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martedì 12 novembre 2013

I BLITZ DELLA SINISTRA PER FAR SCOMPARIRE LO SCANDALO RIMBORSI. UN PRESIDENTE DELLA REGIONE CHE NON SA COME SONO SPESI I SOLDI DEL BILANCIO, E’ UN CATTIVO AMMINISTRATORE, DOVREBBE ANDARE A CASA!


Il governatore dell'Emilia-Romagna Errani ha chiesto ai deputati Pd di far passare una legge che abolisca i controlli della Corte dei Conti. «Così fan tutti», diceva l'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio Franco Fiorito, apripista degli scandali dei rimborsi regionali. E pare proprio avesse ragione, viste le inchieste aperte un po' ovunque, ultima quella nella rossa Emilia. Proprio da lì, dalla roccaforte del Pd, dove i politici locali chiedevano di farsi ripagare qualsiasi spesa fosse anche lontanamente riconducibile al loro lavoro - compresi i 50 centesimi per l'ingresso in un bagno pubblico il cui scontrino è stato regolarmente rendicontato - sta partendo in questi giorni, e in sordina, una controffensiva per «salvare» i consiglieri spendaccioni da indebiti controlli. È Vasco Errani, che governa la Regione da quasi 15 anni, a guidarla. A riportare nei dettagli la notizia è il Fatto Quotidiano. Una vicenda scandalosa, che la dice lunga sul modo in cui la sinistra sta cercando zitta zitta di salvare la bella vita dei consiglieri a colpi di emendamenti, cercando appigli tra un codice e l'altro. I giudici contabili devono verificare se le spese sostenute dai vari consiglieri regionali avessero davvero a che fare con l'attività istituzionale. Gli emendamenti, presentati da Errani «come iniziativa dei presidenti delle conferenze delle Regioni e dei presidenti dei Consigli regionali», vorrebbero invece legargli le mani, facendo decorrere la normativa

lunedì 13 febbraio 2012

NEVE E ADESSO E’ NECESSARIO DICHIARARE LO STATO DI CALAMITA’ IN PARTICOLARE PER I COMUNI DELLA COLLINA


E’ evidente che ci troviamo di fronte ad una nevicata eccezionale – come quella di oggi –  scrive il consigliere regionale Pdl, Gianguido Bazzoni - ma a maggior ragione, visto che è stata annunciata almeno da tre giorni, si dovevano mettere in atto tutte le misure necessarie per alleviare i disagi dei cittadini. Una di queste, di grande rilevanza, era la rimozione dei cumuli di neve e ghiaccio presenti nelle piazze, lungo le strade, nei parcheggi.  Lunedì scorso avevo scritto: “Auspichiamo che i responsabili del Piano neve sappiano come rimuovere la neve accumulata ai margini delle strade, bloccando ingressi delle abitazioni e impedendo parcheggi. Se non ci sarà una pronta rimozione, il freddo e il ghiaccio renderanno invivibile la città”. Parole lasciate cadere nel nulla dall’Amministrazione comunale con i  risultati che abbiamo ora sotto gli occhi: neve fresca su neve vecchia e ghiaccio. Impossibile quasi parcheggiare. Rischio di incidenti altissimo. E’ eccezionale la nevicata, ma anche l’incapacità di chi ci amministra, purtroppo. Mi auguro che almeno il Sindaco abbia dichiarato lo stato di calamità.

sabato 11 febbraio 2012

IL DOCUMENTO DEL PDL DI FAENZA E QUELLO DI RAVENNA SULLA FERROVIA FAENTINA E A FIRENZE NASCE IL COMITATO INTERROGIONALE DEL PDL SULLA FAENTINA E SUL COLLEGAMENTO FIRENZE-RAVENNA


Riportiamo il documento del PDL di FAENZA sulla Faentina e quello del PDL di Ravenna sul collegamento FIRENZE-RAVENNA presentati nelle Conferenze stampa di Ravenna, Faenza e Firenze. A Firenze è nato il Comitato interregionale del PDL per monitorare l’operato delle due Regioni e di Trenitalia che fino ad oggi hanno prodotto risultati di scarso rilievo in direzione del potenziamento della Faentina e del miglioramento dei servizi.  FAENZA PORTA FERROVIARIA DELLA ROMAGNA Faenza nel collegamento Ravenna-Firenze ha un ruolo fondamentale: è storicamente il bacino che raccoglie lavoratori, studenti e fruitori dei servizi sanitari della Valle del Lamone che si servono, orari e disagi permettendo, di questa linea.  Collegamenti efficienti consentono alle comunità più piccole di sopravvivere e alle città di media grandezza, come Faenza, di essere centri di servizi come ad esempio per il Tribunale, l’Ospedale, la Scuola, lo Sport, lo Svago, creando un indotto non trascurabile. Un collegamento importante quello della Faentina che se adeguatamente sfruttato ed innestato con il collegamento da e per Ravenna, oltre a rappresentare una risposta alle esigenze di una mobilità sostenibile della collina e della montagna da e per Faenza potrebbe divenire un fattore di sviluppo turistico legato alla ceramica, Museo Internazionale della Ceramica, botteghe ceramiche, agli eventi di rievocazione storica della Bigorda e del Palio nonché all’enogastronomia. Bologna non può più essere l’unico ombelico ferroviario di Italia, uno snodo importantissimo ma che se si paralizza blocca tutto il paese. Il collegamento della Faentina potrebbe rappresentare una risposta alternativa ai collegamenti da e per Roma (via Firenze) per tutti coloro che non intendono utilizzare l’alta velocità in considerazione dei costi, degli orari e delle coincidenze.  L’ottimale sfruttamento della Faentina (Faenza–Firenze) e della tratta che collega Faenza a Ravenna, con un numero di corse adeguate che sappiano combinare orari e coincidenze in modo efficace ed efficiente in entrambe le direzioni, permetterebbe a Faenza di diventare un polo ferroviario molto più appetibile di altri posizionati sulla direttrice adriatica ed uno snodo ferroviario di grande rilievo collegato al mare e alle città d’arte sulla direttrice che collega Milano a tutta la dorsale adriatica. Un collegamento quello Ravenna–Firenze che

venerdì 9 dicembre 2011

NIENTE AUMENTO IRPEF AI RICCHI (SOPRA I 75.000 EURO), MA QUELLA REGIONALE IN BUSTA PAGA LA PAGHIAMO TUTTI


Il governo ha sbandierato agli italiani che con il mancato aumento dell’Irpef dal 43 al 46 per cento aveva rinunciato ad un miliardo di euro? E’ vero ma rimediare ci ha pensato subito Giarda, il ministro del Bilancio ombra, mettendo in difficoltà Monti, che sembra aver già le scatole piene di questo suo collaboratore pensionato che non va in pensione. E sì perchè “nonnetto”, come lo chiamano in consiglio dei ministri, ha concordato con le regioni l’aumento dell’addizionale regionale dallo 0.9 al 1,23. Decimali che dicono poco adesso ma che si faranno sentire nelle buste paga perchè l’aumento dell’addizionale regionale peserà il 30 per cento in più. Giarda ha fatto tutto senza dire niente a nessuno ma concordando il testo con Vasco Errani il presidente della Conferenza dei presidenti di regione. Il consenso politico è importante così il ministro ha voluto far recuperare alle Regioni le pesanti sforbiciate nel capitolo sanità. All’interno del governo questo accordo Giarda-Errani certo non è piaciuto perché rischia di creare nuove tensioni con Pd e Pdl. Come faranno i due partiti a spiegare ai loro elettori che per compensare il mancato aumento dell’Irpef per i redditi più alti, cioè per chi guadagna d più di 75mila euro in più, adesso la crescita della tassa regionale colpirà tutti, poveri e ricchi senza distinzione. Con un aggravante: l’addizionale vale anche per il 2011 così le buste paga di dicembre saranno ulteriormente falcidiate. E questa non è la prima volta che Nonnetto Giarda crea tensioni nell’Esecutivo. L’esuberanza di Giarda ha già fatto storcere parecchio Antonio Catricalà che alla prima uscita pubblica del governo ha dovuto cedere il posto a Nonnetto e accomodarsi in platea. Malumori anche quando è stata messa a punto la manovra perchè Giarda ha voluto fare il sapientone mettendo più di una volta in difficoltà Monti che l’ha voluto davanti ai suoi ministri. A Palazzo Chigi c’è chi dice che Monti sopporterà fino all’approvazione della manovra poi ridimensionerà Nonnetto imponendogli di fare solo il ministro dei Rapporti col Parlamento, mestiere che evidentemente non sa fare.