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lunedì 9 luglio 2012

ADDIO PROVINCIA E PREFETTURA?


CANCELLATE LE SEDI DISTACCATE DEI TRIBUNALI DI FAENZA E LUGO
di Francesco Monti. RdC- PROVINCIA addio. Sembra essere davvero arrivata l’ultima ora per questi enti, da sempre duri a morire: il decreto sulla revisione di spesa prevede il taglio di 60 province su 110, e anche se i criteri da applicare (popolazione e superficie) devono ancora essere definiti, è praticamente certo che sotto la mannaia finiscano anche Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, esplicitamente citate dal ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi in un’intervista televisiva. L’unica speranza di ‘sopravvivenza’, a questo punto, è l’accorpamento in un’unica provincia romagnola. VIALE del tramonto anche per la Prefettura: l’intenzione del governo è mantenere questi organi solo nei capoluoghi di regione. Salvo modifiche da parte del Parlamento in sede di conversione in legge (possibilità sempre aperta, visti i travagli dei vari partiti di maggioranza), da piazza del Popolo dovrebbero migrare 75 dipendenti e sei dirigenti, prefetto compreso. A proposito di personale statale: come sarà messo in pratica il taglio previsto dal governo (10% dei dipendenti, 20% dei dirigenti) è ancora tutto da stabilire. In provincia di Ravenna i dipendenti di ministeri e uffici tributari sono circa 1.500, e un decimo di questi ricoprono una posizione dirigenziale. Impossibile, per ora, prevedere quanti di questi posti salteranno, per mobilità o pensionamenti anticipati: in primo luogo perché non è detto che i tagli saranno lineari (ovvero con la stessa percentuale applicata uniformemente su tutto il territorio e a tutti i settori), ma soprattutto perché l’articolazione territoriale dei ministeri non segue necessariamente i confini delle attuali province.  Sul fronte del personale, in questi anni, qualche risparmio è stato fatto: il Comune di Ravenna è passato dai 1.245 dipendenti del 2006 ai 1.171 di fine 2011 (-5,9%), e prevede di ridurre ulteriormente l’organico nel corso dell’anno, non sostituendo chi andrà in pensione. I dirigenti sono scesi da 38 a 25 in cinque anni. La spesa di Palazzo Merlato per il personale ammonterà, per il 2012, a 45,5 milioni, circa 850 mila euro in meno dell’anno scorso. La Provincia conta invece 468 dipendenti e 12 dirigenti.

venerdì 6 luglio 2012

L’IVA AUMENTATA, LE PROVINCE NON SI TAGLIANO. MONTI HA FALLITO PER GLI ITALIANI, MA NON PER LA “CASTA” DI COLLEGHI. CHE SCHIFO.



Ecco servita la tripla fregatura, messa nero su bianco nella bozza in ingresso al Consiglio dei Ministri che dovrà approvare il testo definitivo della spending review. L’aumento dell’Iva c’è e scatterà il primo luglio del 2013 – subito dopo le elezioni -, mentre a decorrere dal 2014 il rincaro sarà dello 0,5 per cento. Il rincaro sull’imposta viene evitato soltanto per il 2012. Dalla bozza è saltato anche l’articolo 6 del provvedimento, che prevedeva il blocco delle tariffe per acqua, gas, luce e trasporti. Su questo punto torna a prevalere la linea di Corrado Passera, contrario al blocco poiché avrebbe un effetto negativo sulle società quotate in Borsa (nella bozza circolata martedì, invece, era presente il blocco delle tariffe). Ma è forse la terza fregatura quella più amara di tutte: nel testo di spending review non c’è il minimo accenno alla riduzione delle province: salta anche quella. Il premier, ora, vuole accelerare al massimo su un testo sempre più misero (è stato stralciato anche il taglio dei piccoli ospedali): “Il cammino della politica interna economica – ha spiegato nel corso del suo intervento alla Camera – deve tenere il passo con questa accelerata dinamica dell’Europa”. Per questo, ha aggiunto, “a breve il governo presenterà i provvedimenti sul fronte della spending review”.