mercoledì 27 ottobre 2010

DETERMINAZIONE DEI CONFINI STORICI DELLA ROMAGNA

“DALLA PIADINA ALLE NETTARINE, IL PROGETTO DI LEGGE REGIONALE PER DARE SLANCIO ALLE NOSTRE TIPICITA’.

Comincia domani, giovedì 28, in Commissione Politiche economiche della Regione la discussione sul progetto di legge presentato dal consigliere regionale del Pdl Gianguido Bazzoni e relativo alla determinazione dei confini storici della Romagna. L'obiettivo è, come spiega il consigliere nella relazione, "riconoscere il valore sociale, culturale, socio economico e promozionale di un territorio già definito dalla storia e nella denominazione di ‘regione composita’, appunto perché composta da due territori distinti, Emilia-Romagna, dando così attuazione a quanto previsto dai padri costituenti che, creandola con i due nomi avevano ben chiaro come si unissero territori ben distinti.  La Romagna, dunque, per svilupparsi appieno necessita di veder riconosciute la propria estensione territoriale e le proprie peculiarità con la valorizzazione delle proprie specificità. Ciò che chiedo con questo progetto di legge è il riconoscimento socio culturale di un territorio e di un popolo che sente forte il proprio attaccamento ad esso che non si può estirpare con la negazione". Una legge, prosegue Bazzoni, "che oggi assume una valenza importante tanto più in un contesto del nostro Stato che si sta modificando con l’introduzione del federalismo". Inoltre, con la determinazione esatta dei confini della Romagna “si darebbe un grande impulso a tutti i prodotti tipici del nostro territorio (dalla piadina alle nettarine) per i quali si potrebbero iniziare le procedure per il riconoscimento del marchio Dop (Denominazione di origine protetta)”.

Ecco di seguito i cinque articoli del progetto di legge:


Art. 1Romagna: determinazione dei Confini Storici.Il territorio romagnolo nell'ambito della composita RegioneEmilia-Romagna è delimitato a nord-ovest e nord dal fiume Sillaro,dalla sorgente alla confluenza nel fiume Reno e da quest'ultimo finoalla foce. A est, sud e sud-ovest, è delimitato dagli attualiconfini regionali, con l'inclusione del territorio dei Comuni dellaVal Marecchia che hanno recentemente deciso di entrare nellaProvincia di Rimini. La Regione promuove e sostiene anchefinanziariamente le più significative iniziative pubbliche e privatevolte a conservare e rivalutare le tradizioni, il folclore, lespecificità culturali e sociali della Romagna e fra queste ildialetto e la valorizzazione delle tradizioni marinare, delle valli,dei parchi montani e di pianura e delle aggregazionistorico-culturali come le Terre Malatestiane.
Art. 2Segnaletica con denominazione geograficaLe Amministrazioni Provinciali ed i Comuni che fanno parte dell'areaidentificata nell'art. 1 possono delimitare il loro territorio concartelli che contengano la denominazione geografica, storica eculturale Romagna.
Art. 3DenominazioneTutti gli Enti pubblici o privati, le iniziative culturali,economiche e sociali promosse o realizzate nel territorio delimitatodall'art. 1 possono utilizzare la denominazione Romagna el'aggettivo romagnolo . Per quanto riguarda l'area di costa che vadalla foce del Reno al monte di Gabice, verrà ripristinata dallaRegione la denominazione storica Riviera Romagnola e taledenominazione verrà utilizzata in forma esclusiva.2
Art. 4Marchi, loghi e denominazione delle produzioni romagnole.Tutte le produzioni agricole, industriali, artigianali e culturaliespresse dal territorio di cui all'art. 1 possono utilizzare ladenominazione Romagna  di Romagna o e l'aggettivo romagnolo.
Art.5Azioni di tutelaLa Regione tutelerà l'autenticità e la tipicità romagnola consuccessive apposite norme ed atti amministrativi.

Per rafforzare questa iniziativa, il consigliere Bazzoni a inizio legislatura ha presentato anche un progetto di legge sulla denominazione "Riviera Romagnola", al fine di ripristinare lo storico marchio della nostra costa, che era stato cambiato con un anonimo "Costa Adriatica dell'Emilia Romagna". "Il recupero della vecchia denominazione - spiega Bazzoni - avrebbe anche una grossa influenza sul rilancio del nostro sistema turistico che oggi paga lo scotto della crisi e di scelte sbagliate fatte dalle amministrazioni di sinistra".
Ravenna, 27 ottobre 2010

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