mercoledì 30 aprile 2014

TETTO MANAGER, A BOLOGNA LA LINEA RENZI PERDE. AL PRESIDENTE HERA 475MILA EURO


Il sindaco Virginio Merola ha dato l’alt al Pd sulla riduzione dello stipendio di Tomaso Tommasi di Vignano chiedendo il ritiro dell'odg che i democratici volevano presentare: "Si può fare demagogia su tutto ma francamente credo che rispetto anche ai risultati che si sono ottenuti, il management aziendale di Hera sia il più sobrio in Italia ed anche uno dei più efficaci". Ma Il segretario bolognese, Raffaele Donini, fa sapere che la partita non è chiusa

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, dà l’alt al Pd sul taglio allo stipendio di Tomaso Tommasi di Vignano, presidente della multiutility Hera (confermato ieri al vertice della società) che guadagna 475mila euro all’anno. Il primo cittadino va così in controtendenza rispetto alla linea del premier Matteo Renzi, deciso a imporre un tetto agli stipendi dei supermanager pubblici di 240 mila euro.

IMMIGRAZIONE, IL FALLIMENTO DI ALFANO


La polizia delle frontiere: "Oltre 800mila immigrati pronti a partire". E avverte: "Il sistema è ormai al collasso". Ci sono 800mila persone, se non di più, pronte a partire dall’Africa verso l’Europa. Il direttore centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere, Giovanni Pinto, sancisce davanti alle commissioni Difesa ed Esteri riunite del Senato il fallimento di Angelino Alfano. Il leader di Ncd, che da quando Enrico Letta è salito al governo manda avanti il Viminale, non solo non ha saputo affrontare un'emergenza senza precedenti ma, accettando dall'Unione europea il diktat dell'accoglienza, ha addirittura aplificato il problema. E a certificare questo flop colossale è il suo stesso ministero dell'Interno. "Sicuramente - ammette Pinto - l’operazione Mare Nostrum ha dato risultati eccellenti, anche se ha incrementato le partenze dalla Libia".

martedì 29 aprile 2014

MAGDI CRISTIANO ALLAM, CON DONATELLA DONATI A LUGO PER UN CAMBIAMENTO VERO NELLA GUIDA DELLA CITTA’


Mercoledì 30 aprile alle ore 20,30, presso la Sala del Carmine a Lugo, in Corso Garibaldi 16, Magdi Cristiano Allam sarà importante ospite alla manifestazione di sostegno alla candidatura a sindaco di Donatella Donati. A Lugo c’è aria di cambiamento dopo le ultime stanche amministrazioni del PD, che hanno deluso tutta la cittadinanza senza distinzione di colore politico. Forza Italia ha presentato una lista forte ed una candidatura (unica femminile) di grande esperienza e capacità; per la prima volta a Lugo si potrà andare al ballottaggio e Forza Italia sarà sicuramente protagonista della tanto attesa svolta a Lugo.

IL SOLE 24 ORE. 80 EURO NON LI PERCEPIRA’ NESSUNO. ECCO PERCHE’


Il testo definitivo del decreto Renzi (Dl 66/14, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 95/14 di ieri) conferma quasi tutte le anticipazioni della vigilia, con alcune significative novità. Destinatari del nuovo credito introdotto dal comma 1 bis dell’articolo 13 del Tuir, sono, con riferimento alla tipologia del reddito, tutti coloro che percepiranno nel 2014 redditi di lavoro dipendente e alcune categorie di redditi assimilati al lavoratore dipendente. Ne rimangono esclusi i pensionati.

lunedì 28 aprile 2014


DONATELLA DONATI CANDIDATA A SINDACO DI LUGO (RA)


CANDIDATI AL CONSIGLIO COMUNALE
PRIMO COSTA; ANGELA SCARDOVI; RUDI CAPUCCI; SIMONETTA ZUFFI; FRANCESCO FENATI; DOMENICO FERRI DETTO IRSHEN;PAOLA GEMINIANI; ALESANDRA LATTUGA; STEFANO MELANDRI; AUGUSTA BIANCOLI; ROBERTO CASADIO; MIRELLA SERVIDEI; GIOVANNI GAROTTI; ALESSANDRA PANCRAZI; WALTER ROSSI; CORINA CORNAZZANI; ALFREDO TABANELLI; PAOLO TASSELLI; ALESSANDRA CARNEVALI; RODOLFO MASCHERONI; PIERO LUIGI CRASTI; FERRUCCIO GABRIELE ENZO PERTOLA; MARISA LAGHI; ANDREA TARABUSI

RICUSATA LA LISTA “BRISIGHELLA PER SGARBI”, NON PUO PARTECIPARE ALLE ELEZIONI: RICORSO AL TAR


Ieri sera alle ore 22,30 la sottocommissione elettorale circondariale di Faenza ha deliberato la ricusazione della lista elettorale “BRISIGHELLA CON SGARBI” alle elezioni comunali del 25 maggio, con la motivazione di firme mancanti. La vicenda è curiosa il documento principale di presentazione era stato  presentato alle ore 10,30 di sabato, controllato dall’ufficiale elettorale e, consegnata la ricevuta di regolarità al delegato. L’ufficiale elettorale, delegato dal segretario comunale, non ha rilevato la mancanza della firma d’attestazione di autenticità delle cinque firme consegnato all’ufficio elettorale del documento principale. Alle ore 17,30 di sabato il documento non era pervenuto alla commissione elettorale di Faenza perché involontariamente era stata ridata al presentatore, ma aveva ricevuto solo gli allegati con le sessanta firme necessarie. Alcuni errori del Comune come aver perso il documento e non verificato al momento dell’accettazione, la firma mancante ha portato alla ricusazione. Il documento ritrovato e stato riconsegnato all’ufficio elettorale di Brisighella che poi ha rimediato portarlo a Faenza.
La legge prevede il ricorso al TAR Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna entro tre giorni e la lista procederà al ricorso contro l’eliminazione della lista per la partecipazione alle elezioni per errori del Comune di Brisighella e dell’attestatore non rilevato.

domenica 27 aprile 2014

A BRISIGHELLA IRROMPE IL CICLONE SGARBI: PRESENTATA DA GALASSINI LA LISTA CHE PUNTA SUL CRITICO.

Sgarbi con Galassini.

Faenza notizie: Vittorio Sgarbi scende in campo a Brisighella. E sarà bagarre nel Comune collinare il 25 maggio. "Visto il rifiuto del sindaco Missiroli della lista Brisighella Insieme di impegnarsi da subito ad indicarlo assessore alla cultura - si legge in una nota - (Sgarbi, ndr) ha chiesto a Vincenzo Galassini di scendere in campo per presentare la lista con il suo nome "BRISIGHELLA CON SGARBI" confermando l'impegno di assumere l'incarico di assessore alla cultura." Galassini - già sindaco di Brisighella e poi esponente di Forza Italia - ha subito accolto la proposta e ha "ringraziato il prof. Sgarbi che offre a Brisighella la straordinaria occasione di averlo come Assessore, per il prestigio, la personalità, per la sua alta cultura e per quanto egli sarà in grado di dare e portare a Brisighella, città che ama."
La nota prosegue con un parallelo storico: "Come avvenne dal 1961 al 1971, con il Sindaco dott. Achille Albonetti, che rivestì un ruolo di assoluto rilievo in molteplici organizzazioni internazionali e nazionali. Seppur abitasse e vivesse a Roma. Albonetti portò benessere a Brisighella attraverso la creazione di industrie, le Terme, il PRG, la difesa dell'ambiente e del territorio, evitando, fra i tanti benefici, la demolizione del "Borgo". Per la sua levatura, fu mentore a uomini che hanno continuato l'impegno per il bene di Brisighella, come Pelliconi (DC), Piancastelli (PCI), Bartoli (PRI). La lista BRISIGHELLA CON SGARBI si pone come naturale continuazione di questa visione e di un rinnovato progetto." La Lista di Vittorio Sgarbi viene a completare un quadro che a Brisighella si fa alquanto complesso. Galassini lo avevo promesso: farò di tutto per ostacolare i piani di Missiroli e del duo Laghi-Farolfi. Detto, fatto. La candidatura di Sgarbi rimescola le carte. La rielezione di Missiroli a questo punto è più che mai in bilico.

giovedì 24 aprile 2014

TORNA BERLUSCONI PROTAGONISTA E RENZI SI SQUAGLIA NEL LAGO DELLE SUE CHIACCHIERE. SORPRESE IN ARRIVO


Qualcuno si sta accorgendo che un vulcano dato per spento si sta risvegliando. Anzi, aggiorniamo la metafora, visto che non ha mai avuto bisogno di risvegliarsi. Trattasi di Berlusconi.
Il rumore è quello di legacci che si rompono, è quello di un Prometeo incatenato che si sta liberando. È un paradosso. Ma ora che conosce i confini della sua pena, potrà esprimersi. Certo: con una metrica definita da altri, invece che in versi liberi, ma le poesie più belle sono in endecasillabi, neanche sciolti. Tranquilli: la rima la trova. Ed è il protagonista dei giorni che verranno. Per questo c’è nervosismo a sinistra e nei Cinque Stelle. I giornaloni si interrogano sulle mosse di Berlusconi.  Si domandano quali armi segrete tirerà fuori, visto che è il migliore di tutti nelle campagne elettorali. L’arma segreta è presto detta: è lui stesso, nella sua sincerità, e capacità di esprimere il sentire profondo del popolo italiano, in specie il ceto medio. È la sua gente. Sono quelli che più di tutti hanno pagato e stanno pagando la crisi, e che Matteo Renzi sta invano cercando di circuire con promesse da magliaro, mentre sta appioppandogli nuove tasse. Con Berlusconi finalmente sciolto dal vincolo del silenzio, in cui era confinato da 14 mesi, ha poco da ballare sull’aia con la Maria Elena Boschi.
Per questo Renzi è inquieto e sta esagerando. Ha finora avuto cinque ore al giorno di televisione. Da quando è a Palazzo Chigi invade i prati della nostra vita come uno sciame di cavallette.
È obbligato a restare dov’è, a occupare il video, per paura che quando appena appena si scosti, lasci intravvedere che ha distrutto tutto con le chiacchiere. Ieri abbiamo assistito a un’ennesima performance al Tg1, dove dinanzi a domande offertegli come babà al rum ha insultato chi cerca di fargli obiezioni additandolo paradossalmente con il titolo di chiacchierone di cui è primatista galattico.
Matteo è sempre più ansioso, si sta accorgendo che la realtà è più testarda del suono delle parole, anche se sono folte come foreste amazzoniche, e presto o tardi presenta il conto.
Questo conto ce l’ha in mano Silvio Berlusconi.
I giorni che verranno saranno una iniezione di verità. Ne vedremo delle belle. La mongolfiera di Renzi sarà sgonfiata.
Ci sono solidi mattoni su cui costruire la riscossa dell’Italia in Europa.

mercoledì 23 aprile 2014

L’ONESTA DEL GIUDICE DIPENDE DAL LIVELLO DI RICCHEZZA DELL’INDAGATO


È una brutta scivolata dei giudici collegare l’ammontare della loro retribuzione all’indipendenza nello svolgimento della loro funzione: sarebbe come dire che al di sotto di un certo livello di stipendio essi sarebbero – legittimamente – corruttibili.
Se le cose stanno così, non si capisce come essi possano condannare i politici corrotti, se guadagnano meno di loro, oppure i ladri o i truffatori più o meno indigenti

LA GERMANIA NON SI FA PROBLEMI COME I CATTO-COMUNISTI ITALIATO: CAMPO DI RIFUGIATI DISTRUTTO DALLE RUSPE


I moralizzatori tedeschi non sono poi così “moralizzanti” quando le cose accadono a casa loro! Da tempo centinaia di rifugiati si erano accampati nel quartiere di Kreuzberg a Berlino. Ma le autorità, stufe dei disagi e della sporcizia, hanno dato un ultimatum: “o vi trasferite in una struttura adibita o vi arrangiate, ma il campo sarà distrutto”.
Molti di loro hanno accettato il compromesso, altri però pensavano di poter fare la voce grossa… Così la polizia è arrivata con le ruspe e, senza troppi problemi, hanno distrutto l’accampamento. Regalando ai “dissidenti” l’ordinanza di lasciare la città…

martedì 22 aprile 2014

E IO PAGO: BUTTATI 300MILA EURO AL GIORNO OPERAZIONE “MARE NOSTRUM”


Roma - Sbarchi, fughe, polemiche. È stata una Pasqua trafficata sulle coste a Sud della Sicilia, che ha riacceso i riflettori su Mare Nostrum, la task force messa in piedi dal governo Letta per affrontare l'emergenza migranti: ci costa 9 milioni al mese, vale a dire 300mila euro al giorno ma - secondo molti - finisce per attrarre invece che respingere i disperati con il sogno dell'Europa.  Gli ultimi «acquisti» nel giro di poche ore tra domenica e ieri: tre sbarchi rispettivamente da 434, 176 e 218 persone a Pozzallo, nel Ragusano; un soccorso a opera della nave San Giorgio della Marina Militare per 321 migranti in difficoltà su un barcone di legno nelle acque a Sud di Lampedusa.  Forza Italia: «La Marina non può diventare un traghetto per clandestini. Siamo ormai alla farsa, con la segnalazione delle partenze da parte degli scafisti stessi, che fa scattare l'intervento delle navi italiane che portano da noi quantità sterminate di clandestini», 

sabato 19 aprile 2014

BERLUSCONI CON IL VOSTRO AIUTO FAREMO VINCERE I MODERATI

Cari Amici,
nei vent’anni passati sono sempre stato candidato alle europee portando intorno a tre milioni di voti. Questa volta sono stato colpito da una ingiustizia enorme, c’è stata una sentenza mostruosa che sono convinto la Corte europea annullerà. Nella decisione ultima del Tribunale di sorveglianza c’è stato anche l’affidamento ai servizi sociali ad una residenza di anziani in difficoltà, “La Sacra famiglia" di Cesano  Boscone.  Questo non mi ha fatto assolutamente dispiacere perché io ho cercato sempre di aiutare chi ha avuto e ha bisogno, e anzi per quanto riguarda la residenza degli anziani, ci sono andato  spesso accompagnando mia mamma e cercando di portare a queste persone conforto e magari aiuti concreti. Comunqe nella scheda elettorale ci sarà il simbolo di Forza Italia e nel simbolo, Forza Italia ha voluto mettere il nome Berlusconi. Questo garantisce a tutti i moderati che io, durante  questa campagna elettorale, sarò in campo. E’ assolutamente vero che non si possono dividere più le elezioni tra elezioni per l’Europa ed  elezioni nazionali perché ormai la politica è insieme, nazionale ed europea. Noi stiamo scontando  questo fatto perché l’Europa a trazione tedesca ci ha imposto la politica di rigore che ha  portato soltanto crisi. Quindi in Europa dobbiamo riscrivere, e dobbiamo essere forti per questa  ragione, tutti i trattati europei qualcuno dei quali abbiamo firmato sotto la minaccia della  pistola alla tempia dell’imbroglio degli spread. Dobbiamo soprattutto che si possa ottenere lo  sforamento del 3% di deficit che è qualcosa di imprescindibile. Dobbiamo anche allontanare nel tempo o addirittura cancellare il fiscal compact. Per quanto riguarda Alitalia, gli ultimi governi  ma anche l’attuale governo, non hanno fatto nulla di veramente concreto e significativo nella direzione di un sostegno alle imprese. La riduzione dell’Irap è diventata un fantasma su cui non  si può fare conti concreti; non c’è stata nessuna riduzione delle tasse, anzi i governi della  sinistra hanno intanto mantenuto la tassa -l’Imu - sulla casa che invece noi consideriamo sacra.
Poi c’è stato recentemente anche l’aumento dell’imposta sui risparmi privati, sulle rendite finanziarie. Comunque la si giri la frittata, comunque si sia capaci di presentare con brio, con slide e con tutto il resto le misure del governo, non si riesce ad evadere da quella che è la ricetta sempiterna della sinistra, cioè sempre più tasse. Credo che dobbiamo offrire a tutti i moderati una chiara fotografia della situazione. Oggi non siamo più in una democrazia, che significa governo del popolo. Se i governi non sono eletti dal popolo, non c’è più una democrazia. E io penso che se noi riusciremo a rendere la maggioranza dei moderati consapevole di questo, la maggioranza numerica dei moderati che adesso nessuno contesta esserci forse riuscirà a trasformarsi in una maggioranza politica. E quindi noi con questa richiesta, con questo appello che facciamo alla maggioranza degli italiani, pensiamo non solo di poter arrivare ad un ottimo risultato nelle elezioni del parlamento europeo, ma alle elezioni politiche che seguiranno  - che non potranno andare oltre un anno, un anno e mezzo -  pensiamo di riportare con i moderati una grande vittoria che dia la possibilità di avere una grande maggioranza in parlamento, magari senza alleati, che possa eleggere e sostenere un governo tutto formato da ministri che appartengono a Forza Italia.

venerdì 18 aprile 2014

25 MAGGIO 2014, BERLUSCONI E FORZA ITALIA ALLA BATTAGLIA PER L’EUROPA. CON QUALI ARMI, PER QUALI OBIETTIVI


Sono le cose che ci vengono meglio. Partire in una missione avendo tutti contro, essendo dati per nati morti da qualsiasi bookmaker da Londra a Maracaibo. Ci ricorda moltissimo il clima che accompagnò nel 1994 l’avvento di Forza Italia, con la sinistra e l’universo dei mass media a prefigurarci stritolati sotto gli allegri cingoli della “gioiosa macchina da guerra”. Il numero uno pro-forma era Occhetto, ma dietro di lui, il vero uomo dell’apparato rosso era Massimo D’Alema. Finì come finì. Con la nostra vittoria e con il loro rancore che ha cambiato molti nomi ma dura da vent’anni e si esprime ancora, nella sua espressione più proterva, nel medesimo D’Alema. Rieccoci. La nostra arma numero uno ha un nome che comincia per B. Ma non c’entra niente con il culto della personalità. Silvio Berlusconi non è una statua cui portare tributi, ma è una cosa sola con un popolo, che si identifica con lui. Non c’è un altare su cui situarlo, non è sopra, è in mezzo, ed è dentro questa Italia.
Per questo sul simbolo Forza Italia c’è il suo nome. Il nome Forza Italia coincide con il nostro programma alle europee. Più Italia in Europa è la traduzione in linguaggio contingente della nostra identità.
Dovremo affrontare due facili e disastrosi populismi. Quello di Renzi, che si procura consensi distribuendo mance alle categorie che ha scelto di strumentalizzare per i suoi comodi. In realtà è prono alla Germania, come dimostra la scelta di sponsorizzare come Presidente della Commissione europea, cioè premier d’Europa un tedesco di nome Schulz. Berlino comanda già ora, avendo un portoghese che guida Bruxelles, figuriamoci se arriva il potentissimo uomo di sinistra teutonica, detto il Kapò.
Poi c’è Grillo. Chiunque abbia visto le opinioni espresse dai suoi eletti a Montecitorio e a Palazzo Madama, e abbia appreso le cifre delle loro dichiarazioni dei redditi prima di pescare il biglietto della lotteria parlamentare, constata che sono gente di estrema sinistra, fanigottoni, a 40 anni senza reddito, bravi solo a ciacolare sul Web e a formare comitati per vietare strade e ferrovie.
Berlusconi con la sua saggezza e il suo sogno ragionevole di un’altra Europa, dove l’Italia si faccia rispettare, e impedisca il drenaggio di risorse fuori dai nostri confini, è consapevole però che uscita dall’euro e secessione dall’Ue ci trasformerebbero in una preda facilissima da inghiottire da arabi e superpotenze, con debito pubblico e inflazione argentine.
Il nostro programma ha un merito: di essere un sogno realistico, una follia ragionevole. Con un leader di levatura mondiale a realizzarlo. Un innocente perseguitato, la cui figura va illustrata dovunque, per la grandezza che ha. E restituirà vigore all’Italia, e all’Europa, oggi impotente e chiusa nell’orticello tedesco dalla Merkel e dai suoi servi passati e presenti, Monti e Renzi…
Noi siamo un’altra cosa, amiamo l’Italia, siamo la Forza Italia di Berlusconi.

giovedì 17 aprile 2014

FORZA ITALIA, LE LISTE PER LE EUROPEE


Chiuse le liste di Forza Italia per le europee. Tra i 73 candidati “30 donne“. E’ quanto sottolineano fonti del partito spiegando che l’ultimazione delle liste ha avuto la sua accelerazione finale ieri nella serata. Il Cav in campo - Tra i candidati anche Domenico Giovanni Arena, Johnny D’Andrea; Federica de Benedetto e il calabrese Santo Raffaele Mercuri. Resta fuori l’ex europarlamentare Riccardo Ventre. Dopo il vertice per le liste Giovanni Toti ribadisce ancora una volta la volontà di Silvio Berlusconi di restare in campo per la campagna elettorale: "Silvio Berlusconi sarà in campo anche in questa campagna elettorale per le elezioni Europee per far sì che Forza Italia guadagni in Europa una delegazione forte così da difendere gli interessi degli italiani a Bruxelles". Eccoi candidati Nord-est -  Elisabetta Gardini, Amalia Sartori detta Lia, Simone Furlan,
 Massimiliano Barison, Elisabetta Bolzoni, Walter Ferrazza, Fabio Filippi, Paolo Gottarelli, Mattia Sebastiano Malgara detto Mattia, Ilaria Paparella, Francesca Rescigno, Gianpiero Samorì, Sandra Savino, Remo Sernagiotto.

mercoledì 16 aprile 2014

PARLIAMO UN PO’ DEL MONUMENTO


Donatella Donati Candidata Sindaco di Lugo -Parliamo un po' del Monumento, della Meridiana dei Popoli. Ero in consiglio comunale quando Nanni, l'artista che vinse il concorso indetto dal Comune per erigere il monumento agli eroi lughesi per la libertà, si presentò ai consiglieri. Ricordo la pompa magna con cui questo lughese, amico d'infanzia di Cortesi, venne accolto dal sindaco e dalla giunta tutta, riunita ed adorante. Ricordo il libercolo ben confezionato che conteneva i disegni di quello che doveva essere il fiore all'occhiello del decennio di Cortesi sindaco. Non è stato certo un monumento a costo zero. La regione ci ha dato 50.000 euro ma noi lughesi ne abbiamo sborsati 75.000 per vedere sorgere questa stele che doveva cambiare la sky line della nostra cittadina. Ero sempre presente quando venivano annunciate personalità illustri che dovevano essere presenti all'inaugurazione: Prodi prima, poi la Boldrini e la Kyenge, i nomi cambiavano mano a mano che la data di inaugurazione si allontanava. Alla fine, in un modo o nell'altro Nanni ha finito l'opera, il monumento che pende un po' come la torre di Pisa, ma sono state tali e tante le polemiche che l'inaugurazione si è ridotta ad una micro presentazione fatta un po' in sordina senza alcuna personalità, senza alcun taglio del nastro. Non entro nel merito del valore artistico del manufatto, non ne ho le competenze, ma entro però a gamba tesa, ora come allora, per quel che riguarda l'opportunità di costruirlo adesso, in un periodo di crisi nera dove i comuni succhiano soldi ai propri cittadini per far quadrare i bilanci. Certo la regione finanziava in parte questo insieme di travoni da palazzi ma NOI LUGHESI abbiamo messo la maggior parte del denaro. Si è sempre detto che chi amministra lo dovrebbe fare con la stessa cura del buon padre (madre) di famiglia e un buon padre (madre) non compra il televisore di ultima generazione solo perchè è scontato se non ha i soldi per le scarpe. Questo invece è quello che ha fatto questa giunta, per prendere su contributi su generi voluttuari ha tolto soldi che potevano essere usati per finanziare iniziative a favore ad esempio del commercio. 

IL SOLITO VELENOSO D’ALEMA


“Sono rispettoso delle sentenze dei magistrati. Berlusconi ha avuto una certa attenzione per il suo ruolo politico e pubblico… Quella su Berlusconi “è una decisione presa dalla magistratura con particolare attenzione al ruolo politico di Berlusconi: è comprensibile. Certo viene da pensare che cittadini meno fortunati, meno ricchi e potenti per reati molto minori vanno semplicemente in prigione. E’ una giustizia a velocità variabili”. Lo ha detto Massimo D’Alema intervenendo a ‘Porta a porta’. Insomma, per l’esponente Pd c’è una “giustizia a velocità variabile”.  Strano che non si accorga che quando le inchieste lambiscono il suo partito democratico finiscano su un binario morto che le porta a prescrizione!

CONGIURA DEL SILENZIO SULLA ‘NDRANGHETA “ROSSA”



Silenzio assoluto anche da colui che si è autoproclamato massimo esperto di infiltrazioni criminali e politica, il “guru” che denunciò “la 'ndrangheta che al Nord interloquisce con la Lega”: stiamo riferendoci ad un certo Saviano. Da giorni c'è un'inchiesta sulla 'ndrangheta che al Nord ha a che fare col Pd, e vede un sindaco Pd e un consigliere comunale eletto col Pd di Lecco in carcere ad Opera, il sindaco Pd di Lecco, storico esponente Pd sospettato dai pm di essere il “mediatore” tra clan e appalti pubblici, che sarà sentito dai giudici come persona informata dei fatti. Altre otto persone sono state arrestate nell'inchiesta “Metastasi”, con centinaia di intercettazioni ambientali e telefoniche, in pratica un vero e proprio terremoto nel Pd  Se ne parla sui giornali locali ma la stampa nazionale ignora l’inchiesta Metastasi che è addirittura condotta dall’ufficio della Boccassini.

lunedì 14 aprile 2014

GRATTA, GRATTA


Debiti della PA – La prima promessa mancata di Renzi: il 12 marzo aveva annunciato il pagamento entro luglio 2014 di 68 miliardi di debiti della Pa, che si
aggiungevano ai 22 già pagati dal governo Letta. Ebbene, nel Def è previsto il pagamento solo di 13 miliardi. Perché così pochi?
Fannulloni – Brunetta che voleva convertire i fannulloni al lavoro pena il licenziamento fu linciato. Ora sindacati e sinistra lasciano tranquillamente calpestare da Renzi milioni di dipendenti pubblici trattati come complici di una macchina mostruosa.
Bankitalia – Il governatore Visco dà una legnata al governo e al ministro dell'Economia su banche e coperture assenti. Gli 80 euro non arriveranno...

CI VOGLIONO MORTI PERCHE’ HANNO PAURA. LA RISCOSSA DI BERLUSCONI E FORZA ITALIA PER VINCERE


La prova paradossale che anticipa la nostra riscossa nelle urne e nel Paese è il fatto che ci danno per morti, e poi cercano di ucciderci. Se fossimo già stecchiti perché organizzare ogni ora del giorno e della notte agguati giudiziari, trappole mediatiche, abbandoni a orologeria? Lo si capisce dai titoli dei giornaloni, ma anche dai talk show. Sono almeno tre settimane che il "Corriere della Sera" annuncia con mestizia e con il sorriso a fior di labbra che il nostro leader e il suo movimento giacciono insepolti, e si cercano volontari per sotterrarli. Salvo oggi stesso, con un editoriale di Antonio Polito, già senatore dei  Il Mattinale – 14/04/2014  democratici, e dunque ovviamente imparziale, ridichiararci mortissimi.
E insistere sul trattamento Dell'Utri – ignobile caso di custodia cautelare per un uomo libero sottoposto a un processo alle intenzioni senza diritto di difesa – per spandere tenebre sull'uomo più capace di dar luce di speranza al popolo italiano che sia apparso da decenni.
Diciamolo. Berlusconi fa paura.
Hanno sperato che il Tribunale di Sorveglianza gli mettesse il bavaglio, e già lo vedevano compilare da sepolto vivo come Silvio Pellico un testo edificante, lontano dalle campagne elettorali.
Non andrà così. Qualunque espediente truffaldino escogiti il nuovo potere renzian-grillino, se le condizioni minime di libertà di espressione e di comunicazione del pensiero saranno garantite, il 21 per cento di consensi che oggi viene attribuito alle nostre liste per le elezioni europee prenderà un ascensore rapido. Ricordiamo un numeretto: 12. Questa era la percentuale che aveva il Pdl quando nel dicembre del 2012 Berlusconi fulminò Monti togliendogli la fiducia.  Nel giro di due mesi il Pdl aumentò di dieci punti (in realtà – al netto dei brogli – molti di più).  Ora l'obiettivo è il medesimo. E abbiamo uno strumento potente in più: i Club Forza Silvio, comunità umane e politiche innervate tra la gente e sentinelle del voto.

L’IRONICO DESTINO DEGLI ANTICAV E LE “CONVERSIONI IN TARDA ETA’”


Il paradosso è che mentre ci si applica per eliminare dalla scena politica Berlusconi, le sue battaglie trovano spazio laddove ieri erano contestate o negate
Si chiamano “segni dei tempi”: sono quelle manifestazioni apparentemente scollegate tra loro che individuano una trasformazione in atto di portata eccezionale. I filosofi li chiamerebbero “epifenomeni”; noi, che siamo più terra terra e anche più cattivelli, le chiamiamo “conversioni in tarda età”. E così succede che ieri, sul Corriere della Sera, due dei principali editorialisti del quotidiano dei poteri che contano, hanno scritto cose che non ti aspetteresti neppure dai più agguerriti berluscones. 
Il primo è Ernesto Galli Della Loggia: in un articolo sulle difficoltà della sinistra ad intercettare il consenso, lo storico individua “il fatto che oggi i suoi esponenti vengono percepiti – giustamente – come una parte dell’élite della società europee, in molti casi ai vertici del potere. Si pensi ad esempio come la sinistra domini il sistema dei media”; ed aggiunge poi che la sinistra è “prona da tempo alla medesima vuota ideologia dell’europeismo a prescindere”. Il secondo è l’ex ambasciatore Sergio Romano che, parlando del caso Dell’Utri, è costretto ad ammettere che “in Italia la giustizia si è inevitabilmente politicizzata; e il passaggio di tanti magistrati alla vita politica” rende l’anomalia “ancora più vistosa”. Per un attimo si rimane senza fiato: Galli della Loggia e Romano sembrano attingere alle argomentazioni che in questi anni il centrodestra ha sollevato per spiegare il deficit democratico del nostro Paese, il rischio di delegittimazione giudiziaria della sovranità politica e le contraddizioni di un sistema sbilanciato a favore di gruppi ristretti di potere economico di cui la sinistra è il referente politico. Quando Berlusconi denunciava l’uso politico della giustizia, gli rispondevano con le inchieste a suo carico che servivano a zittire qualsiasi osservazione oggettiva sull’anomalia di un sistema in cui la separazione dei poteri non serve più a bilanciarli, ma a consentire ad uno di essi (quello giudiziario) di non avere più limiti. E quando Berlusconi, da presidente del Consiglio italiano (per la cronaca, l’ultimo ad essere eletto dai cittadini nel 2008) sollevava il problema di un’Europa le cui politiche erano lontane dai bisogni della gente e dai nostri interessi nazionali, i professori tanto cari ai tecnocrati di Bruxelles e ai banchieri di Goldman Sachs rispondevano con l’accusa di populismo, perché si sa, tutto ciò che odora di “popolo” disgusta le élite e fa a loro lo stesso effetto dell’aglio al conte Dracula. Il paradosso è che mentre ci si applica per eliminare dalla scena politica Berlusconi, le sue battaglie trovano spazio laddove ieri erano contestate o negate. E’ l’ironico destino dell’antiberlusconismo.

CARITAS. NON DICONO “NON FATE ENTRARE PIU’ CLANDESTINI”, NO, PREFERISCONO L’ALTRA OPZIONE: “DATECI PIU’ SOLDI”


Come dire, ‘vittime del proprio successo’. Ormai nemmeno la Caritas riesce più a mantenere le migliaia di clandestini che sbarcano quotidianamente, anche perché, ogni tanto, devono pur fingere di sfamare qualche italiano colpito dalla crisi. Ma proprio ‘ogni tanto’.
Alfano è riuscito nell’impresa di prosciugare anche l’8 per mille, impresa mai riuscita prima d’ora a memoria d’uomo.
Ma tranquilli, non dicono ‘non fate entrare più clandestini’, no, preferiscono l’altra opzione: ‘dateci più soldi’.

sabato 12 aprile 2014

FACCIAMO CONTROLLI SANITARI SUGLI IMMIGRATI, IN AFRICA SI STA DIFFONDENDO L’EBOLA


Di fronte alla diffusione dei casi anche al di fuori dei confini della Guinea, alcuni paesi hanno deciso di chiudere le frontiere e rafforzare i controlli sanitari. È il caso del Senegal, confermato dalla Farnesina in un warning: "In ragione dell'epidemia di febbre emorragica da virus ebola in Guinea, le Autorità del Senegal hanno decretato la chiusura fino a nuovo ordine dei valichi di frontiera con la Guinea nelle regioni di Kolda e Ke'dougou, nel sud est del Paese". Massima allerta anche all'aeroporto di Casablanca, in Marocco, mentre l'Arabia Saudita ha sospeso la concessione di visti ai pellegrini in arrivo dal paese africano del contagio (e dalla Liberia) per visitare la Mecca.  L'organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) non ha ancora proibito i viaggi e gli scambi commerciali ma i numeri dell'epidemia fanno paura: 78 vittime ufficiali e 122 pazienti sospetti, oltre al rischio che il virus si diffonda anche alla vicina Sierra Leone.  Medici senza Frontiere parla senza mezzi termini di "epidemia senza precedenti". "Ci troviamo di fronte a un'epidemia di dimensioni mai viste in relazione alla distribuzione dei casi sul territorio con molte città colpite nel Sud e casi nella Capitale" ha spiegato Mariano Lugli, coordinatore locale dell'organizzazione. Anche il tipo di virus individuato in questo caso non facilita gli interventi: secondo il governo della Guinea si tratta del "tipo Zaire, la forma più aggressiva e più mortale delle cinque varianti della famiglia di filovirus che provocano l'ebola". Si trasmette per contatto diretto con il sangue, i liquidi biologici e i tessuti infettati, sia di uomini che di animali, vivi o morti, dunque le possibilità di contagio sono elevatissime. L'ebola è un virus particolarmente pericoloso per l'uomo, con un tasso di mortalità piuttosto elevato (dal 25 al 90% dei casi), secondo il Global Alert and Response (GAR) del World Health Organization.  Data la sua pericolosità il virus dell'ebola è classificato come agente di bioterrorismo di categoria A e viene considerato una potenziale arma biologica. (Fonte Panorama)

FORZA ITALIA E’ LA CASA DEGLI ITALIANI



Forza Italia è la casa degli italiani che amano la libertà e che vogliono restare liberi. E' il partito di riferimento politico di tutti i moderati sia a livello nazionale, che regionale e locale.
In questo delicato momento in cui la sinistra, avvalendosi del suo braccio giudiziario, vuole impedire al leader di centro destra di condurre la campagna elettorale per le elezioni amministrative ed europee, Forza Italia subisce senza reagire maldestri tentativi di sottrarle voti con la confusione e con l'inganno. Non si può fare parte di Forza Italia e militare contemporaneamente in un altro partito. In Forza Italia non possono esserci correnti, rivendicazioni territoriali, ambizioni personali, così come invece sta avvenendo in Campania con il movimento Forza Campania che dichiara di aderire a gruppi diversi da Forza Italia in Campania e di essere invece con Forza Italia a livello nazionale.
Forza Italia è una ed una soltanto. I coordinatori regionali sono scelti dal Presidente Berlusconi personalmente dopo approfondite consultazioni e godono della sua piena fiducia. Per questo Forza Italia chiede ai simpatizzanti di Forza Campania di chiarire la propria posizione, anche in vista delle prossime amministrative per le quali solo e soltanto i dirigenti regionali di Forza Italia possono consentire l'utilizzo del simbolo ufficiale nei vari comuni. Per questi motivi, chi intende appoggiare candidati a Sindaco o liste locali diverse da quelle del nostro Movimento non potrà più considerarsi parte di Forza Italia.

GIUSY GAGLIARDI CANDIDATO SINDACO A FUSIGNANO


Quali sono i punti di forza del Suo programma elettorale?
Il punto fondamentale è quello di dare la possibilità ad ogni singolo cittadino di poter esprimere al meglio la propria creatività e la propria progettualità limitando il più possibile i vincoli imposti della burocrazia. Questo è particolarmente importante per risollevare il nostro paese dalla crisi economica e ridare slancio alle imprese. Un altro compito importante dell'amministrazione guidata da me sarà quello di cercare di rivitalizzare il centro storico, lasciato a se stesso e di salvaguardare la rete commerciale in grande sofferenza per le politiche dissennate della sinistra.
 Quali sono i suoi progetti per il futuro di Fusignano? Ce ne indichi tre principali. 
Prima di tutto cercare di valorizzare il centro storico invertendo questo processo di abbandono sistematico da parte degli abitanti e delle attività commerciali attraverso una politica che valorizzi le iniziative individuale. Garantire un buon livello di sicurezza partendo dalla prevenzione che si realizza con la concessione della residenza solo ed esclusivamente a chi rispetta i parametri di legge e monitorando costantemente e rigidamente il rispetto delle regole abitative. Avere un riguardo particolare verso le attività produttive: industria, agricoltura, artigianato, professioni, dando fiducia agli imprenditori agevolandoli nel miglior modo possibile, dalla tassazione alla riduzione della burocrazia, ma soprattutto facendo sentire il sostegno dell'amministrazione al loro fianco: perchè è soltanto smettendo di mortificare e incominciando a sostenere le imprese che possiamo ragionevolmente nutrire la speranza di uscire dalla morsa della crisi,
Inoltre un punto sul quale mi impegnerò particolarmente sarà quello di far contare di più Fusignano nell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, visto che l'attuale amministrazione non ha avuto il coraggio di portare avanti le nostre esigente, per valorizzare il nostro territorio.
 Quali sono le pecche più gravi dell'amministrazione precedente, quali i settori in cui è arrivato il momento di cambiare strada?
60 anni di amministrazioni di sinistra hanno ingessato il nostro Comune e lo hanno ridotto in un isolamento spaventoso. Il declino economico è colpa di un'amministrazione di sinistra che non ha saputo difendere le imprese, anzi ne ha accelerato il declino e la scomparsa. La burocrazie ottusa ha allontanato tutti i potenziali investitori ed imprenditori.
Bisogna ribaltare questa situazione, con un Comune più attento al benessere dei cittadini ed allo sviluppo, e non, come quella attuale, attento solamente alla conservazione del potere a tutti i costi.
Quali sono le forze politiche e civiche che sostengono la sua candidatura?
La mia candidatura è appoggiata da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli di Italia, Udc e in generale tutte le altre forze di centro destra.
Ma soprattutto è appoggiata da tutti quei cittadini che hanno aperto gli occhi e capiscono quanti danni ha prodotto l'inganno delle forze di sinistra, fintamente a favore del progresso, ma in realtà solamente interessate a comandare.

EMILIANI ALLA CONQUISTA DI SANT’AGATA: GIA’ PRONTA LA SQUADRA CON BORGHI E AMADEI

Enea Emiliani.

Enea Emiliani, 31 anni, ha già all'attivo esperienze politiche significative: consigliere comunale e assessore del Comune di Sant'Agata sul Santerno, consigliere dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna e componente del Coordinamento dei Consigli comunali di ANCI Emilia-Romagna. In questa intervista ci racconta perché ha deciso di candidarsi per le elezioni del prossimo 25 maggio per la carica di Sindaco nel Comune di Sant'Agata sul Santerno alla guida della Lista civica "Insieme per Sant'Agata", la prima che in tempi recenti ha saputo vincere e rompere il monopolio di governo della sinistra e del centrosinistra nei comuni della provincia di Ravenna.
Quali sono i suoi progetti per il futuro di Sant'Agata? "La nostra lista civica dal 1995 ad oggi è stata protagonista nella crescita e nello sviluppo del nostro paese. S. Agata ha raggiunto un livello ottimo per quanto riguarda le infrastrutture, si pensi ad esempio alla nuova scuola che rappresenta l'investimento più importante per il futuro di un paese. Nei prossimi anni la parola d'ordine sarà valorizzare in riferimento al patrimonio ed al territorio, alle persone ed al tessuto sociale. Senza tralasciare un forte impegno per il miglioramento e lo sviluppo dell'Unione dei Comuni. Queste sono le linee guida per la stesura del nostro programma che prenderà corpo nelle prossime settimane."
Da quali forze politiche e civiche è sostenuta la sua candidatura a Sindaco?
"La lista civica "Insieme per Sant'Agata" è una vera lista civica, trasversale, senza l'ingerenza di segreterie di alcun partito. Questa è la caratteristica che ci contraddistingue e che abbiamo intenzione di mantenere. Come sempre ci presentiamo ai nostri concittadini elettori come persone che insieme credono di poter amministrare bene il nostro Comune. L'unica politica della nostra lista civica è la "Buona amministrazione" nell'interesse di tutti i santagatesi."
La Lista civica "Insieme per Sant'Agata" che la propone Sindaco ha già scelto i propri candidati per il Consiglio comunale?  "La legge attualmente prevede che le liste debbano presentare 6 candidati alla carica di consigliere oltre al candidato Sindaco ma in Parlamento è in discussione il DDL Delrio che potrebbe prevedere per i Comuni come il nostro un aumento dei consiglieri da 6 a 10. La nostra squadra è pronta ma aspettiamo di capire quale sarà il numero definitivo prima di ufficializzarla. Nessuna attesa invece per la Giunta che in caso di mia vittoria sarà formata da Lilia Borghi (attuale e futuro vicesindaco) e da Luigi Antonio Amadei (attuale Sindaco e futuro assessore). Persone splendide e molto affidabili che hanno dimostrato di saper lavorare bene nell'interesse di tutti i santagatesi."
Quali sono i competitori che teme maggiormente per le elezioni del 25 maggio?  "Alle ultime elezioni comunali le liste erano tre: oltre alla nostra c'era la lista di Centrosinistra e quella della Lega Nord. Per questa tornata elettorale al momento non sono a conoscenza di candidati ufficiali di altre liste. Noi siamo sereni, ci presentiamo di fronte agli elettori con la nostra competenza, il coraggio e la concretezza delle cose fatte e con un rinnovato entusiasmo per continuare a cambiare S. Agata." A cura di Eleonora Pellegrin da Lugo Notizie

venerdì 11 aprile 2014


BERLUSCONI UMILIATO? MA NON SCHERZIAMO

 Nuova puntata di "Radio Elefante", la rubrica video di Giuliano Ferrara


E IO PAGO: IL CONSIGLIO PROVINCIALE “EVITARE LA REALIZZAZIONE DEL MATRIX” FORZA ITALIA DENUNCIA LE RESPONSABILITA’ DEL PD DI CONSELICE, RAVENNA E REGIONALE


Il consiglio provinciale di Ravenna ha approvato a maggioranza PD, NCD; Lega Nord, UDC (astensione del consigliere Tiziano Bordoni, FdS) un ordine del giorno sul progetto Matrix di Officine dell’Ambiente Spa di Conselice.. Il documento era stato presentato dai consiglieri del Partito democratico Tiziana Bandoli, Daniele Bassi, Ermanno Tani,  e uno  da Nicola Staloni di Sel (respinto a maggioranza PD favorevole Sel, NCD, Lega Nord UDC), entrambi  sottolineano come “si debba tenere conto della forte reazione dei cittadini e della contrarietà espressa nei confronti dell'insediamento di Officine dell'Ambiente”. Quindi vanno intraprese “le necessarie iniziative per evitare la realizzazione dell’impianto”. Così il consiglio provinciale invita “il Presidente e la Giunta provinciale a richiedere un incontro col gruppo Officine dell’Ambiente al fine di esaminare le condizioni per non dare seguito all'intervento”, il PD non ha trovato le condizioni per un unico ordine del Giorno con quello di SEL.
Forza Italia non ha partecipato al voto  per denunciare le responsabilità del PD il progetto è stato sottoposto “a procedura di impatto ambientale (VIA) di competenza regionale che comprende tra l’altro, l’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) di competenza provinciale” e del sindaco di  Conselice, senza mia comunicare “nulla” alla cittadinanza, riconoscendo solo ora dopo le proteste dei cittadini un ritorno indietro che auspichiamo possibile, ma tutta la “responsabilità” e stata del PD!

giovedì 10 aprile 2014

PRESIDENTE LA NOSTRA TOTALE VICINANZA


La nostra totale vicinanza al Presidente. Quello che il Tribunale di Milano è chiamato a decidere oggi è la conseguenza estrema di un’ingiustizia clamorosa. Il suo caso personale implica la democrazia. Limargli la libertà è amputare la libertà di un popolo. È falsare una competizione dov’è in gioco il destino dell’Italia.

GIUSY GAGLIARDI CANDIDATO SINDACO A FUSIGNANO


PROVINCIA DI RAVENNA APPROVATO A MAGGIORANZA IL BILANCIO CONSUNTIVO DEL 2013. CONTRARIO FORZA ITALIA



È stato approvato a maggioranza il bilancio consuntivo della Provincia: hanno votato a favore i gruppi Fds, Pd e Sel; contrari Forza Italia, Lega Nord, Ncd e Udc. Complessivamente il conto del bilancio si chiude per il 2013, come per gli anni precedenti con un avanzo di amministrazione, ammonta a 1.372.247 euro ed è pari al 2,6 % delle spese di parte corrente (titolo I). L'avanzo di amministrazione è sostanzialmente in linea con quello dell'esercizio precedente sia in valore assoluto (1.372.247 euro contro 1.440.500 del 2012) che in termini percentuali (2,6 % rispetto a 2,8 %). Bisogna precisare che il risultato della gestione è stato determinato da un disavanzo della gestione di competenza pari a -1.229.549 euro compensato da un avanzo della gestione residui pari a 2.601.796 euro. Per quanto riguarda la sua destinazione l'avanzo si compone di una parte vincolata agli investimenti di 425.920 euro, una parte vincolata alle spese correnti di 42.915 euro e, infine, una quota non vincolata di 903.411 euro. Le entrate tributarie hanno registrato una diminuzione rispetto all'esercizio precedente così come le spese correnti (personale, consumi, gestionali, contributi). Gli investimenti ammontano a 4,4 milioni di euro. È proseguita la politica di riduzione del debito che è passato dai 133,8 milioni di euro del 2011, a 122,7 nel 2012, per arrivare a 111,6 milioni a fine 2013. Il patto di stabilità è stato rispettato con una differenza attiva fra saldo effettivo e saldo obiettivo di 319mila euro, Anche per l'annualità 2013 la Provincia ha attuato due piani di razionalizzazione della spesa ottenendo risparmi per: 131.512 euro sulle sedi a uso uffici; e per 91.389 euro sulle spese di funzionamento (postali, Help desk, archivio). Rimane sempre sospesa la gravissima situazione della STEPRA e suo eneorme debito di 30 milioni.

mercoledì 9 aprile 2014

BRIATORE, STANCO DELLA BUROCRAZIA, DICE “IO IN ITALIA NON INVESTO PIU’”


Flavio Briatore, l'imprenditore del "Billionaire" e del talent-scout "The apprentice", spara a zero contro la burocrazia in un'intervista a Reggio Calabria con i direttori di Chi e di Panorama a chiusura della manifestazione "Panorama d'Italia".  "Un imprenditore investe in un Paese dove ci sono le condizioni per farlo", ha spiegato: "Io in Sardegna ho investito per anni e mi sono reso conto, alla fine, che non puoi fare le cose. La burocrazia che c'è qui non esiste in nessun altro Paese". Secondo Briatore "in America come in Kenya abbiamo fatto cose in due anni che in Italia ce ne volevano otto. La gente qui non investe più perchè ha paura, in questo Paese le leggi vengono sempre interpretate in vario modo, non danno sicurezze. La burocrazia è quel che ha danneggiato di più l'Italia, quelli che per colpa dei burocrati non investono più, come me, sono tanti. Ci vorrebbe una rivoluzione". "In un Paese normale ci dev'essere mobilità lavorativa", ha proseguito Briatore, "qui in Italia le start-up fanno fatica a decollare. Qui in Italia facciamo riforme sui giornali, ma non in concreto. In Spagna hanno introdotto la mobilità sul lavoro e ci sono state proteste infuocate, poi tutto è rientrato e la riforma è passata. Ci vuole flessibilità. E chi lavora bene perchè deve guadagnare quanto chi è assenteista?".

GLI SPRECHI DELLE ISTITUZIONI


Abbiamo accennato ad alcuni degli sprechi che caratterizzano le Istituzioni europee: il libro di Mario Giordano, purtroppo ne è zeppo e certamente non li ha elencati tutti: così, in questa carrellata cercheremo di darne contezza ai nostri lettori perché siano consapevoli di quali prodigi siano capaci i nostro burocrati (con l’acquiescenza dei nostri politici). Cominciamo dal gettone di presenza, 304 € al giorno: un deputato italiano entra in aula alle 18.30, mentre la sessione sta chiudendo: un altro, ceco, entra alle ore 18.00 e ne esce alle 18.05. Altro caso, stavolta di massa: una sessantina di deputati di varia estrazione pretendeva la diaria per le riunioni del venerdì, giorno in cui il parlamento era chiuso! Senza contare che buone percentuali di riunioni delle commissioni, dei gruppi  e delle delegazioni non sono state MAI effettuate per un costo, nel triennio 2010 – 2013, di € 16 milioni! Stendo un velo pietoso sulle interpellanze, interrogazioni e proposte di legge che alcuni parlamentari europei hanno presentato distinguendosi per l’originalità e l’assurdità dei loro interventi. E ci chiedono di limitare gli sprechi! Ma dopo cotante fatiche un po’ di relax è necessario: per ovviare alla suddetta necessità l’U.E. ha comperato uno sfarzoso edificio, 5 milioni, in cui si passa dalla semplice cena a momenti ricreativi diversi tipo corsi per sommelier o spettacoli vari. E non possiamo non tener conto della necessità che il personale “socializzi” per qqueston305.000 e per finanziamenti a circoli e club vari. E le spese di rappresentanza? 1.361.000 € per medaglie e diplomi ai funzionari con più anni di servizio. Non dimentichiamo i “comitati”: due in particolare hanno attirato l’attenzione di Mario Giordano: il Comitato economico e sociale europeo, esclusivamente consultivo, costituito da 727 dipendenti più 353 membri nominati dagli Stati, si riunisce 9 volte l’anno e costa 130 milioni di euro; l’altro, il Comitato delle regioni, sempre i 353 membri nominati dagli Stati è costituito da soli 537 dipendenti, si riunisce 5 volte l’anno e costa solo 87 milioni. E ci chiedono di limitare gli sprechi! E le Agenzia? Ce ne sono 52 e si occupano di tutto! Ma allora di cosa si occupa l’euro parlamento? In un caso avrei fatto volentieri parte anche io di una di queste: infatti l’Agenzia per l’Ambiente al gran completo si è recata nei Caraibi a studiarne la “biodiversità”; in un’altra occasione ha speso 300.000 € per appiccicare 5.000 piante sul muro della sua sede per una durata di 5 mesi. Altra Agenzia “osservata” da Giordano è la nostrana EFSA (per la sicurezza alimentare) residente a Parma: per una sola riunione, ripeto una sola riunione, è costata 6.157 € per ciascuno dei 15, e anche qui ripeto il numero, 15). Cosa avranno mai mangiato o bevuto e quanto? E ci chiedono di limitare gli sprechi! La prossima puntata sarà dedicata agli stipendi dei dipendenti che son 44.000: stipendi che gareggiano con quelli dei dipendenti dei nostri due rami del parlamento che, sempre in nome della austerità (degli altri), è particolarmente generosa,
Elio Bitritto

BRISIGHELLA: LA PAROLA A VINCENZO GALASSINI, FRA I DUE LITIGANTI IL TERZO GODE


Ma la sua proposta di una lista alternativa a Missiroli e Laghi non è ancora decollata

Vincenzo Galassini è già stato Sindaco di Brisighella negli anni '80 alla guida del pentapartito. Era la Prima Repubblica, un'era politica fa. Poi è passato a Forza Italia ed oggi è consigliere provinciale (eletto con il PDL, ora nel Gruppo Misto). Galassini è attivo da anni anche nella vita politica di Brisighella, fiero oppositore di tutte le amministrazioni di centrosinistra. Nelle settimane scorse ha detto di volere dare vita a una Lista moderata alternativa alla sinistra di Missiroli e alla sinistra di Laghi, il progetto non è tramontato ma neppure decollato. Vincenzo Galassini ha risposto alle nostre domande sul futuro del suo Comune e ha spiegato prima di tutto i punti di rottura con l'amministrazione  Missiroli. Dalle irregolarità urbanistiche ai buchi nel bilancio, Galassini denuncia una politica che, a suo dire, ha distrutto Brisighella.
Ci descrive i suoi progetti per il futuro di Brisighella? Quali sono le problematiche più urgenti da affrontare? "I nostri obiettivi generali coincidono con l'interesse di Brisighella. La sinistra che governa Brisighella da vent'anni lascia un buco finanziario a carico dei cittadini che forse supera i 2 milioni di euro. Inoltre, il Comune di Brisighella da oltre vent'anni ha in corso la vertenza della lottizzazione Ghiarona, realizzata dai fratelli Ragazzini, in contrasto con le norme di legge per il vincolo dai fiumi (Legge Galasso n. 491/85) e irregolarità urbanistiche causate dal Comune stesso. Uno scandalo che danneggia oltre quarantasette famiglie, coinvolte con la notifica ai proprietari cooptati nelle responsabilità, con la lettera del Sindaco Sangiorgi del 9 agosto 2004 Prot. 7214. Non entro nel merito di tutti gli avvenimenti accaduti, ma ricordo solo gli ultimi. Il Comune di Brisighella, dal tribunale di Ravenna con una sentenza (2010), che aveva condannato i Ragazzini su denuncia di diversi privati, ad oggi non ha ancora iniziato o riscosso la somma per un rimborso di 50.000 euro. Il

martedì 8 aprile 2014

RENZI SALVA SORGENIA DEL SUO “ZIO” DE BENEDETTI CON 600 MILIONI….NOSTRI


Le banche lanciano un salvagente da seicento milioni per salvare Sorgenia, la società elettrica che, attraverso Cir fa capo alla famiglia De Benedetti: quattrocento milioni sotto forma di aumento di capitale e altri duecento come obbligazioni convertibili. È questo il costo che i ventidue creditori dovranno accollarsi per tirare fuori dai guai la società elettrica e, di riflesso, l’intero gruppo guidato da Rodolfo, il figlio dell’Ingegnere, e da Monica Mondardini. Non è nemmeno da escludere che la fatica della trattativa abbia incrinato i rapporti interni visto che, secondo le indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera, la Mondardini sarebbe entrata nel vortice delle nomine pubbliche. Viene indicata per il vertice di Poste Italiane. Concorre con Francesco Caio, anch’egli con un passato nel gruppo dell’Ingegnere: è stato sostanzialmente l’ultimo amministratore delegato di Olivetti e poi ha guidato Omnitel.
Il piano delle banche per Sorgenia è stato sintetizzato in una lettera che partirà nelle prossime ore. Manca solo la firma di Banca Marche. Un ritardo dovuto forse al fatto che, date le condizioni di sostanziale insolvenza dell’istituto, non c’è nessuno che voglia assumersi la responsabilità di una firma tanto impegnativa.  Tanto più che per le banche non è proprio un’operazione semplicissima da digerire. Non a caso il dossier è finito sui tavoli più alti: Fabrizio Viola (Mps), Gaetano Miccichè (Intesa Sanpaolo), Federico Ghizzoni e Alessandro Decio (Unicredit), Victor Massiah (Ubi), Giuseppe Castagna (Bpm), Pierfrancesco Saviotti (Banco Popolare). L’ultimo vertice si è svolto due giorni fa senza risultati. Le banche hanno deciso di andare avanti da sole. Secondo il piano l’azionariato di Sorgenia avrà questa composizione: Mps al 22%, Ubi 18%, Banco Popolare l’11,5%, Intesa il 9,8%, Unicredit il 9,7% e Bpm il 9 per cento. Complessivamente l’80% del capitale che metterà la Cir ai margini della governance. La perdita del controllo è compensata dal fatto che, in questa maniera la dinastia si toglie dai