mercoledì 31 agosto 2016

FALSI CERTIFICATI PER I COLLAUDI: DOSSIER SVELA LO SCANDALO FONDI. E’ CAPITATO ANCHE A BRISIGHELLA DENUNCIATI DA GALASSINI. NULLA CAMBIA!


Milioni di euro e fior di certificati per dimostrare le ristrutturazioni antisismiche dopo il 1997 e il 2009. Ma allora perché è crollato tutto? Chiara Sarra  Falsi certificati per dimostrare collaudi antisismici, quasi 3 milioni di fondi pubblici intascati in appalti per lavori che avrebbero dovuto mettere a norma gli stabili di Amatrice e Accumoli. Eppure le immagini che rimbalzano dal 24 agosto, quando la terra ha tremato e il tempo si è fermato, sono tristemente note. Ben pochi gli edifici che sono rimasti in piedi. Qualcosa non ha funzionato o non è stato fatto. Il simbolo di questa tragedia che forse si poteva evitare è la scuola "Romolo Capranica" di Amatrice, che si è sbriciolata sotto i colpi del sisma. Ma anche l'ospedale di Amatrice ormai inagibile, la Torre Civica di Accumoli gravemente danneggiata, il campanile di Amatrice che è crollato su una casa ammazzando un'intera famiglia. Tutti edifici in teoria ristrutturati con i fondi per il terremoto dopo il sisma del 1997 in Umbria e quello del 2009 de L'Aquila, come raccontano oggi il Corriere e La Stampa.  Milioni di euro per 21 appalti di cui si parla in un documento segreto in cui si fa l'elenco dei fondi, dei collaudi, delle ditte coinvolte, degli interventi effettuati, dei collaudi. Come è possibile che con una mole di lavoro simile nemmeno un edificio si sia salvato? Probabilmente, sospettano ora i magistrati che indagano per disastro colposo, quei certificati sono stati falsificati. Come dimostrerebbero anche le segnalazioni raccolte dai vigili del fuoco da parte di cittadini che sostengono di aver comprato casa con tutta la documentazione in regola per la tenuta antisismica.

Ristrutturazioni fantasma coi fondi per i terremotati, in manette un ingegnere 18 dicembre 2008

RAVENNA. Ristrutturazioni fantasma con i contributi pubblici per i danni del terremoto del 2000. Questo il contesto che ha portato alla condanna a due anni e due mesi di carcere per Giorgio Ragazzini, ex ingegnere capo del Comune di Brisighella, nel Ravennate. Il Collegio del Tribunale di Ravenna ha inoltre concesso una provvisionale di 35.000 euro alla Regione, di 10.000 al Comune brisighellese e di 15.000 a una delle famiglie danneggiate, costituitisi a suo tempo parte civile. Ragazzini è stato giudicato colpevole di falso e truffa aggravata dal conseguimento di erogazioni pubbliche. E assolto, per la vecchia insufficienza di prove, dall'accusa di abuso di atti d'ufficio in relazione a quegli interventi di somma urgenza che, secondo gli inquirenti, l'imputato pilotò dopo i primi sopralluoghi della Guardia di Finanza per fare apparire i lavori come eseguiti. Secondo la procura di Ravenna, l'ex ingegnere capo, in ragione della sua posizione, avrebbe attestato falsamente l'impiego dei fondi regionali per i lavori, mai fatti, in due caseggiati, mentre quei finanziamenti sarebbero stati dirottati altrove. Nella vicenda era stato coinvolto anche Paolo Cicognani della Edilzeta Costruzioni di Ravenna: l'uomo già a suo tempo aveva patteggiato sei mesi.



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