venerdì 29 luglio 2011

NON POTEVA NON SAPERE




Chi è costui? Berlusconi! Sbagliato. Questa volta l’avete fatta fuori dal vaso. Quel costui è Pierluigi Bersani, se anche al segretario del Pd vogliamo applicare il famigerato teorema che è di casa ogni volta che si accusa Silvio Berlusconi Ma a Bersani, essendo uomo di sinistra, il teorema non va applicato, e dunque il leader del Pd può tranquillamente scrivere sul Corriere della Sera una lettera in cui invita i compagni finiti nelle maglie della giustizia a fare un passo indietro. Come scrive Gabriele Villa sul Giornale di oggi, colui che invece dovrebbe fare non uno ma mille passi indietro è proprio lui, lo scrivente Bersani, il quale si è dimenticato a bella posta di aver cantato per più di una stagione la canzoncina secondo la quale il Pd è un partito pulito: e invece si ritrova in casa pezzi da novanta che la giustizia vuole indagare perché accusati di corruzione e quant’altro. Un segretario che si ritrova contraddetto nei fatti – e ciò significa che tutta la sua politica incentrata sulla questione morale è fallita – dovrebbe come minimo fare un accenno alla sua volontà di dimettersi. Magari le dimissioni sarebbero respinte, ma per lo meno si comporterebbe da responsabile. Ma chi chiede continuamente agli altri (leggi Berlusconi) di dimettersi, a tutto pensa fuorché alle proprie responsabilità, e così Bersani non si sente minimamente toccato dai numerosi scandali che stanno dilagando nel suo partito. Gli elettori di Bersani, dopo aver assistito felicemente al suo voltafaccia sulla liberalizzazione dell’acqua e sul nucleare, come prenderanno questa sua ostinata e arrogante presunzione di innocenza? È pure lui un uomo per tutte le stagioni? Del resto il caso Tedesco è lì a dimostrare l’ipocrisia di un partito che non può dare lezioni di moralità a nessuno. Non da oggi, ovviamente. A farlo notare è stato nientemeno che un vecchio comunista come Emanuele Macaluso). Bersani degli scandali nulla sapeva e nulla sa. Si difende così. Anche se ad essere trovato con le dita nella marmellata è il suo più potente braccio destro. Naturalmente la magistratura è ben lungi da allungare la sua mano anche sul leader del Pd. Se Bersani dice che non sapeva e non sa nulla, a lui si è obbligati a credere. Come a Fini sulla casa di Montecarlo, ricordate? A Berlusconi no. Anzi a Berlusconi mai.

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