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sabato 2 aprile 2011

L’OPERAZIONE TERREMERSE CI E’ COSTATA OLTRE DUE MILIONI DI EURO.

IL PRESIDENTE ERRANI NON ESCE AFFATTO BENE DA QUESTO AFFARE CHE VEDE SUO FRATELLO GIOVANNI ACCUSATO DI TRUFFA AGGRAVATA.

Discussa nella seduta pomeridiana di ieri dell’assemblea legislativa regionale l’interpellanza, a firma del Consigliere regionale del Pdl Fabio Filippi, sul caso Terremerse, il finanziamento milionario a favore della cooperativa agricola diretta dal fratello del Presidente della Regione Emilia-Romagna. Su Giovanni Errani, fratello di Vasco, pende l’accusa di truffa aggravata. Il Pubblico ministero ha ipotizzato irregolarità nella procedura relativa alla costruzione di un nuovo stabilimento vinicolo nell’imolese. Indagati anche due funzionari della Regione.



Per l’Assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni non c’è stata nessuna irregolarità. Il Consigliere del Pdl ha chiesto alla Giunta spiegazioni sul fallimento di Terremerse, sulla fusione tra le cooperative Terre Imolesi e Co.p.a. (attualmente proprietarie della struttura imolese) e sul trasferimento di macchinari da una cooperativa all’altra. Filippi, inoltre, ha preteso di visionare, dopo due anni di inutili richieste, il certificato del collaudo relativo alla costruzione dell’azienda vinicola imolese (documento obbligatorio redatto da un tecnico che certifica la regolarità dell’iter procedurale e della stessa opera). “Errani ha il dovere di fare luce sulla questione, deve essere trasparente con la cittadinanza. Perché il finanziamento, da parte della Regione Emilia-Romagna, è stato erogato prima dell’approvazione definitiva del progetto dello stabilimento? Perché non mi è ancora stato consegnato il collaudo? In pochi anni Terremerse ha ottenuto 2.176.000 euro dalla Regione Emilia-Romagna, per poi fallire. Soldi dei contribuenti gettati al vento. Evidentemente le scelte dell’amministrazione avevano un obiettivo ben preciso. I vertici della coop rossa di Bagnacavallo devono restituire alla cittadinanza, ai contribuenti emiliano-romagnoli, i fondi concessi dalla Regione.” Filippi non ha potuto concludere il suo intervento in aula, perché il Presidente dell’Assemblea legislativa Matteo Richetti gli ha tolto la parola.

mercoledì 16 febbraio 2011

CONCESSIONI EDILIZIE: GLI AGRICOLOTORI CHIEDONO SEMPLIFICAZIONE

INTERROGAZIONE DI BAZZONI IN REGIONE.

Semplificare la procedura per la richiesta di concessione edilizia ai Comuni da parte degli imprenditori agricoli, rifacendosi alla legislazione nazionale che ritiene sufficiente che sia fornito da parte degli agricoltori un certificato Inps, con cui viene accertata l'iscrizione ai fini previdenziali e assistenziali del coltivatore/imprenditore, senza dover ricorrere necessariamente al certificato che attesta che il richiedente rivesta la qualifica di I.A.P., vale a dire 'coltivatore diretto e imprenditore agricolo professionale'. La richiesta arriva tramite un'interrogazione dal consigliere regionale del Pdl Gianguido Bazzoni il quale ha raccolto le numerose segnalazioni che arrivano dal mondo agricolo imprenditoriale. Diversi sono infatti i coltivatori diretti che ritengono le procedure per avere le concessioni edilizie complesse e burocraticamente da snellire, anche e soprattutto per accorciare i tempi. Il certificato che dimostra la qualifica di I.A.P. viene rilasciato dai Servizi provinciali per l'agricoltura ed è necessario ad ottenere l'esonero dagli oneri di urbanizzazione per le costruzioni in zona agricola. Con la risoluzione 36/E dell'Agenzia delle Entrate - direzione centrale, normativa del 17 maggio 2010, con oggetto 'Consulenze giuridiche - agevolazioni in materia di piccola proprietà contadina', che a sua volta rimanda a tutta una serie di norme nazionali spiegate nel dettaglio nell'interrogazione di Bazzoni, ai fini del riconoscimento del regime agevolato non si ritiene più necessario fornire la certificazione per la qualifica di I.A.P. "Si potrebbe supporre - dice il consigliere regionale - che lo stesso possa valere anche per gli uffici comunali competenti".Alla Giunta di viale Aldo Moro, Bazzoni chiede se "sia a conoscenza delle richieste che vengono dal mondo agricolo", se "ritiene condivisibile la richiesta di semplificazione" e, infine, "se non intenda intervenire con una direttiva a carattere regionale, per far sì che i Comuni, nel caso di concessione edilizia a coltivatori/imprenditori agricoli, richiedano semplicemente di produrre il certificato INPS con attestata l'iscrizione ai fini previdenziali/assistenziali".

venerdì 12 novembre 2010

CHI SI OCCUPA DELLE PROBLEMATICHE CONCRETE DEL PAESE? BERLUSCONI!

Il richiamo di Giorgio Napolitano ad occuparsi con senso di responsabilità “delle problematiche concrete del Paese, chiunque sarà chiamato a governare, o a governare nuovamente” è stato generalmente interpretato come il preannuncio di una crisi imminente. Ed anche, dai più attenti, come l’auspicio di una continuità politica: in pratica, in caso di dimissioni da parte di Silvio Berlusconi, come il preannuncio di un reincarico allo stesso premier. Non sta a noi forzare il pensiero del capo dello Stato. Certo è che se c’è qualcuno che in questo momento si occupa “delle problematiche concrete del Paese” questo è proprio Berlusconi. Se c’è un governo nonostante tutto al lavoro, questo è proprio il governo attuale. Se c’è una maggioranza che continua a fare la maggioranza, questa è proprio la maggioranza di centrodestra con il Popolo della Libertà e la Lega.  Gli altri che cosa fanno? Lontani mille miglia dai problemi concreti, a cominciare da quelli delle emergenze economiche e ambientali, sono tutti presi ad alambiccare giochi di potere politici. Crisi pilotate, mozioni di sfiducia a questo e quello, bizantinismi, trasformismi e alleanze spericolate tra quella che un tempo era l’estrema destra, e quella che continua ad essere l’estrema sinistra.   Gli ultras di Fli “non escludono nulla”, neppure un accordo con Nichi Vendola. In nome di che? “Del nuovo”, dicono. Il Pd è intento a raccogliere firme. Contemporaneamente deve guardarsi appunto dalla propria sinistra, oltre che dai “rottamatori”. Il cosiddetto nuovo centro (quale?) continua ad autodefinirsi come la formula vincente per l’Italia, sennonché questo nuovo centro esiste, a stento, solo sulla carta, ed anche se si presentasse compatto alle elezioni non raccoglierebbe più di un quinto dei voti.

mercoledì 27 ottobre 2010

DETERMINAZIONE DEI CONFINI STORICI DELLA ROMAGNA

“DALLA PIADINA ALLE NETTARINE, IL PROGETTO DI LEGGE REGIONALE PER DARE SLANCIO ALLE NOSTRE TIPICITA’.

Comincia domani, giovedì 28, in Commissione Politiche economiche della Regione la discussione sul progetto di legge presentato dal consigliere regionale del Pdl Gianguido Bazzoni e relativo alla determinazione dei confini storici della Romagna. L'obiettivo è, come spiega il consigliere nella relazione, "riconoscere il valore sociale, culturale, socio economico e promozionale di un territorio già definito dalla storia e nella denominazione di ‘regione composita’, appunto perché composta da due territori distinti, Emilia-Romagna, dando così attuazione a quanto previsto dai padri costituenti che, creandola con i due nomi avevano ben chiaro come si unissero territori ben distinti.  La Romagna, dunque, per svilupparsi appieno necessita di veder riconosciute la propria estensione territoriale e le proprie peculiarità con la valorizzazione delle proprie specificità. Ciò che chiedo con questo progetto di legge è il riconoscimento socio culturale di un territorio e di un popolo che sente forte il proprio attaccamento ad esso che non si può estirpare con la negazione". Una legge, prosegue Bazzoni, "che oggi assume una valenza importante tanto più in un contesto del nostro Stato che si sta modificando con l’introduzione del federalismo". Inoltre, con la determinazione esatta dei confini della Romagna “si darebbe un grande impulso a tutti i prodotti tipici del nostro territorio (dalla piadina alle nettarine) per i quali si potrebbero iniziare le procedure per il riconoscimento del marchio Dop (Denominazione di origine protetta)”.

Ecco di seguito i cinque articoli del progetto di legge:

lunedì 18 ottobre 2010

BAZZONI INCONTRA IL MINISTRO DELL’AGRICOLTURA ALLA FESTA DEI FRUTTI DIMENTICATI DI CASOLA VALSENIO

Il consigliere regionale del PDL Gianguido Bazzoni, insieme con il capogruppo in Provincia di FI PDL Vincenzo Galassini, ha partecipato alla Festa dei frutti dimenticati che si è tenuta a Casola Valsenio alla quale ha preso parte anche il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan. Nell'occasione Bazzoni ha illustrato al ministro i principali problemi che interessano l'agricoltura e la caccia della nostra provincia.

martedì 12 ottobre 2010

IMMIGRATI: DATI ISTAT CONFERMANO CHE L’EMILIA ROMAGNA E’ INVASA

 "Il nuovo aumento degli immigrati presenti in Emilia Romagna (dati ISTAT) e il quasi raggiungimento della soglia dell'11% degli stranieri sul territorio regionale, conferma che siamo di fronte ad una vera e propria invasione che la sinistra non sta governando. Così, anziché integrazione, in Emilia Romagna si crea disintegrazione sociale, con gravi conseguenze sia sul welfare che sull'ordine pubblico. L'Emilia Romagna si conferma più terra di conquista che di integrazione. Ai dati che confermano in Emilia Romagna, una percentuale di immigrati regolari tra le più alte d'Italia, fanno fronte quelli, altrettanto recenti, che confermerebbero che la regione stessa registra il più alto numero di clandestini e irregolari.
Questo perché le politiche della sinistra hanno attirato nella nostra regione una quantità di immigrati ben superiore alla capacità di assorbimento del tessuto sociale ed economico locale. Questo ha creato sacche di clandestinità, degrado, delinquenza, al centro della cronaca quotidiana. Non condividiamo affatto gli alleluia della sinistra e siamo quindi fortemente preoccupati dall'atteggiamento degli amministratori pubblici di sinistra dell'Emilia Romagna che vedono nell'aumento degli immigrati un successo di cui andare fieri.
Per noi le priorità rimangono altre: eliminare le sacche di clandestinità e garantire che la presenza di ogni immigrato sia legata a doppio filo alla certezza di un posto di lavoro, alla conoscenza della lingua italiana, al rispetto della legalità, della cultura e della tradizione".

sabato 9 ottobre 2010

E IO PAGO: TRE MILIONI PER I “ROMAGNOLI ALL’ESTERO”.

TRATTO DAL QUOTIDIANO LA VOCE DI ROMAGNA


mercoledì 6 ottobre 2010

giovedì 23 settembre 2010

PROVINCIA: BAZZONI PRESENTA LE NECESSITA’ AI MINISTRI GALAN E (agricoltura) MATTIOLI (infrastrutture).

"Ho consegnato - spiega il coordinatore provinciale del Pdl Ravenna - al Capo di Gabinetto del Ministero dell'Agricoltura, nell'ambito di un incontro con i vertici del Ministero, assente il Ministro Galan per motivi istituzionali, una relazione sulla situazione di crisi che il comparto sta attraversando nella nostra provincia. Incalzato anche dalle sollecitazioni degli agricoltori, nel documento chiedo attenzione per un settore che rappresenta per la Romagna una grandissima risorsa, grazie alle tipicità che le nostre aziende producono ogni anno, dedicandosi a un lavoro che sempre di più viene minato da ritardi nell'erogazione dei contributi comunitari e il rischio frequente che questi possano venire meno. Dal Ministero mi hanno assicurato la massima collaborazione, condividendo l'obiettivo comune di dare il massimo sostegno a un settore irrinunciabile della nostra economia. C'è la piena disponibilità a un rapporto di collaborazione tra il Ministro Galan e le Regioni". Sempre ieri  il consigliere regionale ha consegnato al Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Altero Matteoli una relazione sui punti nevralgici che riguardano i trasporti della nostra provincia.

mercoledì 1 settembre 2010

ERRANI “GATE” TERRE MERSE : IL DIETRO FRONT DELLA ERRANI A MASSA LOMBARA

IL PDL HA PRESENTATO UN ESPOSTO CONTRO LA CENSURA

ERRANI “GATE” TERRE MERSE : LA DOPPIA MORALE DEL PD

BUCCI ATTACCA REGIONE E DEMOCRATICI.

venerdì 27 agosto 2010

giovedì 26 agosto 2010

mercoledì 21 luglio 2010

SEMPRE I PRIMI: I TRENI IN EMILIA-ROMAGNA, CON LE TARIFFE PIU’ALTE DEL CENTRO NORD

IL GOVERNATORE ERRANI HA ANTICIPATO GLI AUMENTI DEL 5,5%!

BOLOGNA - La Regione Emilia-Romagna deve sospendere i "pessimi" aumenti ferroviari. Perché per ora sui treni "si muovono soltanto le tariffe". Al punto che con l'ultimo ritocco l'Emilia-Romagna si troverà con il primato dei biglietti e degli abbonamenti mensili più cari di tutto il Centro-Nord. Federconsumatori contesta dunque il rincaro del 5,5% stabilito dalla Regione a partire dall'1 agosto prossimo, giustificato in viale Aldo Moro come adeguamento alle "tariffe obiettivo" del progetto "Mi Muovo" che, a regime, darà agli utenti la possibilità di utilizzare un biglietto unico per tutti i mezzi pubblici.
"Un aumento che interviene 'a freddo' e su aspettative ben diverse degli utenti- lamenta in una nota l'associazione dei consumatori- ora sospesi tra servizi spesso inefficienti e il rischio del loro taglio". Un  aumento "che premia immeritatamente le imprese ferroviarie: denaro fresco in cambio di un generico invito a compiere progressi sul progetto 'Mi Muovo', senza individuare una data di attivazione". Oltre tutto, secondo Federconsumatori si tratta di rincari che consegneranno all'Emilia-Romagna il "primato assoluto delle tariffe più care del Centro-Nord per non abbonati o abbonati mensili". Infatti, dall'1 agosto, l'importo salirà a 2,5 euro per un biglietto di seconda classe per la fascia tra i 21 ed i 30 chilometri e arriverà a 46 euro per l'abbonamento mensile. Numeri ben al di là dei prezzi praticati dalle altre Regioni centro-settentrionali (con l'eccezione del Piemonte, dove il mensile costa 46,50 euro, compensati, però, dai 2,20 euro della corsa semplice). A conti fatti, per i circa 70.000 utenti giornalieri sulle tratte emiliano-romagnole, l'aumento diventa del 20% negli ultimi due anni. Un vero e proprio "accanimento vessatorio", sintetizza Federconsumatori. L'associazione va anche oltre. "La Regione ha ritenuto doveroso applicare l'adeguamento delle tariffe, ma da almeno due anni non ritiene altrettanto doveroso intervenire sui gestori (Trenitalia e Fer) per pretendere il rispetto dei parametri previsti dal Contratto di servizio". Parametri "regolarmente violati per quanto riguarda ritardi, guasti, soppressioni, tempi di percorrenza, pulizia". Una "indecenza consentita da un contratto troppo generico e con penali non adeguate". Per questo Federconsumatori, che stigmatizza anche la mancata consultazione sull'aumento delle tariffe, rinnova alla Regione "la richiesta di un rinnovo urgente e non formale del contratto, imperniato su nuovi parametri più stringenti per i gestori ferroviari".  fonte «Agenzia Dire» e l'indirizzo «www.dire.it

venerdì 16 luglio 2010

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI RAVENNA NON TUTELA GLl AGRICOLTORI

"Apprendo che martedì 13 il Consiglio provinciale ha rigettato un ordine del giorno, presentato dalla consigliera Giovanna Benelli, che invitava il presidente Giangrandi e la giunta ad intervenire presso il neonato Consorzio di bonifica della Romagna (che abbraccia le provincie di Rimini, Forlì-Cesena e parte di Ravenna) affinché rivedesse un aumento della tassazione sproporzionato ed ingiustificato, che andava a colpire pesantemente gli agricoltori ed i fabbricati rurali". Lo dichiara il consigliere regionale e coordinatore provinciale del Pdl Gianguido Bazzoni. "L'aumento superiore al 10% è stato effettuato da questo unico Consorzio in tutta la regione e colpisce particolarmente la nostra provincia per effetto di una riarticolazione dei parametri, che, su questo aspetto, incidono molto meno a Forlì e a Rimini. L'agricoltura ravennate, che già si trova alle prese con una grave crisi, non solo congiunturale, non riesce a sopportare questo ulteriore balzello ed è

mercoledì 14 luglio 2010

E IO PAGO: FINALMENTE ERRANI HA LA SUA TORRE MA PAGATA CON 100 MILIONI DEGLI EMILIANI ROMAGNOLI

Nemmeno per il Burj Khalifa, il grattacielo di Dubai alto 828 metri, c’è voluto così tanto tempo. Eppure a Bologna per tirare su la terza torre, progettata da Kenzo Tange (in foto) un sacco di anni fa, è dal 2000 che si aspetta col naso rivolto al cielo. E se il grattacielo più alto del mondo è costato un capitale e alla fine a pagarlo ci ha pensato il presidente degli Emirati, nonché emiro di Abu Dhabi, a sganciare la grana, molta di più di quanta ne era stata preventivata, per la torre sono stati, come sempre, gli emiliano romagnoli. La storia di questo travaglio che, se Dio vuole sta per vedere finalmente la luce, inizia nel 2000 quando la Regione, con apposito bando di gara, affida la realizzazione dei lavori alla ditta Baldassini che straccia tutti con un ribasso del preventivo del 26,5%. Fosse vero sarebbe la manna dal cielo. Ma al cielo la Baldassini non arriva mai: l’impegno è di far svettare la torre in 4 anni e il cantiere apre il 10 ottobre del 2000. Già a pochi mesi dall’inizio dei lavori iniziano i primi casini (economici e  va da sé) e la ditta chiede aggiustamenti di ogni sorta. A 3 anni dall’apertura del cantiere della svettante torre non svetta che il 25%. Un moncone orrendo e inquietante destinato a rimanere tale: il costo a questo punto è di 12 milioni di euro (contro i 32,4 previsti inizialmente dalla Baldassini). A lasciare perplessi, per non dire altro, è che il dirigente della Regione incaricato di seguire tutto l’iter della costruzione non manda negli spogliatoi la ditta. Anzi con un documento apposito, sollecitato da una comunicazione riservata e mai resa nota del direttore dei lavori, si prevedono pagamenti più ravvicinati per non mettere in difficoltà l’azienda. Che in difficoltà non ci finisce ma poi finisce col fare causa alla Regione.