sabato 28 giugno 2014


PUTIN: SIGLATO COL GIAPPONE CONTRATTO DI FORNITURA DI 20 MILIARDI DI METRI CUBI DI GAS! (ERA EUROPEO)


I parassiti di Bruxelles oltre ad essere arrogati e spietati sono anche dei perfetti idioti visto che la loro politica antirussa si sta rivelando come una delle piu’ grosse idiozie degli ultimi anni.
Da tempo non si fa che parlare di sanzioni da imporre alla Russia per danneggiarla economicamente ma fino ad ora gli unici che stanno rischiando grosso sono i cittadini europei visto che il governo russo ha gia’ trovato nuovi mercati lucrativi per il suo gas. A tale proposito proprio in questi giorni la Russia ha firmato un nuovo accordo commerciale col Giappone per la fornitura annuale di 20 miliardi di metri cubi di gas tratti dalla quota precedentemente destinata all’Europa. Dopo la chiusura degli impianti nucleari causata da disastro di Fukushima il governo giapponese era alla disperata ricerca di fonti alternative di energia e, sebbene il governo americano abbia cercato di impedire questo accordo, molti parlamentari giapponesi si sono dimostrati a favore visto che questa era la soluzione migliore.
Ecco spiegato il motivo per il quale il governo giapponese ha approvato un fiananziamento da 6 miliardi di dollari per la costruzione un gasdotto sottomarino di 1350 km che colleghera’ l’isola giapponese di Hokkaido all’isola di Sakhalin. Però, fino a quando l’oleodotto non sarà pronto, Gazprom s’impegnerà a rifornire il Giappone di gas liquefatto via mare.
Tale accordo segue quello firmato poche settimane fa con la Cina per 400 miliardi di dollari e dimostra l’abilita’ del governo russo di trovare nuovi mercati per il suo gas con buona pace di coloro che sperano di danneggiare la Russia economicamente imponendo nuove sanzioni. Inoltre, non e’ da escudere che altri paesi possano seguire l’esempio della Cina e del Giappone.
D’altra parte chiunque abbia un po’ di buon senso avrebbe capito che l’atteggiamento della UE verso la Russia e’ un vero suicidio politico, ma si sa che i burocrati comunitari di buon senso non ne hanno mai avuto e per questo motivo e’ ora che usciamo da questa istituzione malefica. Ma Renzi ha annunciato d’essere d’accordo con Obama per le sanzioni alla Russia… Come dire: insistere con le idiozie.

mercoledì 25 giugno 2014

BERLUSCONI A TUTTO CAMPO


Questo sì che è un leader. “Torniamo uniti. Io non mollo”. Altro che svendita al renzismo. “Le elezioni forse non sono lontane”. E il centrodestra dovrà essere pronto a candidarsi a guidare l’Italia contro una sinistra che dietro la figurina già sbiadita di Renzi nasconde il nulla. Collaborare solo a vere riforme che rendano il Paese governabile e battersi per l’elezione del Presidente della Repubblica da parte dei cittadini.

LA PROVINCIA RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI FORZA ITALIA SU: MARE NOSTRUM QUANTI PROFUGHI NEL RAVENNATE.

 

Il consigliere di Forza Italia Galassini, il 13 maggio, aveva chiesto alla Provincia con un’interrogazione, l’esatta situazione dei profughi in Provincia di Ravenna in base ai continui flussi conseguenti agli sbarchi nelle coste italiane dei naufraghi raccolti in mare dalla missione «Mare Nostrum», per conoscere; ”se con la convenzione MARE NOSTRUM fra la Prefettura di Ravenna, la Provincia di Ravenna e i diciotto comuni, quanti sono i profughi previsti per i prossimi mesi e in quali Comuni, della Provincia saranno distribuiti; se esistono già altri profughi nei vari comuni della Provincia; La spesa prevista nei bilanci pubblici, per l’assistenza dei profughi e il costo giornaliero, a carico dei ravennate”.  Ieri in consiglio provinciale Francesco Rivola assessore alla Formazione Professionale, Mercato del Lavoro, Servizi per l’Impiego, Politiche Abitative, Immigrazione, Protezione
Civile, Parchi a così risposto:
1) Per quanto concerne l'operazione Mare Nostrum non ci sono convenzioni in essere fra la Prefettura di Ravenna la Provincia di Ravenna e i Comuni della nostra provincia ma tutta l'operazione è stata passata dal Governo direttamente alle prefetture, dove il tavolo di regia regionale è gestito dal Prefetto di Bologna.
2) Nella ripartizione regionale sulle province alla Provincia di Ravenna sono destinati al momento come quota massima 115 persone, la ripartizione regionale è fatta sulla percentuale degli abitanti lasciando fuori i comuni coinvolti nel terremoto. Saranno distribuiti sul territorio provinciale dove ci sono strutture in grado di effettuare attività di accoglienza.
3) Sui profughi e la loro presenza c'è una evoluzione continua sia per quello che riguarda i numeri che per quello che riguarda i luoghi in quanto molti di loro, come il consigliere ricordava nella premessa, arrivano e partono in tempi brevi. Al momento ne sono presenti 82.
4) Per quanto riguarda i costi sono a carico del governo e il tutto passa attraverso la Prefettura.
5) Per quanto riguarda il Nostro ruolo di Ente, è quello di fare attività di coordinamento con i nostri
comuni per trovare le strutture necessarie all'accoglienza sui vari territori, ma sempre di supporto e di collaborazione con la Prefettura.
Ne prendo atto, anche se non è possibile conoscere i costi perché tutto è passato alla Prefettura, come la decisione della sistemazione nei vari Comuni.
Una riflessione “Renzi il nuovo”, che ha il 41%, aveva detto che le Prefetture andavano eliminate, in pratica hanno ricevuto nuovi compiti, ugualmente come le Province che sono rimaste come prima esclusa l’elezione dei rappresentanti.
Non ero convinto dell’operazione Mare nostrum voluta dal ministro Alfano e Renzi rimango della stessa idea.

martedì 24 giugno 2014

MERKEL RICONOSCE LA VISIONE DI FORZA ITALIA


“Il Presidente Berlusconi fu il primo a contrastare in Europa la politica del rigore e dell’austerità. Adesso la Cancelliera Merkel apre, seppure con molta cautela, a una maggiore flessibilità nell’interpretazione del Patto di Stabilità. Cominciamo a raccogliere i frutti della battaglia pro-crescita che costò al Governo Berlusconi la scomunica della Ue e dei poteri forti.  È gioco facile ora dire che il merito é di Renzi e del suo appeal in Europa. La realtà é che una maggiore flessibilità in questo momento conviene anche alla Germania visto che la crisi fa traballare persino la sua economia. Ecco quindi che Merkel cambia strategia. Forza Italia aveva visto lontano e adesso speriamo che si continui nella direzione intrapresa anche dalla Germania. Ma sia chiaro: dovrà essere una virata decisa, senza timidezze. Privilegiare politiche di sviluppo é l’unico modo per superare la crisi, creare occupazione, preparare per le prossime generazioni un futuro di benessere”.

IMMUNO DEFICENZA


L’immunità parlamentare è cosa buona e giusta. Il Parlamento che vi rinunciò lo fece per salvare alcuni mandano al macello molti, ma ottenne il solo risultato di suicidarsi. Non c’è sistema democratico in cui tale istituto non esista, perché non è un privilegio dei parlamentari, ma una tutela avverso la sopraffazione della rappresentanza. L’immunità parlamentare, però, non può che riguardare gli eletti, mentre nel nuovo Senato, così come emendato da un presunto accordo fra Partito democratico, Forza Italia, Nuovo centro destra e Lega, coprirebbe anche i delegati delle regioni. Non ha senso. E’ bislacco e fuorviante. Un fritto misto di paranza condito con crema cacio e pepe, guarnito con panna montata e grattatina di rabarbaro. Un torcibudella. Una giusta guarentigia consiste nel fatto che nessuno deve essere perseguito per quel che dice o vota in un’Aula parlamentare. In generale in un’assemblea elettiva. Se offende o calunnia devono provvedere le norme regolamentari (interna corporis). Ma vi pare accettabile che un consigliere regionale, per il solo fatto d’essere stato delegato a rappresentare l’autonomia locale nell’ircocervico Senato del futuro, non può essere arrestato, intercettato, perquisito? Gli altri come lui sì, gli altri eletti sindaci o consiglieri regionali sì, ma lui (o lei) no, perché lo hanno mandato al Senato. E non voglio neanche immaginare quale tipo di selezione s’innescherà, se dovesse passare una simile corbelleria. Posto che nessuna regione potrà avere meno di tre senatori, c’è spazio perché ciascuno ci metta il proprio miglior delinquente, il proprio campione nell’esporsi al pericolo d’indagini. Se c’era un modo per umiliare e ridicolizzare il sano, giusto e necessario istituto dell’immunità, lo hanno trovato.

lunedì 23 giugno 2014

LA FURBATA DI DARIO FRANCRESCHINI: TUTTA ITALIA STA GUARDANDO LA PARTITA E LUI AUMENTA LA TASSA SUGLI SMARTPHONE


Il sito di Franceschini recita che gli aumenti (4 euro e del 500% su smartphone di 16GB) sono assolutamente in linea con l’Europa e che in nessun modo danneggeranno i consumatori, ma solo i produttori di devices di elettronica. Un coro di soddisfazione si leva da parte degli artisti. La Siae batte cassa: 200 milioni di euro di tasse a danno degli italiani. L’elettronica di consumo è un settore in profonda crisi. Pochi gruppi internazionali di distribuzione di prodotti d’elettronica (GDO e GDS) stanno annientando decine di migliaia di piccoli negozi rimasti con poco margine e prezzi poco competitivi. I pc sono in profonda crisi, gli unici prodotti che al momento ruotano sono gli smartphone (in aumento rispetto al 2013) e i tablet. Se qualcosa dell’economia funziona, perché cercare subito di intaccarlo? Internet, digitalizzazione, fruizione dei contenuti sono temi da incentivare o da frenare? Penso che ogni commento sia superfluo soprattutto se a promuovere questa “tassa scellerata” è proprio il Ministro della Cultura. Come giustifica Franceschini gli aumenti su pc, smartphone, tablet etc? Equo compenso sulla copia privata che teoricamente un consumatore fa. Peccato che solo una piccola percentuale degli utenti usa questi dispositivi per questo scopo. Ma non fa niente, ogni scusa è buona per aumentare le tasse e leccare i piedi ad artisti già pluri-milionari.  Nella prossima campagna elettorale saranno senz’altro di aiuto, eccome se lo saranno.

SILVIO BERLUSCONI, LA SUA COLPA E’ DIRE TROPPE VERITA’ SUGLI ERRORI DEI PM.

http://www.liberoquotidiano.it/news/libero-pensiero/11642132/Silvio-Berlusconi--la-sua-colpa.html


sabato 21 giugno 2014

NAPOLI, SILVIO BERLUSCONI DOPO L’ATTACCO ALLE TOGHE RISCHIA LA REVOCA DEI SERVIZI SOCIALI

"Magistratura incontrollabile. E impunita". Un duro sfogo, quello di Silvio Berlusconi, ascoltato come testimone a Napoli sulla tentata estorsione dell'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola ai danni di Impregilo. Uno sfogo che, stando alle indiscrezioni, è stato "stuzzicato" dalla presidente di corte, Giovanna Ceppaluni. In partiicolare da una domanda, quella in cui ha insistito chiedendo al Cavaliere perché lui, all'epoca capo del governo italiano, accettasse di offrire a Massimo Ponzellini, ex amministratore di Impregilo, informazioni importanti solo sulla base di una richiesta piovuta da Lavitola. Su questa insistenza Berlusconi ha sbottato. E ora, lo sfogo, gli può costare caro. Dopo il diverbio in Aula, le toghe sfruttano l'occasione per riportare Silvio Berlusconi alla sbarra. La procura di Napoli infatti valuterà lunedì, avendo ricevuto per quel giorno la trascrizione completa dei verbali di udienza del processo a carico di Valter Lavitola in cui ieri l’ex premier ha testimoniato, se aprire un procedimento a carico di Silvio Berlusconi su un’ipotesi di reato di oltraggio a magistrato, dopo lo scambio di battute con il presidente della sesta corte penale Giovanna Ceppaluni. 
Cosa rischia - A valutare l'episodio sarà pure la procura di Mpresidente della sesta corte penale Giovanna Ceppaluni.  Cosa rischia - A valutare l'episodio sarà pure la procura di Milano, e non quella di Napoli che potrà invece valutare autonomamente se con quella frase l'ex premier abbia commesso il reato di oltraggio alla corte (ipotesi piuttosto improbabile, ma che se fosse riscontrata si tradurrebbe in un nuovo fascicolo e in un nuovo possibile processo nei suoi confronti). A Milano, invece, si valuterà la "condotta" del leader di Forza Italia, attualmente in affidamento ai servizi sociali per la condanna Mediaset. Il pool meneghino era stato chiaro: basta attacchi alle toghe. Ma Silvio si è ribellato. E ha picchiato giù duro. Così i giudici di milano hanno già fatto sapere che i servizi sociali "sono a rischio". Se venissero revocati, per il Cavaliere si spalancherebbero le porte degli arresti domiciliari, e il conteggio della pena da scontare riprenderebbe dall'inizio".

BAZZONI: MASSA DI SANZIONI AI PROPRIETARI DI FONDI AGRICOLI, INTERPELLANZA IN REGIONE


venerdì 20 giugno 2014

IMMIGRATI ACCOLTI NELLE CHIESE, ACQUASANTIERE USATE PER LAVARE I CALZINI. PERCHE’ NON LI METTIAMO NELLE MOSCHEE?



Queste sono recenti alcune foto diffuse da Repubblica dove si vede che fine stanno facendo le nostre chiese, costruite col sangue dei martiri, in centinaia di anni, edificate con tanta fede e con i risparmi delle vedove, con le donazioni dei poveri e dei ricchi, difese dagli invasori nelle guerre fino alla morte.
Queste sono recenti alcune foto diffuse da Repubblica dove si vede che fine stanno facendo le nostre chiese, costruite col sangue dei martiri, in centinaia di anni, edificate con tanta fede e con i risparmi delle vedove, con le donazioni dei poveri e dei ricchi, difese dagli invasori nelle guerre fino alla morte. Ma perchè non proviamo a metterli nelle moschee, … così solo per farli sentire più a proprio agio.

“SCIOGLIAMO LE ALI ALLA LIBERTA’”


Cervia –Milano Marittima (Ravenna)- Rimini-Gabicce (Pesaro-Urbino) Domenica 29 giugno
L’iniziativa della Nave azzurra è alla seconda edizione la prima quella indimenticabile del 2013 aveva il titoto “Salpiamo alla volta di Forza Italia” e così è stato. L’evento politico di Azzurri ’94, Free Foundation, Clubs Forza Silvio, Giovani e Seniores di Forza Italia porta il titolo “Sciogliamo le ali alla libertà”. Una iniziativa lontana dalle polemiche interne su primarie, assetti interni, conflitti fra movimentisti, rottamatori, formattatori, club Forza Silvio. Il movimento Azzurri ’94 nato nel 2012 che ad agosto terrà la sua VIII Convention, vive i malesseri di queste settimane come una riproposizione del clima dell’autunno 2012 e come allora accetta la sfida: scegliere i valori, i programmi, il confronto sulle idee con un'unica stella polare la leadership del Presidente Silvio Berlusconi. “Siamo abituati alle sfide. Non ci spaventano. Perché i militanti di Forza Italia in Emilia-Romagna, come in tutte le Regioni Rosse sono animati da una forte passione civile e da un preciso impegno morale: rendere effettiva e compiuta la democrazia dell’alternanza e superare il monopolio politico-istituzionale del centro-sinistra.- Afferma Rodolfo Ridolfi il fondatore e coordinatore di Azzurri’94- e continua “Sappiamo di dover sacrificare molto, nel lavoro e negli affetti, perché la speranza di rinnovamento delle istituzioni e della politica non vada delusa. Per vincere questa sfida dovremo avere testa ed essere capaci di parlare

giovedì 19 giugno 2014

PRESIDENZIALISMO ADESSO. BERLUSCONI INDICA LA DIREZIONE FUTURA DEL PATTO DEL NAZARENO


Il Cav.: "Forza Italia resta all'opposizione ma dialoghiamo". E su Napolitano dice: "E' andato al di là della funzione prevista dalla Costituzione".
Questa mattina, Silvio Berlusconi ha presentato alla Camera la nostra proposta per l'elezione diretta del Presidente della Repubblica e la connessa campagna, che si fonda su tre azioni parallele:
A) Abbiamo presentato al Senato emendamenti al progetto di riforma ora in esame.
B) Da settembre raccoglieremo le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare.
C) Proponiamo un referendum propositivo, per il quale presenteremo una proposta di legge di riforma costituzionale.
Come ha ribadito stamattina Berlusconi, noi vogliamo la governabilità e le riforme che la rendono possibile. Per questo rilanciamo questo nostro antico cavallo di battaglia.
Puoi dire cosa pensi della proposta lasciando il tuo commento qui: https://forzasilvio.it/comunita/approfondimento
Sarà per noi utile avere il tuo feedback su questa prima iniziativa politica dopo le elezioni.
Ti ringrazio per l'attenzione. Buon pomeriggio, on. Antonio Palmieri responsabile internet Forza Italia
Sostieni Forza Italia, dona adesso! Grazie per il tuo aiuto.

martedì 17 giugno 2014

BILDERBERG 2014: LE IMMAGINI MAI VISTE E LE PROVE DEL GOLPE DEI BANCHIERI



 Un reportage esclusivo che ho realizzato in diretta da Copenaghen dove si è svolta la riunione del Bilderberg 2014.
120 potenti chiusi in un hotel di lusso per 3 giorni a decidere le sorti dei nostri governi e quindi delle nostre vite. Cecchini sui tetti, no fly zone, hotel blindato, poliziotti e militari ad ogni angolo eppure sui giornali nessuna notizia, in Tv nessuna immagine. La storia si ripete ogni anno dal 1954 ma di questo Gruppo non si deve parlare. Nessun programma Tv ha accettato di mandare in onda queste immagini con i 6 minuti che rompono il silenzio e svelano con prove incontrovertibili gli obiettivi di una delle organizzazioni più censurate del mondo.
Per approfondimenti: http://www.francescoamodeo.net

lunedì 16 giugno 2014

CARO DELL’UTRI, GRAZIE DI TUTTO

EDITORIALE DALLA “LA VOCE” DI DAVIDE BRULLO”. FA RIFLETTERE

Dico solo grazie . Amo i perdenti e i perduti, mi piace quella frase di Brecht secondo cui “poiché dalla parte della ragione tutti i posti erano occupati, ci siamo seduti dalla part edel torto” Ho conosciuto Marcello Dell’Utri nel 2002. Fui assunto come redattore del “Il Domenicale” . Ricordo che aveva gli occhi sfuggenti. Prima di allora, sapevo tutto di Rilke o di Conrad e ignoravo chi fosse dell’ Utri, si dileguarono come foglie al vento, imparai  a conoscere Dell’Utri. Non mi pareva particolarmente intelligente. Eppure, sponsorizzava la Mostra del libro antico di Milano, aveva creato la mirabile Biblioteca di via Senato, il cuore di una  rivista di pregio, “l’Erasmus”, diretta dal luminare Carlo Carena (uno che ha sempre lavorato per Einaudi), su cui scrivevano penne emerite. Foraggiava 7na collana editoriale che ha pubblicato Karl Marx e  Thomas S. Eliot, Giordano Bruno e Giovanni Papini.
L’Italia è il Paese che appende a testa in giù chi era adorato l’attimo prima, che lapida con granate di monetine Bettino Craxi, fino ad allora un divo. Ostinatamente, allora, dico  grazie a Marcello Dell’Utri, perché è facile, oggi rinnegare  tre volte come fatto Pietro. Dell’Utri va in carcere per “concorso esterno in associazione mafiosa”. Cesare Battisti, che quest’anno compie sessant’anni, è stato condannato all’ergastolo per aver concorso all’opera di quattro omicidi. Ma in carcere non va. E’ stato pubblicato da Einaudi, e ha goduto della solidarietà di moltissimi intellettuali nostrani, anche di Robeto Saviano. Adesso è in Brasile, libero. Forse si guarda i Mondiali. Davide Brullo La Voce

domenica 15 giugno 2014

ALTRO CHE BONUS DI 80 EURO, LA TASI NE COSTA IN MEDIA 231


Lunedì scadono i termini per pagare la Tasi. Per un italiano su due il conto sarà più salato: con l'aliquota al 2,5 per mille la media nazionale a 231 euro. L'imposta estesa a 5 milioni di famiglie in più. Le associazioni di consumatori: "Rischia effetto devastante"
Un coccolone per chi, incassato il bonus di 80 euro in busta paga, adesso deve far fronte a una serie di rincari e nuovi balzelli che non lasciano fiato. Secondo uno scrupoloso studio del servizio politiche territoriali della Uil, che ha incrociato oltre 75mila combinazioni diverse, per il 52,8% delle famiglie italiane la Tasi sarà più pesante dell'Imu.
Una famiglia su due pagherà di più. Ma quanto salata? Per Adusbef e Federconsumatori si tratterà addirittura di una vera e propria stangata generalizzata. "Le detrazioni, laddove applicate, sono inferiori a quelle che si pagavano precedentemente con l’Imu", fanno notare le associazioni di consumatori sottolineando che la nuova imposta sugli immobili "si attesterà nella media nazionale a 231 euro qualora sia fissata al 2,5 per mille". Ma quel che è peggio è che la Tasi dovrà essere pagata anche da 5 milioni di famiglie che prima, grazie alle detrazioni sulla prima casa e alle basse rendite catastali, non pagavano affatto l'Imu. Di queste, infatti, la metà che beneficerà di una minima detrazione passerà dal non pagare affatto a una media di 118 euro. L'altra metà senza detrazione arriverà addirittura a sborsare 183 euro. "Una condotta scandalosa e inaccettabile quella delle amministrazioni comunali, che non sono state in grado di tutelare le fasce più deboli della popolazione definendo detrazioni adeguate", affermano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. Secondo i dati pubblicati dalle associazioni dei consumatori, l'impatto della nuova imposta voluta dall'ex premier Enrico Letta rischia di essere devastante. Soprattutto per i nuclei famigliari più in difficoltà.
Da qui l'appello al governo Renzi a intervenire per rimettere mano alle detrazioni. Mentre Renzi va in giro per l'Italia a vantarsi di aver dato un bonus di 80 euro alle famiglie in difficoltà, quelle stesse famiglie lunedì dovranno sborsare in media 231 euro per far fronte alla nuova imposta. Una stangata fiscale che va a sommarsi alla pioggia di tasse, balzelli e bollette che, come un imbuto soffocante, vanno in scadenza tra giugno e luglio.

venerdì 13 giugno 2014

FAENZA: TASSE LE PIU’ CARE DELLA ROMAGNA


Entro lunedì prossimo si deve pagare la TASI, una patrimoniale tutta a carico delle famiglie che a Faenza sarà particolarmente salata.
L’Amministrazione Comunale manfreda ha infatti stabilito di portare l’aliquota al massimo possibile immaginabile, ossia alla quota del 3,3 per mille.
Nell’immagine qui sotto abbiamo riportato il confronto con i principali comuni delle province di Ravenna e Forlì/Cesena: a Ravenna e Cesena non si paga per il momento nulla, a Forlì e Lugo ci si è fermati al 2,5 per mille, a Cervia siamo al 2,2, mentre Faenza svetta incontrastata....
 Non solo.
 A Faenza i cittadini sono chiamati nello stesso giorno anche a versare la “mini-imu 2013” legata al fatto che anche l’anno scorso il Sindaco fissò un livello di tassazione abnorme per l’imposta sulla casa.
 Ed ancora: per i proprietari vale la pena ricordare che c’è anche da pagare, sempre entro il 16 di giugno, l’imposta sui rifiuti.
 Insomma un ingorgo di tasse locali che spreme i faentini in maniera assolutamente maggiore dei loro colleghi romagnoli.

PIACCIA O NO, SULLA LIBIA AVEVA RAGIONE BERLUSCONI


E se qualcuno s’azzarda a dire che Berlusconi, almeno in certe occasioni, vedeva più lontano dei suoi successori e degli stessi colleghi del suo partito, che succede? Dipende. Non accade alcunché qualora l’opinione venga comunicata privatamente agli amici. Se invece si ha la pretesa di scriverlo e di pubblicare un pezzo al riguardo su qualche blog, apriti cielo. Nel migliore dei casi l’articolo viene ignorato o accolto con sorrisi di commiserazione. Più probabile, tuttavia, essere coperti da reazioni sdegnate o veri e propri insulti.
Comunque io ci provo, e il tema prescelto è quello della politica estera. L’ineffabile Hillary Clinton, ex Segretario di Stato USA, ci racconta ora che, prima della nefasta e non dichiarata guerra occidentale contro la Libia, l’uomo di Arcore si oppose con tutte le forze all’idea di Sarkozy il quale, in un summit a Parigi, aveva manifestato l’intenzione di bombardare unilateralmente il Paese nordafricano, con il proposito manifesto di abbattere Gheddafi e il suo regime.
Come tutti sanno Cameron e gli inglesi si accodarono subito con entusiasmo facendo seguire i loro caccia (e le loro bombe) a quelli francesi. Gli americani abbozzarono senza bloccare l’iniziativa anglo-francese, e limitandosi a fornire droni in quantità e supporto logistico.

DUE PER MILLE A FORZA ITALIA DELLE TASSE PERSONALI: IO L’HO FATTO! FALLO ANCHE TU.


Caro Vincenzo,
quest'anno, per la prima volta, è possibile destinare il due per mille delle tasse personali al sostegno di una forza politica Destina il tuo due per mille a Forza Italia!
Anche questo è un modo per diventare "azionista della libertà" e sostenere l'impegno del presidente Berlusconi per ricostruire un centrodestra competitivo con la sinistra e con Grillo e per continuare il rinnovamento di Forza Italia. Qui puoi trovare le indicazioni e la modulistica necessaria per compiere questo gesto "piccolo" ma che produce un grande sostegno per Forza Italia:
http://sostieni.forzaitalia.it/notizie/due-per-mille.php
Usalo tu e fallo conoscere ai tuoi amici. E' davvero importante.  Grazie per quello che farai.
Cordialmente, on. Antonio Palmieri responsabile internet Forza Italia

giovedì 12 giugno 2014

RAPINA GIGANTE DELLA TROIKA IN GRECIA: TASSA PER “ABITARE CASA PROPRIA“ (PROVA GENERALE PER L’AUTUNNO IN ITALIA?)

ATENE – La nuova legislazione fiscale della Grecia è chiara ed è entrata in vigore dal primo gennaio 2014: nel reddito dalle proprietà viene considerato anche “il reddito imputabile” dall’uso della propria proprietà, che magari i genitori hanno donato ai figli per vivere senza affitto. Secondo il quotidiano greco “Eleftheros Typos”, come riporta KTG, la tassa su redditi “fittizi” sarà calcolata in base al valore della proprietà con un moltiplicatore del 3%. I contribuenti che vivono nelle loro proprietà avranno un carico fiscale addizionale dell’11-13%, solamente per utilizzare le proprie case.  In altre parole, nella Grecia sotto commissariamento della Troika i proprietari immobiliari che vivono nelle loro case saranno chiamati a pagare una tassa “per vivere nella loro abitazione“, con l’eccezione dei redditi fittizi di case superiori ai 200 metri quadrati, concessi a figli o genitori per viverci. La tassa sarà del 10% del reddito fittizio di proprietà superiore ai 12 mila euro e il 33% per ogni valore superiore. Ad esempio per una propietà di 200,000 euro, il reddito fittizio è di 6 mila euro ed il proprietario deve pagare 600 euro per viverci. Questa nuova tassa si aggiunge a quelle già esistenti, regolari e di emergenza, imposte sulle abitazioni e saranno unificate in una unica. E quindi vivere in una propria abitazione viene considerato come una “presunzione di reddito“. E l’ufficio delle imposte calcolerà 40 euro a metro quadro come cifra di riferimento per mantenere la proprietà. E così se un contribuente è disoccupato ma proprietario di un’abitazione di XY metri quadrati, l’ufficio delle imposte creerà un reddito fittiziosu misura: 3,000 euro l’anno per i bisogni di sopravvivenza e 3000 euro per il mantenimento della casa. A cui pagare le rispettive tasse. La proprietà immobiliare è per la Troika la princiaple fonte di rendia. Anche se non produce alcun reddito, come nel caso in cui a viverci sono i proprietari.

CHIACCHERE E MEDAGLIE


Se si potesse appuntare al petto, come i vecchi ufficiali dell’Armata Rossa, una mostrina per ogni battaglia sostenuta e vinta, a Renzi non basterebbe il davanti della giacca e dovrebbe utilizzare anche la schiena. Proviamo ad elencarne alcune, pur rendendoci conto che la lista è largamente incompleta, chiedendo scusa in anticipo per le mancanti.
Fine dell’immigrazione clandestina. Operazione Mare Nostrum.
Eliminazione della disoccupazione generale e giovanile.
Soluzione del problema della spesa bisettimanale con 80 Euro lordi.
Stop ai suicidi di imprenditori e di disoccupati.
Apertura di migliaia di nuove aziende. Rientro di imprese dall’estero.
Boom di investimenti stranieri.
Finalmente più tasse nazionali, regionali, comunali. Mancano notizie sulle provinciali.
Euforici giudizi di Enti internazionali (Bce, Fmi, Standard & Poors, Commissione Europea) e nazionali (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, ecc.).
Sanzioni alla Russia, in ossequio ai desiderata di Frau Merkel e del Premio Nobel Obama, dopo il trionfo della Primavera Araba. Per risolvere così il problema del gas.
Par condicio nella Televisione di Stato. Con ampio spazio sul TgRenzi (ex Tg1) anche per Bonafè e Serracchiani.
Drastica riforma della giustizia. Spacciatori finalmente in libertà.
Ad onor del vero bisogna assegnare qualcuna delle mostrine anche ai suoi due predecessori  Monti e Letta, anche loro come lui, eletti dal Popolo Sovrano.
Un problema sarà poi se qualcuno gli chiederà spiegazione di ciascuno di questi trofei: ma la sua fantastica abilità nell’intortare di chiacchiere il volgo, tanto da convincerne undici milioni a votare per lui (peraltro in una elezione europea senza riscontri pratici), riuscirà con nuove promesse a far dimenticare quelle elencate qui sopra.

mercoledì 11 giugno 2014

VENERDI 13 GIUGNO A RAVENNA CENA CON SERNAGIOTTO DEPUTATO EUROPEO

VENERDI’ 13 GIUGNO 2014  H. 20.00  CENA CON
ON. REMO SERNAGIOTTO Europarlamentare Forza Italia eletto nella circoscrizione nord-est
GIANGUIDO BAZZONI Capogruppo Forza Italia Regione Emilia Romagna
ALBERTO ANCARANI Capogruppo Forza Italia Comune di Ravenna
RAVENNA – RISTORANTE MARCHESINI
COSTO: € 25,00 Prenotazioni: 346 6829146 oppure pdlfantinelli@gmail.com ; Posti riservati secondo l’ordine di prenotazione.;  Prenotazione entro Mercoledi 11 Giugno

martedì 10 giugno 2014

IL CENTRO DESTRA CHE VINCE CINQUE CAPOLUOGHI ANCHE NEL CUORE DELLE REGIONI ROSSE


Passata la sbornia renziana post europee, il centrodestra riesce in uno scatto di reni a conquistare cinque città capoluogo alle elezioni amministrative. Al primo turno l'unico pallino azzurro era su Ascoli Piceno, dove Guido Castelli non ha faticato troppo per chiudere in prima battuta con quasi il 60% dei voti, 40 punti davanti alla coalizione di centrosinistra. Roccaforti - Nel turno di ballottaggio dove Livorno crolla sotto i colpi dei grillini, dopo 70 anni ininterrotti di sinistra, anche il centrodestra può vantare vittorie epocali. A Perugia Andrea Romizi del centrodestra ha conquistato il capoluogo umbro con il 58%, sconfiggendo Wladimiro Boccali del Pd fermo al 42%. Una rimonta incredibile partita al primo turno dal 26,31%. Altro ribaltone c'è stato a Potenza, dove Forza Italia riconquista la città con Dario De Luca raccogliendo oltre il 62% delle preferenze, quando il 25 maggio la coalizione di centrodestra si era fermata al 16,79%. Si conferma primo cittadino di Teramo Maurizio Brucchi, vincitore alla fine dello spoglio con il 51,54%, dopo aver già sfiorato la vittoria al primo turno con il 49,77%. Anche Spoleto al centro destra.

 

NON VOGLIO ALLONTANARE NESSUNO MA DOBBIAMO RINNOVARCI LE DIVISIONI DISORIENTANO IL NOSTRO ELETTORATO E FAVORISCONO L’ASTENSIONISMO


 “Le ultime elezioni amministrative hanno dimostrato che un italiano su due non ha votato e una diminuzione dei voti all’attuale centrodestra.  Certo l’onda lunga di Renzi alle Europee non dico che si sia arrestata, ma si é arenata. Il Paese, con questa astensione, richiede cambiamento, ma soprattutto trasparenza. Insomma, ci vuole una classe politica nuova. Le risorse ’elettorali’ di Renzi, che ha disposto 80 euro per persone che in realtà non ne hanno bisogno, dovevano andare soprattutto alle imprese. Per quanto riguarda il centrodestra, Forza Italia da sola non ce la può fare e c’é bisogno di nuove alleanze, ma su basi nuove. La figura del politico deve essere una figura di esempio, di trasparenza e di umiltà Il centrodestra propone cinque anni di sviluppo, ma ci vuole una ricetta credibile. Tre grandi opere, Tav, Expo e Mose, invece che essere un volano per l’economia, sono diventate, per colpa della corruzione, tre esempi di malapolitica”.

lunedì 9 giugno 2014

NUOVO CENTRO DESTRA SENZA AMMUCCHIATE

Manuela Repetti invita Forza Italia a concentrsi sui problemi del Paese: "alla gente non importa delle primarie o della nostra organizzazione interna". Frecciate a FdI e Ncd.

Semmai avesse ragione chi descrive Forza Italia come un esercito spaccato in due - da un lato i berlusconiani di ferro, fedeli all’ex Cavaliere, e dall’altro i sostenitori di Raffaele Fitto, che preferirebbero affidare la leadership del partito a colui che ormai si fregia della medaglia di mister preferenze - Manuela Repetti presidierebbe strenuamente un caposaldo dell’armata lealista. La compagna di Sandro Bondi che confessò di aver saputo, a busta spedita, della lettera che l’illustre consorte inviò a Berlusconi criticando la linea politica del Cavaliere   – “l’avessi saputo gli avrei consigliato di non farlo” -  non usa la penna d’oca per mettere nero su bianco che per lei «le primarie non sono affatto una priorità. In un momento così difficile per il nostro Paese un partito come il nostro deve occuparsi di questioni più importanti per la gente che non sono certo le primarie o l’organizzazione interna del partito stesso». Già, perché se pur concede un flebile viatico alle consultazioni aperte cui sta lavorando Laura Ravetto e chieste a gran voce dai fittiani, «non sono contraria, se ci saranno le si userà, ma – dice - non sono un punto cruciale, né risolutivo dei nostri problemi»,  ripete come un mantra che «la leadership di Silvio Berlusconi è fuori discussione. I voti presi sono voti presi grazie a lui». E se ne sono arrivati assai meno del previsto «dobbiamo fare autocritica, capire dove abbiamo sbagliato». Lei qualche idea in proposito ce l’ha: «alleanze, quasi ammucchiate che non hanno funzionato, e che ci hanno impedito di fare quella rivoluzione liberale che gli italiani si aspettavano da noi».
 Non gli scappa, perché lo ripete, un «bravo Renzi perché ha saputo convincere gran parte del Paese che poteva avere fiducia in lui. Noi non ci siamo riusciti, questo è il punto. E cosa c’entrano le primarie e l’organizzazione interna del partito con questo? Niente». Per la Repetti negli italiani è ormai calata la fase della rabbia, «quella che faceva pensare a un grande successo di Grillo e invece poi si è visto com’è andata», lasciando spazio al quella della speranza, della fiducia intercettata dal premier «e che noi dobbiamo riuscire a riconquistare con le idee, le proposte per il Paese non certo con la nostra organizzazione interna che pure è importante, ma non preminente». Quanto alle primarie per le candidature, il suo pensiero non cambia: «Se in Piemonte si fossero fatte le primarie di coalizione il centrodestra sarebbe andato meglio? Ma non scherziamo. Assolutamente no. E poi basta guardare il risultato ottenuto da chi faceva il diavolo a quattro per farle queste primarie».  La frecciata al curaro va dritta al doppio bersaglio, Guido Crosetto ed Enrico Costa, a quei Fratelli coltelli e quegli alfaniani che Manuela Repetti vede ancora lontani da una possibile ricomposizione del centrodestra: «Non sono contraria a un percorso comune, ma niente ammucchiate frettolose. Abbiamo già dato e si sono visti i risultati». Ricordiamo anche il caso del giovane Sindaco Cattaneo, il più amato degli italiani, che a suo tempo voleva fare il “rottamatore” Berlusconi, e voleva l’ICI per la prima Casa, mandato a casa dai suoi cittadini!!! Riflettiamo bene amici, riflettiamo………

BATOSTA RENZI A LIVORNO

IL PD PERDE LE ROCCAFORTI DI LIVORNO, POTENZA E PADOVA. A BERGAMO VINCE GORI. IL M5S TRIONFA ANCHE A CIVITAVECCHIA
Affluenza al 49%, quasi il 20% in meno rispetto al primo turno. A Pavia Cattaneo arriva al secondo turno col 46,7%, ma si lascia sorpassare da De Paolo. Il M5S vince nella "rossa" Livorno e a Civitavecchia. Il Pd strappa Bergamo e tiene Bari. Padova va alla Lega Nord

LUGO HA VINTO RANALLI


88 per cento dei voti, 59,7 per Ranalli, 40,3 per Verlicchi,
Appena 13.381 degli oltre trentamila lughesi, dei 22.664  aventi diritto, solo poco più della metà, hanno votato. 
L'altra metà ha ignorato la "cosa".
Ranalli è stato votato da poco più di settemila lughesi, il trenta per cento, meno di uno su 3.

sabato 7 giugno 2014

HO PAGATO IMU E TASI!


Ci sono dei disonesti – e anche delle disoneste, due in particolare, di cui non faccio il nome in pubblico, ma che sono costantemente al TgRenzi (ex TG1) - che spacciano in televisione, come fosse una cosa credibile, che il PD, al Governo con tre esecutivi consecutivi non eletti da nessuno, avrebbe diminuito le tasse.
Allora cerchiamo di capire: le tasse sono essenzialmente l’IVA, che è stata portata fino al 22%; l’Irpef, le cui aliquote non state mai diminuite, anzi è stata tolta la no-tax-area  per i più poveri; le addizionali regionali e comunali che sono aumentate e non di poco; e infine le Imposte Comunali rappresentate da ICI prima, da IMU poi e ora dall’aggiunta della Tasi.
Per queste Comunali bisogna fare un bel discorsino a parte. Prima dell’ultimo governo Berlusconi erano abbastanza alte, tanto che al suo arrivo, lui che ritiene “Sacra” la prima casa, le ha subito diminuite. Dopo il Complotto che lo ha deposto senza alcun rispetto per la democrazia, i tre governi illegittimi, che si sono succeduti a ritmo da Prima Repubblica, le hanno di nuovo aumentate a dismisura, come da DNA della Sinistra, arrivando perfino a triplicare la cifra del Governo Berlusconi.
Qualcuno potrebbe obiettare che sono io, e non le due ragazzotte, a raccontare delle balle. E allora invito tutti ad andare a consultare le ricevute dei pagamenti dal 2007 di ICI, IMU, MiniIMU e Tasi. Io l’ho fatto ed ora vi snocciolo i dati. Ovviamente non è che potete pretendere che metta in piazza i miei conti (che sono affari miei!), e quindi li ho rapportati, come riferimento, alla cifra più bassa (quella di Berlusconi! Ma guarda!) posta uguale a 500 euro e gli altri nello stesso rapporto.
Nel 2007 ho pagato (sempre in rapporto ai 500) 900 Euro; nel 2008 750; nel 2009 (ecco Berlusconi!), appunto i 500, così come nel 2010 e 2011; poi arriva Monti nel 2012 e ho pagato quasi una volta e mezzo, 650; Letta nel 2013 riesce a far pagare i 900 che erano stati di Prodi e finalmente il “Parolaio Magico” che, aggiungendo la Tasi, arriva a più che triplicare l’importo del 2009 con 1550 Euro!
Sarà circa la stessa cosa per tutti voi. Andate a vedere.
Contenti ?   Votate in massa per quelli lì ?
Allora godeteveli !

MEMORIA CORTA


venerdì 6 giugno 2014

LUGO: DOMENICA SI PUO’ FINALMENTE REALIZZARE L’ALTERNANZA



Appello al voto per il ballottaggio di Forza Italia

Donatella Donati candidata a Sindaco Domenica scorsa 25 maggio che non è arrivata al ballottaggio invita ad andare a votare Domenica prossima 8 giugno, sottolineando la possibilità di poter finalmente dar vita anche a Lugo all'alternanza alla guida del Comune

LA VIA GIUDIZIARIA ALLA CORRUZIONE


Arturo Diaconale Prima l'Expo, ora il Mose. Così riparte la linea del “più galera per tutti”. A rilanciarla con l'antico vigore è il redivivo Antonio Di Pietro, del tutto inconsapevole che la sua rivoluzione giudiziaria degli anni '90 si è risolta nel fallimento testimoniato dai successivi vent'anni di nuovi e più clamorosi scandali. A sostenerla all'insegna del “cacciamoli tutti” (quelli delle larghe intese”) è Beppe Grillo, alla ricerca di una facile rivalsa sulla sconfitta elettorale alle europee. E ad avallarla, a nome del ‘partito’ dei media virtuosi di proprietà di banche, finanzieri ed imprenditori che usano i mezzi d'informazione per tutelare i propri interessi, è il fustigatore principe della stampa nazionale Gian Antonio Stella, che invoca la galera a tutto spiano ricordando significativamente che solo lo 0,4 per cento dei detenuti si trova dietro le sbarre per reati economici e fiscali, tra cui la concussione e la corruzione. Ma la soluzione del tangentismo nazionale passa sul serio attraverso l'allargamento delle porte delle carceri? Basta una nuova e più rigorosa legge anticorruzione, destinata ad aumentare le pene per i singoli colpevoli, a dipanare la matassa del malaffare pubblico e privato? E' sufficiente caricare di nuove competenze il Commissario Raffaele Cantone e creare la super-Autority destinata a controllare le altre Autority, le Amministrazioni locali, le Procure e quant'altro per estirpare il cancro che deturpa l'immagine del Paese e fiacca la sua economia? Ciò che i fautori del “più galera per tutti” chiedono è semplicemente di seguire la strada aperta da Mani Pulite. Cioè quella della sola risposta giudiziaria ad un fenomeno che non riguarda solo la responsabilità personale delle persone ma che dipende soprattutto dai difetti genetici e dalla distorsione progressiva delle strutture istituzionali ed amministrative dello Stato.

La risposta giudiziaria al malaffare e alla corruzione può servire ( ma l'esperienza ha dimostrato il contrario) a curare il sintomo. Ma lascia intatte le cause più profonde della malattia, facendo in modo che il morbo rispunti nel tempo in maniera diversa e più virulenta di prima. Non a caso il Procuratore di

giovedì 5 giugno 2014

IMPEGNI DI VERLICCHI DAVVERO ESEMPLARI: RISPETTO ALLA PROVINCIA DI RAVENNA


Ho seguito, seppure indirettamente, la campagna elettorale per il rinnovo del sindaco a Lugo e ho apprezzato la presenza sui singoli argomenti e la con concretezza  del candidato Silvano  Verlicchi. In particolare proprio oggi si apprende tutta una serie di rinunce volontarie a diritti, peraltro  riconosciuti per legge, cui il candidato intende rinunciare spontaneamente, particolarmente indicativi. Non si tratta solo di una questione di mera rinuncia alle indennità e alle collaborazioni discrezionali in capo ai primi cittadini (ma anche ai presidenti della provincia, regioni, etc.) che in ogni modo rappresenterebbe di per sé già un fatto apprezzabile, ma del segnale di sobrietà  e di snellimento cui l’attuale governo ci richiama in continuazione. Verlicchi in questo modo va ben oltre alla piena attuazione della spending review voluta dal legislatore, ma aggiunge alcune scelte facoltative che danno una netta indicazione del suo modo di concepire l’ente pubblico e di come amministrarlo con la logica del “buon padre di famiglia”. Rinunciare al capo di gabinetto e ai collaboratori direttamente incaricati dal vincitore della competizione, oltre alla revisione degli incentivi a favore dei dirigenti, rappresenta un modo serio e responsabile  di porsi alla guida della città di Baracca. Un esempio per tanti amministratori in sella (a cominciare dalla giunta provinciale ravennate) che, viceversa,  dimostrano nel concreto di come sia difficile abbandonare la poltrona. Gianfranco Spadoni

L’UE SMASCHERA IL GOVERNO DEBOLE


Il Governo assicura che non ci sarà alcuna manovra aggiuntiva e che le indicazioni della Commissione Europea saranno realizzate senza compiere operazione straordinarie. Ma quest’assicurazione non rassicura affatto. Sarebbe stato meglio sapere fin da ora quali e quanti sforzi aggiuntivi l’Italia dovrà compiere per tranquillizzare i vertici dell’Unione. Perché la prospettiva di andare incontro ad una serie di provvedimenti spezzettati ed occasionali suscita una preoccupazione decisamente superiore all’eventualità di una nuova manovra del valore di quattro miliardi. L’esempio dell’Imu trasformata in Tasi ed ora in Tari è fin troppo significativo. C’è il rischio concreto che per obbedire alla richiesta della Commissione Europea di tassare consumi, immobili ed idrocarburi per stabilizzare il 2014, il Governo s’imbarchi nel disperato tentativo di nascondere all’opinione pubblica l’arrivo di nuovi e più pesanti sacrifici, dando vita ad una serie di azioni sconclusionate destinate non solo a creare nuovi disagi ai cittadini, ma anche ad aumentare oltre ogni limite la pressione fiscale già esorbitante ed inaccettabile.
Chi aveva stoltamente sostenuto che il 40 per cento del voto europeo avrebbe messo Matteo Renzi nelle condizioni di imporre all’Unione Europea le ragioni dell’Italia, deve oggi prendere atto di aver propalato agli italiani una sciocchezza colossale. L’Europa non misura il nostro Paese con il voto ottenuto dal Premier, ma con lo stato di salute dell’economia nazionale e con le medicine che sono state prescritte e che si intendono somministrare per favorire la guarigione. Che le condizioni di salute fossero pessime e che le medicine predisposte dal Governo Renzi fossero insufficienti lo si sospettava da tempo. Ora, però, la Commissione Europea non solo lo ha messo nero su bianco, ma ha anche indicato la terapia d’urgenza da adottare in maniera tassativa per salvare la malata Italia.
La circostanza pone due ordini di problemi. Il primo è che la speranza riposta nelle presunte capacità salvifiche del Governo svanisce di colpo. E rimette in difficoltà il Premier e la sua maggioranza precaria. Il secondo è che a questa difficoltà se ne aggiunge una seconda ancora più pesante, rappresentata dalla totale passività manifestata da Renzi di fronte alle intimazioni dell’Ue.
Il Presidente del Consiglio ed il suo ministro dell’Economia non hanno neppure tentato di contrapporre alla terapia imposta dall’Europa la considerazione che aumentare la tassazione dei consumi in un Paese dove i consumi interni sono crollati e quella degli immobili dove il valore delle case è sceso (sempre a causa delle tasse) del 25/30 per cento, comporta non la salvezza ma l’uccisione del malato. È facile pronosticare che per nascondere la difficoltà e la passività Renzi darà fondo a tutte le sue capacità comunicative. Ma nessuna cortina fumogena riuscirà nei prossimi mesi estivi a rendere evidente che un Governo retto da un partito evaporato come Scelta Civica e marginalizzato come Nuovo Centrodestra ed in cui il Partito democratico continua ad essere il partito del 26 per cento, non ha alcuna possibilità di trattare con l’Europa per farle capire che le condizioni particolari del Paese impongono terapie economiche altrettanto particolari e sicuramente diverse da quelle applicate in altre realtà.
In autunno, in sostanza, diventerà evidente l’inadeguatezza del Governo. E diventerà indispensabile o un nuovo esecutivo di emergenza nazionale o andare alle elezioni anticipate.

mercoledì 4 giugno 2014

CASO DELL’INFERMIERA SOSPETTATA DI UCCIDERE I PAZIENTI ALL’OSPEDALE DI LUGO, EMERGE MENEFREGHISMO E LASSISMO, INTERROGAZIONE DI BAZZONI


Il sottoscritto, consigliere del gruppo assembleare Forza Italia-PdL, Gianguido Bazzoni, PREMESSO che, l’inchiesta giudiziaria sulle morti sospette all’ospedale di Lugo, che vede indagata un’infermiera, sta tenendo banco sulla stampa da alcune settimane; che, secondo quanto riportato dalla stampa, stanno emergendo particolari fortemente inquietanti che riguardano l’organizzazione interna dell’ospedale, l’organizzazione dell’ASL di Ravenna cui l’ospedale apparteneva ed i comportamenti e la “qualità umana” delle persone che ricoprono ruoli dirigenti o di responsabilità; VISTO che, si parla di furti continui ai danni dei pazienti ricoverati, di furti di medicine e materiale sanitario e perfino di pasti completi; che, si parla di comportamenti vessatori dell’infermiera in questione nei confronti di colleghe e personale ausiliario, al fine di garantirsi l’omertà; che sembra acquisito come ormai tutti sapessero e parlassero di quello che accadeva nel reparto, per cui vi fu perfino una riunione senza seguito, ma soprattutto sembra che i sospetti sulle morti “strane” fossero iniziati già da tempo; VISTO INOLTRE che è stato appurato che le fiale di potassio (sostanza che si presume venisse usata per provocare una morte insospettabile) erano liberamente disponibili a chiunque e soprattutto non esisteva un registro di carico e scarico con indicato il nome dell’utilizzatore e questo così anche per altri medicinali “pericolosi”; che da parte dell’ASL non era mai stato affrontato il problema di un’organizzazione diversa nell’uso dei medicinali e nel controllo dell’operato del personale; che, a dispetto della riforma Brunetta della PA, nessuno aveva sentito il dovere di promuovere o sollecitare inchieste e provvedimenti disciplinari, che forse avrebbero evitato azioni ben più gravi dell’infermiera; CONSIDERATO che, da quanto riportato dalla stampa, ci troviamo di fronte a primari che non sanno cosa succede nei propri reparti, medici che non sentono l’obbligo di denunciare fatti anomali come furti di medicinali in flagranza, personale terrorizzato da una persona violenta che non sente di poter essere protetto dai propri dirigenti e si sottomette spontaneamente per non avere guai, un’organizzazione generale che rispecchia il menefreghismo e lassismo proprio di tante PA, ma che non può e non deve essere la regola di un sevizio che tratta la salute e la vita dei cittadini; INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE PER SAPERE se ha ritenuto utile seguire da vicino questa vicenda che potrebbe diventare paradigmatica per l’immagine del Servizio Sanitario Regionale; se non ritiene che si evidenzino, in tutta la vicenda, gravi lacune nell’organizzazione dell’Ospedale di Lugo e dell’ASL di Ravenna, a cominciare da come viene selezionato e formato ed aggiornato il personale; se non ritiene di aprire un’inchiesta parallela per mettere in luce tutti i punti oscuri di questa vicenda che non attengono l’aspetto giudiziario, ma gestionale; se non ritiene di intervenire con un grande piano di analisi ed organizzazione di tutti gli aspetti critici che attengono al servizio degli ospedali e delle ASL, cogliendo in primo luogo gli aspetti di aggiornamento, formazione e motivazione di tutti gli operatori, a cominciare dai dirigenti.          Gianguido Bazzoni