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martedì 7 marzo 2017

NEL 2016 IN PROVINCIA DI RAVENNA E A FAENZA CONTINUA IL CALO DELLE IMPRESE


3 marzo 2017 buonsenso - Il Pil cresce, ma non si può dire lo stesso per le imprese, e a farne maggiormente le spese sono quelle di piccola dimensione come quelle artigiane e giovanili. Malgrado i segni positivi di una ripresa economica alle porte in Emilia-Romagna e di miglioramenti anche sul fronte occupazionale, i numeri del registro delle imprese segnano ancora un anno in rosso. Il sistema imprenditoriale della provincia di Ravenna e dei suoi tre comprensori (il capoluogo con Cervia e Russi, il lughese e il faentino) vede un calo delle aziende iscritte, passando dalle 40.508 presenti a fine 2015 alle 39.704 di fine 2016. Il numero delle imprese subisce così un calo che si assesta -1,3%, un passo indietro più marcato sia rispetto alla media regionale (-0,7%) sia a quella nazionale, che vede una sostanziale stabilità del numero delle imprese (+0,03%). Provincia di Ravenna: la ricchezza si concentra nelle medie e grandi imprese. Va precisato che il calo dell’1,3% risente di una modifica dei criteri di calcolo effettuata dalla Camera di Commercio: fra le 2.891 cessazioni del 2016, 156 sono cessazioni d’ufficio per imprese non più operative, mentre 543 sono le cancellazioni di imprese fallite prima del 2006 per insufficienza d’attivo. In sostanza si è proceduto ad un aggiornamento straordinario del registro delle imprese. Scorporando queste due tipologie particolari, il saldo passa da -805 a -105 aziende su base annua, riducendo l’ordine di grandezza della diminuzione e portandolo verso i livelli medi dell’Emilia-Romagna. Ma si conferma comunque uno scenario che non si può dire soddisfacente: la ricchezza e l’occupazione vanno incentrandosi nelle medie e grandi imprese, mentre il tessuto imprenditoriale di minori dimensioni vede molti piccoli