domenica 15 dicembre 2013

LA “FARSA” SULL’ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI IN VIGORE DAL 2013


Di Vittorio Argese,  “Da oggi l’abolizione del finanziamento ai partiti è legge dello Stato, abbiamo mantenuto la promessa che avevamo fatto”. Così si era espresso stamane, su twitter, il premier Letta al termine del Consiglio dei ministri che ha recepito nel decreto legge il testo già approvato dalla Camera e che ora dovrà passare al Senato Secondo il Dl approvato, a decidere saranno i cittadini che potranno devolvere, già dalla prossima dichiarazione dei redditi, il 2 per mille del loro Irpef a un partito politico e con donazioni che potranno essere effettuate anche via sms e telefonia fissa. La riforma entrerà però del tutto in vigore solo dal 2018, quando saranno definitivamente interrotte le erogazioni da parte dello Stato.  I partiti continueranno, infatti, a ricevere 91 milioni di euro nel 2014, 50 milioni nel 2015, 45 milioni del 2016 e circa 36 milioni nel 2017. Solo nel 2013 sono stati già spesi 120,45 milioni di cui 40 erogati da privati e circa 80 dai rimborsi. Pdl e Pd hanno ricevuto rispettivamente 37,16 milioni e 25,34 milioni, mentre il M5S ha rifiutato i 9,29 milioni di euro cui aveva diritto. Introdotto nel 1974 con la legge 195 proposta dal democristiano Flaminio Piccoli, il finanziamento pubblico ai partiti viene bocciato dal referendum del 1993. Nonostante ciò è rimasto in piedi fino ad oggi. Esponenti del governo parlano di abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, ed invece si applicherà, tra non meno di 5 anni. Tradotto: altri 5 anni di prese in giro, ruberie e quant’altro, ammesso che non intervenga, nel quinquennio considerato, un provvedimento che restituisca ai partiti ciò che viene, al momento, sottratto. Un sentito “ringraziamento” al governo Letta-Napolitano-Alfano.



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