venerdì 7 settembre 2012

SILVIO IN CAMPO, LO VOGLIAMO TUTTI


C’è speranza e fiducia da parte del partito e degli elettori tradizionali del centrodestra affinché Berlusconi annunci al più presto la sua decisione di candidarsi alla guida del nostro Paese. Man mano che il tempo passa questa attesa cresce e diventa via via più chiaro il significato della decisione di volersi candidare alla guida di uno schieramento alternativo a quello della sinistra. I sondaggi non riflettono questa attesa e questa speranza che lievitano all’interno del partito e nel Paese, ma la sola possibilità che Berlusconi sciolga gli ultimi dubbi non fa che galvanizzare il popolo del centrodestra. Quando Berlusconi scioglierà le ultime riserve e annuncerà ufficialmente la sua nuova discesa in campo, si vedrà come i sondaggi rifletteranno positivamente questa novità. Che ci sia bisogno di Berlusconi per suscitare le energie degli elettori di centrodestra, per ridare speranza e fiducia al Paese non vi è alcun dubbio. Angelino Alfano lo ha detto in maniera chiara e facendo appello ad un argomento decisivo quando ha ricordato che la candidatura di Berlusconi è necessaria per dare un senso a quanto è avvenuto in Italia con la formazione di un governo tecnico. Berlusconi ha compiuto un gesto di grande responsabilità decidendo di fare un passo indietro, senza che il Parlamento avesse votato la sfiducia al governo votato dagli italiani, e contribuendo alla nascita di un governo Monti fortemente voluto dal Presidente della Repubblica. Ma i risultati deludenti dell’attività svolta dal governo tecnico richiedono che Berlusconi si presenti nuovamente di fronte agli elettori per un bisogno di chiarimento politico.
Per non parlare del fatto che Berlusconi rimane il candidato più forte e popolare del centrodestra, il candidato con maggiore autorevolezza a livello internazionale. Ciò che avviene a sinistra dimostra infine l’assoluta necessità di scongiurare la presa del potere da parte di una coalizione che già oggi dimostra di essere divisa e litigiosa, ma niente affatto pronta a governare, soprattutto in una situazione difficile come questa. Ancora una volta l’unico vero collante della sinistra è la brama di potere e uno spasmodico desiderio di spartire fra la cerchia dei vecchi notabili tutti i possibili incarichi istituzionali e di governo. La lezione del 1994 dimostra che i giochi non sono ancora fatti e che l’ultima parola spetta al popolo sovrano.

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