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venerdì 18 ottobre 2013

IL SEGNALE TERRESTRE RAI NELLA VALLATA DEL LAMONE NON ARRIVA: UNA VERA VERGOGNA I SOLDI A FAZIO E NON UN EURO PER IL DIGITALE TERRESTRE!


Nei mesi scorsi con amici abbiamo aderito alla “class action”, promossa dall’avv. Maestri di Ravenna, al fine di ottenere dalla Rai la possibilità di vedere tutti i canali Rai nella vallata del Lamone.
A Brisighella da quando è stato attuato il “Digitale Terrestre”, si vede solo Rai 1, Rai 2; Rai 3 e Rai New, mentre di tutti gli altri canali, super pubblicizzati tutti i giorni, non se ne vede uno. Nella parte più alta di Brisighella da Casale a San Martino in Gattara non si vede nulla e i cittadini si sono dovuti attrezzare con ripetitori o con parabola a loro spese!.  Ora con la nuova programmazione non vediamo più lo “sport”, che interessa tanti utenti e viene negato un servizio così importante non ultima la mancata visione dei mondiali di ciclismo che ha tanti appassionati!  La Rai risponde che è colpa dell’antenna e tutti abbiamo speso soldi per adeguarsi, ma il segnale non arriva e dobbiamo continuare a pagare il canone…..
Una Vergogna targata RAI, perché gli undici canali di Mediaset si vedono tutti e non si versa come dice la pubblicità di questi giorni un “bollettino postale”, come si giustifica tutto questo!. Una Vergogna, un sopruso targato,  RAI, che spende 5,5milioni di euro per Fazio, Crozza o altri giochi, a mio parere controproducente culturalmente come quello dei “pacchi”, mentre potrebbe investirne una modesta somma , per risolvere il problema della vallata del Lamone.  La battaglia contro la Rai continua, vedremo insieme all’avv. Maestri per il ricorso in Cassazione, il colmo per difendere i nostri interessi, ma intanto denunciamo pubblicamente la RAI per il sopruso nei confronti dei cittadini della vallata Lamone.
       Avrà forse ragione la RAI con la sentenza TAR, ma per il mancato servizio riscuote il canone e non da il servizio rispetto alle tante televisioni private.  VERGOGNA!!!.
                                                  Vincenzo Galassini consigliere Provincia Ravenna Forza Italia

giovedì 5 luglio 2012

DIGITALE TERRESTRE, UN DISASTRO. LA PROVINCIA RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE DI GALASSINI: NIENTE DA FARE.



L’assessore Ronchini ha risposto  all’interrogazione del consigliere Galassini (Pdl) circa la problematiche relative al digitale terrestre  presentata il 2 giugno 2012 e  riferisce  che la Provincia di Ravenna ha seguito con attenzione le problematiche relative al passaggio al digitale terrestre in stretto raccordo con la task force regionale e che la questione continua ad essere seguita nei limiti , assai ristretti, di competenza ed operatività consentiti dalle norme e dal mercato, di seguito si risponde nell’ordine alle tre domande poste dall’interrogante.
1. La Provincia di Ravenna, venuta a conoscenza, del mancato servizio di televisione digitale terrestre negli ex comuni della Comunità Montana, del Lughese intende intervenire presso la Rai e il consiglio Regionale e Governo affinché il servizio sia garantito a tutti i cittadini della Provincia di Ravenna, prima di vendere le reti RAI.
La questione è  più circoscritta perché non riguarda in generale le reti RAI, che non sono in vendita. Riguarda piuttosto la messa all’asta della frequenza UHF24 che nella nostra Regione consente la visualizzazione di RAI 3 Regione senza interferenze con le televisioni regionali limitrofe della RAI. Sinora, comunque, l’asta non è stata ancora effettuata.
Per quanto riguarda invece la copertura del segnale digitale della RAI è opportuno rimarcare che il Contratto di Servizio vigente con la RAI obbliga quest’ultima alla copertura estensiva del territorio regionale limitatamente al MUX della RAI contenente i tre canali storici (RAI 1, RAI 2 e RAI 3). Nel caso dei MUX degli altri canali RAI disponibili sul digitale terrestre non è prevista la totale copertura del territorio.

martedì 5 giugno 2012

DIGITALE TERRESTRE: UN CALVARIO NELLA BASSA E IN COLLINA


LE NUOVE RETI DELLA RAI E LE TV LOCALI NON SI VEDONO DAL DUE DICEMBRE 2011 IN MOLTE ZONE
04/06/2012 19:23  Romagna noi RAVENNA “In tante zone Brisighellesi, Casolane e del lughese le reti delle televisioni locali non si vedono più: in alcune zone per un breve periodo sono comparse e poi nuovamente svanite". A scriverlo in un comunicato stampa è il consigliere provinciale del Pdl Vincenzo Galassini che definisce “un disastro" il passaggio ravennate al digitale terrestre, avvenuto il 2 dicembre del 2011.  Ad un anno e mezzo di distanza la situazione è ancora complicata, definita “un calvario" per i residenti della zona collinare e del Lughese. “Dal completo spegnimento dei tradizionali trasmettitori analogici e l'accensione dei moderni trasmettitori digitali, i televisori non hanno ricevuto alcun segnale dalle tante reti locali, che a loro spese avevano installato i ripetitori, ledendo un servizio reso da anni. Le reti Rai trasmetto solo i tre canali tradizionali ma non gli altri nuovi anche se i cittadini pagano, purtroppo, il canone Rai".Le nuove reti della Rai “non si vedono nei comuni di Brisighella, Casola Valsenio e del Lughese. Il ministro Passera vuole vendere all’asta delle frequenze senza garantire prima la visione dei canali Rai terrestri in collina e nella pianura di Ravenna". E' quindi necessario evitare di “aggravare, una situazione che dopo il passaggio al digitale terrestre continua a registrare problemi di ricezione in quattro province su nove: Piacenza, Parma, Ferrara e Ravenna”. Galassini ha presentato un'interrogazione sul tema in Provincia.