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giovedì 9 febbraio 2012

E ADESSO ACCENDETE LA LUCE E SCALDATEVI COL FOTOVOLTAICO.

I VERDI HANNO FATTO SPENDERE 70 MILIARDI DI PANNELLI SOLARI ANZICHE’ 4 PER IL NUCLEARE.

ORA VADANO A SPIEGARE A CHI MUORE DAL FREDDO

di Franco Battaglia.Mi dicono che nei talk-show di questi giorni si gioca a fare gli Amleto e ci si interroga sulle responsabilità. A Rai1 chiedono a Bonelli, il presidente dei Verdi, di chi è la colpa. Rai2 lo chiede ai mammasantissima di Legambiente, e Rai3 a Mario Tozzi. Nessuno lo chiede a Di Pietro, il quale in questi giorni evita, a ragione, anche di farsi vedere. Mi stupisce la smodata importanza concessa a questi Verdi. Chi sono costoro? Che ci azzeccano? Gli italiani li hanno cacciati dal parlamento nazionale, né li hanno fatti entrare in quello europeo. Non rappresentano nessuno. La concessione che loro si fa è coerente solo con lo stato in cui versa, oggi, il nostro Paese, ove il presidente della Repubblica, con un colpo di mano, ha abolito il valore legale del voto. Nulla di personale verso Monti, nella cui squadra ci sono anche competentissimi elementi (penso, ad esempio, al vice-ministro Vittorio Grilli), ma è un fatto che nessuno ha votato Monti. Eppure egli è lì. Allo stesso modo, gli italiani l’hanno espressamente dichiarato: non vogliono essere rappresentati dai Verdi, neanche uno. Eppure costoro sono lì, a strologare. Come strologa Tozzi, consulente scientifico di Legambiente, il quale sfidando il ridicolo continua a ripetere che il pianeta è troppo caldo. In nome di questa colossale panzana - e qui viene anche Di Pietro - tutti costoro ci spiegano da anni che carbone, gas e petrolio sono il male. Ho avuto l’occasione più di una volta, oltre che significare loro sia la panzana sia l’inconsistenza della conseguente deduzione, di suggerire timidamente l’uso del nucleare, perché, osservavo, uno dei grandi doveri che avremmo nei confronti dei nostri figli è garantire loro la sicurezza di approvvigionamento energetico. Che si ha solo da carbone, gas, petrolio o nucleare. Mal me ne colse a parlare: avessero potuto menarmi non avrebbero esitato a farlo. La soluzione, strillavano tutti concordi, è il fotovoltaico (FV). E infatti è grazie a una legge voluta dal governo Prodi, quello con Di Pietro e presidente dei Verdi ministri, tutti noi utenti elettrici stiamo pagando €70 miliardi per gli impianti fotovoltaici installati negli ultimi 3 anni. Altre installazioni sono previste dal governo dei tecnici. Il che mi stupisce perché la questione è proprio, e solo, tecnica: il fotovoltaico è inutile alla produzione elettrica. Totalmente inutile, per dirla

sabato 4 febbraio 2012

NON DOVEVAMO MORIRE DAL CALDO?

PER ANNI CI HANNO TERRORIZZATO COL RISCALDAMENTO GLOBALE. ADESSO DICONO CHE  CI SALVERA’ DA UNA GLACIAZIONE LETALE

Di Franco Battaglia: i I media vi stanno raccontando un mucchio di frottole. Sicuramente manovrati da oscure lobby massoniche, probabilmente eversive, riferiscono che fa freddo e che temperature di -20 gradi hanno ucciso, in due giorni, 36 persone a Belgrado, 18 a Kiev e 10 a Varsavia. Balle. La verità è - ci informano gli esperti di clima - che il pianeta ha la febbre e che è il riscaldamento globale la vera minaccia. Lo scoop di oggi è che i professori pare abbiano cambiato idea e le nostre emissioni, con global warming a seguito, saranno la nostra salvezza: contro la ventura era glaciale. Il dibattito, signori, è aperto. Staremo meglio con più CO2 o con meno? E le foche? Tutti d'accordo che dobbiamo salvarle (oltre all'intero pianeta, va da sé), ma come? Con più o con meno CO2? E se le foche ne volessero di più e gli albatros di meno (pare che col riscaldamento climatico volino meglio), che facciamo? Il climatologo. Al suo cospetto, Amleto era l'uomo delle certezze. C'è quello laureato in agraria che, addobbato con farfallino alla Scaramacai, strologa in televisione. E c'è il dottore in ingegneria che, non sapendo come fare l'ingegnere, s'è dato alla climatologia. Come biasimarli? Se Al Gore ci ha preso il Nobel... Ogni università ha il suo, da Milano a Torino, da Trento a Firenze, da Bologna a Roma. In tutto sono un paio di dozzine, ma si fanno notare. Ce li dobbiamo tenere? Di più: dobbiamo coccolarceli. Stanno lì a monito per tutti noi, con la cruciale funzione di non far passare sotto oblio una verità che deve rimanere sempre viva: i fessi del mondo si trovano ovunque, e con uguale frequenza, tanto tra gli analfabeti quanto tra i dottori.