi giorno dopo giorno: sarebbe ingiusto ignorare il contesto che ha portato alla sua introduzione. L'imposta municipale doveva debuttare solo nel 2014, confermando peraltro l'esenzione della prima casa. L'emergenza ha però imposto scelte diverse e urgenti. Mario Monti annunciò fin dal suo discorso programmatico in Senato (era il 17 novembre scorso) che si doveva rimediare alla peculiarità tutta italiana di «un'imposizione sulla proprietà immobiliare particolarmente bassa», aggravata dall'«esenzione Ici per le abitazioni principali».
L'equazione era semplice: più tasse sul patrimonio (la casa, ma non solo) e sui consumi (l’Iva), contro una riduzione del peso di imposte e contributi sul lavoro e sulle attività produttive. Quel che è accaduto lo sappiamo: è arrivata l’Imu, anche sulla prima casa, insieme all'aumento dell'Iva (senza pensare a quelli ulteriori sempre in agguato). Per il resto nulla, non c'erano e non ci sono risorse da destinare al Fisco. Solo il rigore dettato dalla crisi del debito. 

Secondo

L'Imu si è rivelata più complessa dell'Ici. Anzi, molto più complessa, oltre che generalmente più pesante: il gettito crescerà di n miliardi rispetto al ton, di cui solo 3,4 derivanti dall'abitazione principale, prima esente. Non c'è dubbio che qualcosa, sotto il profilo tecnico-normativo, non abbia funzionato come avrebbe dovuto…

Terzo

L'Imu continua a soffrire in modo evidente il suo "peccato originale". Quello di un'imposta comunale il cui gettito finisce per poco meno della metà allo Stato (9 miliardi sul totale atteso di 21,4). È un paradosso che disorienta tutti I cittadini («a chi vanno i miei soldi?») e anche gli amministratori locali. I quali possono "manovrare" - pur con molti limiti - l'imposta, ma se lo fanno al ribasso, riducendo le aliquote, devono accollarsi per intero la quota dello Stato, che ai suoi 9 miliardi non è proprio disposto a rinunciare. È evidente che il sistema così non va… 

Quarto

L'Imu è probabilmente l'unica imposta al mondo di cui nessuno conosce il peso effettivo. Non è un dettaglio: perché impedisce ai contribuenti (i cittadini, gli imprenditori, le aziende) una corretta e legittima pianificazione e previsione dei costi. Un esempio per capire: l'aliquota del comparto non abitativo può passare dallo 0,76% base all'1,06% (livello massimo su scelta del comune)… Forse davvero troppo anche per un'imposta nata per tamponare un'emergenza. 

AVETE PRESENTE I REALI DEI PAESI NORDICI?



Maurizio Lupi, vice presidente della Camera, arriva a Lugo e non trova nessuno ad aspettarlo perchè erano tutti a Faenza, pancia a terra, in attesa di Fini. E allora?! Non sarebbe meglio che i politici quando si muovono per visite "non istituzionali" come queste sfoggiassero una doverosa sobrietà e che i codazzi ridicoli delle cosìddette autorità avessero a finire? Avete presenti i reali dei paesi nordici che vanno a fare la spesa con la loro sportina? Li avete presenti?

lunedì 18 giugno 2012

IL GOVERNO MONTI SI DEDICA ORMAI SISTEMATICAMENTE ALLA PRODUZIONE DI FALSI. DIMOSTRATI E DIMOSTRABILI DELLA NOMENKLATURA


“Nel giugno 1981, una commissione di studio, presieduta da Paolo Baffi, direttore generale di Bankitalia, deliberò di seguire lo schema d’un giovanotto, molto stimato dai Rothschild, tale Mario Monti, il quale propose l’emissione di titoli a lungo termine, con aste mensili e quindicinali, in modo… che il rendimento cedolare fosse fissato dal mercato, con scadenze tra i 5 e i 7 anni. Il che, a detta del professorino, garantiva il potere d’acquisto e, secondo gli esiti delle aste, un piccolo rendimento dell’1-2%. Il Tesoro, zufolò Monti, avrebbe avuto da 5 a 7 anni per programmare e finanziare meglio la spesa pubblica. La proposta passò con standing ovation. Il deficit andò su come un proiettile. Le spese aumentarono invece di diminuire. Mentre Mario Monti procurava il credito a tassi impossibili, aumentarono tasse e benzina, le spese sanitarie sfondarono di mille miliardi di lirette il finanziamento statale. “ SI RIPRESENTA, COME UNA “ZECCA” APPASSIONATA DALLA PROPRIA INFEZIONE, NEL 1989 COME “CONSULENTE ESPERTO” DEL MINISTRO DEL BILANCIO CIRINO POMICINO:
“… Eppure,il premier Mario Monti, chiamato a salvare l’Italia dai gorghi del default, tra il 1989 e il 1992, erano i tempi del sesto e settimo governo Andreotti, non riuscì a impedire il peggio. Cioè l’esplosione del rapporto tra debito e pil preludio della grande tempesta finanziaria che al principio degli anni Novanta costrinse Giuliano Amato alla manovra da 103.000 miliardi di vecchie lire. In quei tre anni il peso del debito balzò dal 93,1% del 1989 al 98% del 1991 e al 105,2% del 1992. Un vero boom, insomma, pari al 12,9% in termini relativi e al 44,5% in cifre assolute, da 533,14 miliardi di euro a 799,5 “

venerdì 15 giugno 2012

CONAMI REGISTRA UN UTILE DI 8.672.000 EURO NEL 2011



E PER NON SMENTIRSI SI SOSTITUISCE NEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI HERA SPA IL DIMISSIONARIO NICODEMO MONTANARI CON IL PRESIDENTE DANIELE MONTRONI. TUTTO NELLA PIU’ RIGIDA ORTODOSSIA DI PARTITO E ALL’INTERNO DELLE FERRE REGOLE DELLA NOMENKLATURA




IL PRESIDENTE DELLA CAMERA GIANFRANCO FINI IN VISITA A FAENZA, LA SERA ALLA FESTA DELLA POLITICA EX FESTA UNITA’.


CHI PAGA LE SPESE DI VIAGGIO?

Precedendo il confronto con l’On. Veltroni sulla figura di Leo Longanesi in programma domani venerdì 15 giugno a Bagnacavallo, il Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini sarà a Faenza per una breve visita alla città.  Proveniente dall'aereoporto di Forlì, il Presidente Fini è atteso a Palazzo Manfredi alle ore 16.00 per un incontro istituzionale alla presenza del Sindaco Giovanni Malpezzi e della Giunta comunale, del Prefetto Bruno Corda, del Presidente della provincia Claudio Casadio, dei Sindaci dell'Unione della Romagna faentina. Al termine dell'incontro, il Presidente della Camera si recherà al Museo internazionale delle Ceramiche dove, oltre alle collezioni permanenti, avrà occasione di ammirare la mostra personale dell’ artista campano Mimmo Paladino, Guarda il caso l’ invito del Comune di Faenza  è arrivato all’improvviso, in occasione della serata per la Festa della politica a Bagnacavallo (ex Festa Unità), una curiosità chi paga la spesa del trasporto da Roma a Faenza. Il comune di Faenza, la Festa della Politica o i cittadini?


giovedì 14 giugno 2012

LA LOBBY IRRIFORMABILE E’ QUELLA DEI MAGISTRATI.


Mario Monti non ha avuto bisogno, beato lui, di incorrere personalmente in alcuna iniziativa giudiziaria, almeno sino a questo momento, per sperimentare quanto forte, decisamente il più forte dei cosiddetti poteri forti su cui lui forse scherza troppo, sia in Italia quello dei magistrati.
Mario Monti non ha avuto bisogno, beato lui, di incorrere personalmente in alcuna iniziativa giudiziaria, almeno sino a questo momento, per sperimentare quanto forte, decisamente il più forte dei cosiddetti poteri forti su cui lui forse scherza troppo, sia in Italia quello dei magistrati. Se avesse avuto ancora qualche dubbio in materia, può avere contribuito a farglielo passare ieri, a chiusura di un'acida polemica durata due giorni, Eugenio Scalfari. Che è tornato sulla richiesta, avanzatagli domenica, di tagliare la testa al suo sottosegretario Antonio Catricalà precisandone meglio la colpa: quella di essere entrato in conflitto politico, chiamiamolo così, con la potentissima casta giudiziaria. In un primo momento, nel consueto editoriale festivo, il fondatore de "La Repubblica" se l'era presa con Catricalà per i suoi rapporti troppo consolidati di amicizia con Gianni Letta, il braccio destro dell'odiatissimo Cavaliere. Così come se l'era presa con il capo di Gabinetto di Monti al Ministero dell'Economia, Vincenzo Fortunato, e con il Ragioniere Generale dello Stato, Mario Canzio, per i loro passati rapporti di collaborazione, e per quelli di perdurante amicizia o stima, con l'ex ministro Giulio Tremonti. Che è inviso a sinistra quasi quanto Silvio Berlusconi, pur essendo stato per un po' corteggiato da quelle parti,

mercoledì 13 giugno 2012

BAGNACAVALLO, A VIDEO REGIONE MARTEDI PROSSIMO PER L’ANTENNA, INTERVISTA A FRANCO ZANNONI PDL



Il Comune di Bagnacavallo con delibera del 17 novembre 2011 ha approvato un contratto di locazione con la società ERICSSON TLC per l’installazione di un nuovo impianto fisso di telefonia mobile, presso il parcheggio pubblico, piazzale Baden Powel. Il citato parcheggio risulta essere tale in seguito ad esproprio da parte del comune di una porzione di terreno di proprietà dei F.lli Tarlazzi e che l’area abbia  vincoli e ha creato  dubbi che il comune potesse tranquillamente disporne a suo piacimento in quanto l’antenna grava sul valore commerciale dell’area e sull’area circostante area abitata. I cittadini che hanno raccolto le firme e il capo gruppo Zannoni sono stati intervistati da Video regione.


E IO PAGO: LA PROVINCIA E IL COMUNE DI FAENZA SCIOLGONO LA FONDAZIONE MUSICALE “INO SAVINI”, COSTITUITA NEL 2004.



IN NOVE ANNI MANGIATI 64.918 EURO, OLTRE AI CONTRIBUTI ANNUALI, COME SEMPRE NON CI SONO RESPONSABILI E NESSUNO PAGA PER GLI ERRORI!
CulturaIl consiglio provinciale ha approvato a maggioranza lo scioglimento  della Fondazione musicale Ino Savini di Faenza in qualità di socio fondatore. Contestualmente è stato approvato la spesa di saldo del debito di 1.862 euro (quota parte Provincia) sulla somma di 7.168 euro.
La Fondazione  “Ino Savini” è nata con  le associazioni "Faenza Lirica" e "Gabriele Fattorini", con lo scopo di favorire la conoscenza e la diffusione della musica classica, il rilancio della lirica nella città di Faenza e fuori di essa, la promozione dei giovani talenti locali, la programmazione, rappresentazione e diffusione di manifestazioni e spettacoli a livello locale, nazionale e internazionale, grandi obiettivi. La spesa per la costituzione è stata di 57.750euro oltre ai contributi annuali della Provincia, Comune di Faenza, Regione e alle spese di liquidazione (7.168) sono stati tutti fondi buttati al vento. Ma come sempre nessuno ne risponde e “paga pantalone”. Impossibile che non ci siano dei responsabili dagli amministratori ai revisori dei conti o c isono i soliti “furbetti”?.
I soci che hanno pagato per la chiusura: Comune di Faenza  43,10% €. 3.103,77, Provincia di Ravenna 25,98% €. 1862,26, Fondazione Banca del Monte 17,32% 1.241,51, Associazione  Faenza Lirica  4,32% 309,66, Associazione Gabriele Fattorini 4,32% €. 309,66, Sintoni Ruggero  0,44% €. 31,54, Comune di Solarolo 3,32% €. 309,66.


martedì 12 giugno 2012

BAGNACAVALLO, COSA SUCCEDE IN COMUNE ?


Nei mesi scorsi in comune di Bagnacavallo si sono presentati due ispettore uno della Funzione Pubblica e uno della Corte dei Conti. Nella sostanza non si è ben capito il motivo e i risultati della visita attenderemo le risposte ufficiali dei due enti considerato che il Sindaco Laura Rossi ha risposto in “politichese”.