venerdì 18 aprile 2014

25 MAGGIO 2014, BERLUSCONI E FORZA ITALIA ALLA BATTAGLIA PER L’EUROPA. CON QUALI ARMI, PER QUALI OBIETTIVI


Sono le cose che ci vengono meglio. Partire in una missione avendo tutti contro, essendo dati per nati morti da qualsiasi bookmaker da Londra a Maracaibo. Ci ricorda moltissimo il clima che accompagnò nel 1994 l’avvento di Forza Italia, con la sinistra e l’universo dei mass media a prefigurarci stritolati sotto gli allegri cingoli della “gioiosa macchina da guerra”. Il numero uno pro-forma era Occhetto, ma dietro di lui, il vero uomo dell’apparato rosso era Massimo D’Alema. Finì come finì. Con la nostra vittoria e con il loro rancore che ha cambiato molti nomi ma dura da vent’anni e si esprime ancora, nella sua espressione più proterva, nel medesimo D’Alema. Rieccoci. La nostra arma numero uno ha un nome che comincia per B. Ma non c’entra niente con il culto della personalità. Silvio Berlusconi non è una statua cui portare tributi, ma è una cosa sola con un popolo, che si identifica con lui. Non c’è un altare su cui situarlo, non è sopra, è in mezzo, ed è dentro questa Italia.
Per questo sul simbolo Forza Italia c’è il suo nome. Il nome Forza Italia coincide con il nostro programma alle europee. Più Italia in Europa è la traduzione in linguaggio contingente della nostra identità.
Dovremo affrontare due facili e disastrosi populismi. Quello di Renzi, che si procura consensi distribuendo mance alle categorie che ha scelto di strumentalizzare per i suoi comodi. In realtà è prono alla Germania, come dimostra la scelta di sponsorizzare come Presidente della Commissione europea, cioè premier d’Europa un tedesco di nome Schulz. Berlino comanda già ora, avendo un portoghese che guida Bruxelles, figuriamoci se arriva il potentissimo uomo di sinistra teutonica, detto il Kapò.
Poi c’è Grillo. Chiunque abbia visto le opinioni espresse dai suoi eletti a Montecitorio e a Palazzo Madama, e abbia appreso le cifre delle loro dichiarazioni dei redditi prima di pescare il biglietto della lotteria parlamentare, constata che sono gente di estrema sinistra, fanigottoni, a 40 anni senza reddito, bravi solo a ciacolare sul Web e a formare comitati per vietare strade e ferrovie.
Berlusconi con la sua saggezza e il suo sogno ragionevole di un’altra Europa, dove l’Italia si faccia rispettare, e impedisca il drenaggio di risorse fuori dai nostri confini, è consapevole però che uscita dall’euro e secessione dall’Ue ci trasformerebbero in una preda facilissima da inghiottire da arabi e superpotenze, con debito pubblico e inflazione argentine.
Il nostro programma ha un merito: di essere un sogno realistico, una follia ragionevole. Con un leader di levatura mondiale a realizzarlo. Un innocente perseguitato, la cui figura va illustrata dovunque, per la grandezza che ha. E restituirà vigore all’Italia, e all’Europa, oggi impotente e chiusa nell’orticello tedesco dalla Merkel e dai suoi servi passati e presenti, Monti e Renzi…
Noi siamo un’altra cosa, amiamo l’Italia, siamo la Forza Italia di Berlusconi.

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