lunedì 13 gennaio 2014

ECCO LE PRIME TASSE DI RENZI TASI E IMU, SCADENZE E IMPORTI: CI ASPETTANO STANGATE SU CASA E RISPARMI. E IL LEADER PD NON MUOVE UN DITO CONTRO SACCOMANNI CHE CI SPENNA


Il ciclone Renzi sta terremotando la politica. Non è un male, si sentiva il bisogno di uscire dall'immobilismo nel quale ci avevano portato Napolitano e Letta con l'aiuto di Alfano. Ma detto questo, quel che succede in politica conta zero se non provoca effetti benefici su noi cittadini. Se a sinistra si ridistribuiscono seggiole e poltrone, se qualche ministro verrà mandato a casa e sostituito da personaggi più graditi, se insomma la novità resta chiusa all'interno della casta, un Renzi vale l'altro. E qui viene il sospetto che il nuovo capo del Pd, cioè l'azionista di maggioranza del governo, parli a volte bene e comunque molto, ma razzoli maluccio. Se oggi il governo approverà, come previsto, la nuova ondata di tasse sulla casa, la stangata avrà un nome e cognome: Matteo Renzi. Già, perché solo lui potrebbe e dovrebbe porre un veto assoluto: caro Letta, fermati o domani sei licenziato. E invece il giovane e loquace sindaco-segretario riformatore tace. Muto come un pesce. Facile porre aut-aut sulle unioni civili (cosa che interessa e riguarda pochi intimi), facile prendere per i fondelli il suo rivale viceministro dell'Economia, Fassina, e costringerlo alle dimissioni.
Andare a trovare Bersani in ospedale dopo averlo rottamato è addirittura banale. Annunciare scadenze «inderogabili» su questo e su quello sapendo che non saranno rispettate è un gioco mediatico che non costa nulla. Ma per fermare l'aumento delle tasse dello sciagurato trio Letta-Saccomanni-Alfano ci vogliono attributi veri. E qui, salvo graditi colpi di scena dell'ultima ora, casca l'asino.
Il nuovo che avanza si comporta tale e quale i vecchi marpioni che hanno spremuto per anni i contribuenti. E addirittura arriva a rilanciare l'aumento della tassazione delle rendite finanziare. Di nuovo, nella politica fiscale di Renzi, c'è solo il nome: da Imu a Tasi. E tra l'altro, secondo tutti gli studi, la seconda sarà più tosta della precedente. Domani Renzi ci spiegherà perché e percome non ha potuto fermare la mannaia dello Stato ladrone. E noi gli risponderemo: e chi se ne frega, affari tuoi. O comandi su cose concrete, o di belle e nuove parole non sappiamo più cosa farcene. Tasi, Renzi, che in dialetto veneto significa: taci, Renzi.


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