martedì 22 ottobre 2013

LA MORALITA’ POLITICA PER NOI E’ MANTENERE GLI IMPEGNI, CIOE’ ABBASSARE LE TASSE.


IL DEP, APPROVATO DA MINISTRI DEL PDL, REALIZZA UNA REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO TUTTO A DANNO DELL’ELETTORATO DI CENTRO DESTRA E TUTTO A VANTAGGIO DELL’ELETTORATO DI SINISTRA. IL CORAGGIO DI CAMBIARLA.
Ci siamo. Qui ci siamo noi. C’è la nostra essenza come forza di governo. C’è la nostra qualità politica. E che cos’è moralità politica in teoria e in pratica. Il tema è quello della Legge di Stabilità. Critichiamo, ma non ci limitiamo alla pars destruens, e indichiamo allora soluzioni chiare. Entrambe le fasi svolgono in linea diretta la nostra idea di Italia, dove protagonista dello sviluppo è la società, fatta di individui liberi, che allo Stato chiede di farsi più in là, togliendo la mano morta dalla voglia di lavorare, e farsi più vicino, con servizi efficaci. Ecco allora due documenti, di dieci punti ciascuno.  Nel primo esprimiamo le critiche. La Legge di Stabilità così come è uscita dal ministero dell’Economia ha gravi carenze sia sui modi di reperire risorse (tasse sulla case nuove o comunque mascherate non ci vanno bene), sia sui modi di spenderli. Non ci va il tassa-e-spendi. Ecco allora le nostre dieci proposte, basate su tagli di spese improduttive e vendite di immobili e partecipazioni non strategici, ed anzi veri e propri fardelli che invece messi nelle mani di privati possono diventare un volano di crescita. Questi sono i nostri punti. Questa è la nostra maniera di intendere la partecipazione a un governo di larghe intese. Ovvio che ci sono elementi di critica e di proposta cui non possiamo rinunciare. Ne andrebbe della nostra moralità.
La moralità in politica è per noi mantenere fede alle promesse elettorali, cercare in ogni modo di realizzare i programmi in nome dei quali abbiamo chiesto consensi e grazie ai quali abbiamo ottenuto voti. Non esiste per noi margine al cinismo dei furbi, che svendono ideali e interessi dei propri elettori per conservare posizioni di potere o guadagnarne di nuove.
I nostri valori sono semplici anche in questo mondo complicato: primato della persona e della sua iniziativa economica, rispetto per il lavoro, sostegno a chi è meno fortunato, non secondo le tabelle fornite dal sindacato, ancorato a privilegi antichi, ma così come emergono dalla realtà di oggi.
Dunque, in pratica: nessuna tassa sulla casa che superi quelle pagate nel 2013, in cui l’Imu sulla prima casa è stata abolita. Non accettiamo aggiramenti di questo principio, qualunque sigla si adotti come paroletta magica per infilare la mano nelle tasche dei cittadini, diciamo di no.
In questo non esistono falchi, colombe, lealisti, innovatori, mediatori, ponti, dissidenti: c’è Forza Italia unita intorno a Berlusconi, la freschezza della cui intuizione originaria è una risorsa adesso. Non ieri o domani. Domani è troppo tardi: ora, subito. La politica è questa.



E non ci dicano che stiamo ponendo aut-aut o diktat. Questo lasciamolo ripetere ad un Mario Monti, che non sa che la lotta politica è lotta per gli ideali e non il giochino facile del professorino accompagnato a governare l’Italia dalle superpotenze teutoniche o comunque extraitaliane. Questo ha sperimentato Monti, prima di sbattere il nasino sulle porte chiuse, era venuto a comandarci accompagnato dalle cannoniere merkeliane e nordeuropee. Be’, Monti ha dovuto fare i conti con la democrazia e un consenso inesistente, dovuto non alla personale antipatia, ma al disastro provocato.
Chiamateli pure aut-aut, per noi è moralità politica.
Ovvio: non è che sbattiamo sul tavolo i documenti e stiamo a guardare che cosa se ne fanno Letta e Saccomanni. Siamo gente responsabile. E chiediamo la cabina di regia. La valutazione ponderata e serena, nella stima reciproca, di critiche e proposte. Sapendo che per noi i punti fermi sono quelli anzidetti. Meno tasse. Tagli. Vendite.



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