sabato 4 luglio 2015

POVERA ITALIA: UN GIUDICE LASCIA A CASA CINQUEMILA PERSONE .ALTRI SI DANNO AL GOSSIP


Le toghe bloccano i lavori di Fincantieri a Monfalcone basandosi sul semplice sospetto che un deposito di ferri vecchi non sia tenuto a regola d'arte
Non è vero che siamo messi così male, altro che allarme disoccupazione o crescita zero. Tutte frottole. Evidentemente non è così se dei magistrati, come è successo ieri, possono permettersi di mettere in strada in un colpo solo 5.000 lavoratori e le loro famiglie sul semplice sospetto che un deposito di ferri vecchi non fosse stato tenuto a regola d'arte. E dire che per due volte i pm di Gorizia si erano visti rifiutare la richiesta di sigilli. Nessun pericolo imminente per ambiente o persone, avevano sentenziato prima il Gip e poi il tribunale. Ma loro cocciuti, sono andati avanti fino a che in Cassazione hanno trovato soddisfazione. Morale: Fincantieri, prestigiosa azienda italiana, da ieri ha dovuto bloccare i lavori che aveva in corso a Monfalcone. Tutti a casa, commesse a rischio, milioni di euro al vento. Poi, magari tra qualche mese o anno, scopriremo che non solo non c'erano rischi – come già accertato – ma neppure reati, come succede in moltissimi casi. L'ultimo, in ordine di tempo, quello di Antonio Pelaggi, dirigente del ministero dell'Ambiente che ha passato cinque mesi in cella da assoluto innocente. Personalmente, più che il destino dell'euro, mi spaventa che il destino, il benessere e il futuro di 5.000 persone sia lasciato nelle mani di una casta di intoccabili e impunibili. La stessa casta che in queste ore sta sferrando un nuovo attacco personale a Silvio Berlusconi inscenando un processo, il Ruby ter, su fatti e ipotesi di reato che una sentenza definitiva ha già dichiarato inesistente. Sempre ieri, infatti, i magistrati di Milano hanno convocato una conferenza stampa, manco fossero i conduttori del Festival di Sanremo, per annunciare che 34 persone a vario titolo amiche di Berlusconi sono state rinviate a giudizio per falsa testimonianza. Su cosa? Su come si svolgevano le cene ad Arcore, ospiti signore e signori maggiorenni e consenzienti. Qui andiamo oltre la persecuzione giudiziaria, entriamo nel campo della psicoanalisi. Perché l'unica risposta possibile è: chi se ne frega di cosa succedeva a cena, chi se ne frega di come Berlusconi vuole spendere i suoi soldi. Quelli nostri, di soldi, invece li hanno spesi i pm per migliaia di intercettazioni telefoniche tra signore il cui contenuto da domani sarà su tutti i giornali. Il peggior gossip elevato a giustizia. E dire che Corona, per molto meno, si è beccato undici anni di carcere. Ma lui non era magistrato.

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