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lunedì 13 maggio 2013

LA CORTE DEI CONTI UMILIA MONTI: “LE SUE LEGGI ERANO SENZA COPERTURA”



QUANDO L’INGORANZA SALE IN CATTEDRA.
Provvedimenti dalla copertura ottimistica e non sempre affidabile, troppo disorganici ed eterogenei. La Corte dei Conti non usa mezzi termini per bocciare le ultime misure del governo Monti, a partire dalla legge di stabilità e dal decreto sviluppo. Nella legislazione degli ultimi tre mesi del 2012, quando il governo tecnico era ancora nella pienezza dei suoi poteri, i magistrati contabili rilevano una serie di «incovenienti», tutt’altro che secondari. Innanzitutto il frequente rinvio a provvedimenti secondari di attuazione; le continue variazioni di leggi anche recenti, «con riflessi sull’attendibilità delle stime circa gli effetti finanziari recati dalle norme»; ma anche l’approvazione di emendamenti privi della relazione tecnica o per i quali la relazione è stata vistata negativamente dal Ministero dell’economia. Infine, di non poco conto, «l’utilizzazione a fini di copertura di cespiti, come i proventi dei giochi e le accise sugli idrocarburi, il cui gettito è calante e le cui stime appaiono per conseguenza non affidabili e l’impiego in modo improprio di fondi di tesoreria per coprire oneri di bilancio».