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giovedì 6 giugno 2013

E IO PAGO: BLOCCO PER GLI STIPENDI DEGLI STATALI FINO AL 2015. MA VERGOGNOSAMENTE NON VALE PER I GIUDICI


E’ l’Italia dei privilegi, quella in cui vediamo, subendola, una forte e vergognosa disparità tra chi è protetto dalla legge, pur guadagnando bene, e chi nonostante i bassi stipendi non ha potuto incrementare di un solo euro il proprio salario, come segnala Libero Che differenza c’è tra un magistrato e un prof della scuola statale? Nessuna verrebbe da dire. Nel senso che entrambi svolgono una funzione di utilità pubblica e sono inseriti, come categoria si intende, nel mare magnum della Pa. Vero, ma solo in parte. Perché per gli insegnanti, che detto per inciso guadagnano in media molto di meno, dal 2010 è scattato il blocco degli aumenti contrattuali. Mentre per i giudici la crisi e la spending review non sono mai esistiti. Una riforma del 1993 ha escluso alcune figure dalla contrattazione della Pa». Di chi stiamo parlando? «Dei magistrati, appunto, ma anche dei prefetti, dei professori universitari e degli addetti al consolato dalla segreteria in su»


mercoledì 5 giugno 2013

BERLUSCONI E LA NUOVE FASE DEL PDL ANCORA DA RIDEFINIRE


SILVIO STA GIA’ PENSANDO A UNA NUOVA FORMAZIONE. MA I GUAI GIUDIZIARI RIMANDONO LE DECISIONI
La rivoluzione del Pdl? «Oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente». Nel partito di Silvio Berlusconi c’è chi arriva a citare Giorgio Gaber per spiegare quanto la situazione al momento sia chiara e confusa al tempo stesso. Da tempo è evidente che il Cavaliere vuole lanciare una nuova formazione politica ma i dettagli restano ancora disordinati. L’idea non è di certo nuova e viene riproposta ciclicamente per battezzare un partito che possa dichiarare archiviato il Pdl.
FEDELISSIMI INTORNO AL CAPO. Sono stati soprattutto i fedelissimi dell’ex premier ad aver portato avanti il progetto in questi mesi. Dunque in prima fila ci sono Daniela Santanché, Denis Verdini e Sandro Bondi, tornato a essere di fatto un coordinatore del Pdl nonostante le dimissioni. Poi c’è Giancarlo Galan che da anni gira con la spilletta di Forza Italia sulla bavero della giacca, in onore e gloria del partito del 1994. Ormai è diventata immancabile punto di riferimento perfino Michaela Biancofiore, personaggio abbastanza inviso dai colleghi di partito ma altrettanto stimato dall’ex premier.
IL RICHIAMO DI FORZA ITALIA. Insomma, è stata coinvolta tutta la vecchia guardia dei pretoriani che mai hanno avuto da ridire contro il capo. «Si tratta di fedeltà al progetto politico originario», ha spiegato un ultrà berlusconiano a Lettera43.it. «Il Pdl ha già dato il massimo ed è ora di guardare avanti». Oppure indietro, rivolti al passato di 20 anni fa. Alcuni sono andati a trovarlo in Sardegna, altri lo hanno sentito per telefono e il piano è sempre lo stesso. Serve un piccolo stravolgimento per superare nei fatti il Pdl che ha concluso il suo ciclo con l’imminente chiusura delle sedi sul territorio e la futura mancanza di finanziamento pubblico. «Chi non si è ancora schierato a fianco di Berlusconi non tarderà a farlo nel momento opportuno» raccontano da via dell’Umiltà per smentire qualsiasi ipotesi di scissione o correnti avverse.