giovedì 20 settembre 2012

TUTTE LE TASSE DELLA SINISTRA


Per non dimenticare e per prepararci a quello che verrà. Tra Ulivo e Unione, tra Amato, Visco e Padoa Schioppa, la sinistra quando è stata al governo si è inventata 67 balzelli in 15 anni
Anzitutto c’è la tassa sulla prima casa, un bene primario. E' la più odiosa (e la più salata) di tutte. E' il frutto avvelenato della cultura di sinistra strettamente correlata all'idea sempre tentata e sempre presente di patrimoniale 
Ma non è di certo la sola tassa "rossa"
  • Nel 1992 si iniziò con il prelievo forzoso del 6 per mille sui conti correnti, notturno e retroattivo, voluto da Giuliano Amato. 
  • Nel 1996 si passò all’eurotassa di Romano Prodi come pedaggio per entrare in Europa (restituita al 60 per cento ma solo per finta: al suo posto arrivarono due addizionali Irpef). 
  • Nel 1998 Vincenzo Visco introdusse l’Irap per coprire le spese sanitarie: anziché ridurre gli sprechi, i cui effetti durano fino ad oggi, vennero bastonate le imprese e il lavoro per finanziare un sistema costoso e inefficiente. E ora per le regioni in deficit sanitario oltre al danno c’è la beffa dell’aumento delle addizionali Irpef e, appunto, Irap. 



  • Nel 2006 fu ripristinata da Prodi la tassa di successione, ribattezzata con macabro humour "dichiarazione sul trasferimento a causa di morte" andò nuovamente a colpire diritta i beni oltre i 250 mila euro, in pratica tutte le case. 
  • E sempre Prodi introdusse le tasse di scopo e l’immediato aumento delle aliquote fiscali, che il governo Berlusconi 2001-2006 aveva ridotto: fu la stangata estiva del decreto Visco-Bersani, che colpì anche il Tfr dei lavoratori, le partite Iva, i precari.

Ora la sinistra è nuovamente assetata di tasse, nonostante il governo Monti abbia portato la pressione fiscale oltre il 45 per cento. 
  • E dunque ha come primo punto del programma la patrimoniale, che dovrebbe taglieggiare indifferentemente case (di nuovo!) e risparmi. E qui attenti all'imbroglio: Bersani e la Cgil parlano di tassa straordinaria sui "grandi patrimoni", omettendo di dire che sommando immobili e risparmi nessuna famiglia si salverebbe, neppure quelle a reddito più basso. 
  • Ma Nichi Vendola di patrimoniali ne vuole addirittura tre: due straordinarie del 5 e del 10 per cento sui risparmi, ed una fissa del 5 per mille sui "ricchi". Cioè, nelle intenzioni della sinistra, su tutti. 
  • A queste si aggiungerebbe la Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, che è una fissa di Bersani. Una spremitura colossale, che metterebbe l’Italia in ginocchio ancora più di adesso, e farebbe fuggire definitivamente i capitali, e quindi il lavoro.
  • Non solo. Uno Stato di polizia tributaria, nel quale dovremmo trasformarci in delatori, e non certo gli evasori (che per non pagare le tasse hanno ben altri mezzi) ma tutti i cittadini vivrebbero con l’incubo che i loro consumi domestici, perfino spese come quelle per la scuola e la salute, diventino pretesto per ispezioni fiscali e richieste perentorie di nuove tasse. 
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