Una vera e propria beffa, frutto di un emendamento che
svuota di senso il decreto legge sul taglio alle spese delle politica degli
enti locali, approvato ad inizio ottobre. All’epoca l’esecutivo
tecnico, sull’onda dello scandalo per gli abusi dei gruppi consiliari della
Regione Lazio, aveva introdotto un Dl che imponeva che nessun ex consigliere
regionale avrebbe avuto diritto alla pensione senza aver svolto almeno dieci
anni di mandato, né prima di aver compiuto 66 anni. Un pesante giro di vite,
accolto molto male dall’attuale Parlamento, dove siedono quasi 300 ex
consiglieri regionali. Nelle settimane scorse la commissione bicamerale per
gli affari regionali aveva già bocciato la normativa del governo per problemi
di costituzionalità. Il decreto legge è stato però ora svuotato
completamente di senso, grazie ad un emendamento presentato da Chiara Moroni e
Pierangelo Ferrari, la prima esponente di Fli, il secondo parlamentare democratico
ed ex consigliere regionale dei Ds. La modifica alla legge recita testuale:
“ Le disposizioni di cui alla presente lettera non si applicano alle Regioni
che abbiano abolito i vitalizi”. Che cosa significa questo? Tutte le
Regioni che hanno già abolito i vitalizi, non applicheranno le norme previste
dal governo Monti a nessun beneficiario di vitalizio. ” La legge prevede
infatti che i vitalizi possano essere sostituiti, dalle Regioni che intendono
farlo, con trattamenti pensionistici alternativi basati sul sistema
contributivo. Una di queste è appunto la Regione
Visualizzazione post con etichetta Fiorito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fiorito. Mostra tutti i post
domenica 18 novembre 2012
Iscriviti a:
Post (Atom)

