venerdì 10 luglio 2015

TARI, 29 MILIONI DI EURO EVASI DA MINISTERI E AGENZIA DELLE ENTRATE! E NON GLI ACCADE NULLA RISPETTO AI PRIVATI CITTADINI, POVERA ITALIA….


Tartassano i cittadini, alzano le tasse e poi sono i primi a non pagarle. Quello che esce fuori dalla lista degli evasori della Tari (la tassa per le utenze non domestiche) è una beffa per i cittadini, costretti a versare puntualmente le gabelle.
Tra gli enti che non pagano la Tari all'Ama di Roma, infatti, ci sono tutti i Ministeri, la Presidenza del Consiglio e le Sovrintendenze. Non solo: tra gli evasori c'è anche l'Agenzia delle Entrate.
In sostanza ora gli esattori dovrebbero sanzionare loro stessi. E non per qualche spiccio, ma per somme da centinaia di migliaia di euro. Come riporta il Messaggero, infatti, il ministero dell'Interno non ha pagato 3.459.000 di euro, quello delle Infrastrutture 2,2 milioni e la Presidenza del Consiglio 616mila. Ancora: il ministero della Giustizia è indietro nei pagamenti per 700.000 euro e quello dell'Economia per 709.000 euro. E poi ci sono il Tar del Lazio che deve all'Ama 244mila euro, Ama che deve ancora ricevere ben 418mila euro dall'Agenzia delle Entrate. In pratica Angelino Alfano, Graziano Delrio, gli altri ministri e anche Matteo Renzi, che guidano questi enti ancora indietro con il pagamento della Tari, evadono in complesso 29 milioni di euro. Su questi grandi evasori ha presentato una interrogazione parlamentare il senatore di Ncd Andrea Augello, che scrive: "È davvero singolare, per le famiglie romane che pagano puntualmente la tari e sono inseguite dalle cartelle dell'Agenzia delle Entrate con penali e interessi aggiuntivi per ogni minimo ritardo, scoprire che la Presidenza del Consiglio sia morosa per 2 milioni di euro". Nella lista nera messa insieme dal consigliere comunale Roberto Cantiani (che ha possibilità di accesso agli atti), poi, ci sono anche molte banche, alcune con morosità che arrivano anche al milione di euro. In totale, gli istituti di credito non hanno pagato circa 5,5 milioni. Non poco, anzi. Troppo.

Ora si attende una risposta all'interrogazione. Intanto i cittadini annaspano e le isitituzioni evadono.

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