venerdì 15 novembre 2013

ERRANI, CONSIGLIERE O PRESIDENTE: LA PROCURA INDAGA SULLO STRANO CASO DELLE AUTO BLU


di David Marceddu La procura di Bologna torna ad accendere un faro su Vasco Errani, il presidente di Regione in carica più longevo della storia d’Italia. Lo fa per capire se le sue spese per le auto blu erano regolari o se a suo nome viaggiasse anche qualcun altro. Le due pm che lavorano sul caso dei rimborsi in Emilia Romagna, Morena Plazzi e Antonella Scandellari, si sono infatti imbattute in una serie di rimborsi per auto a noleggio intestati al “consigliere regionale Errani”: 20mila euro in totale da giugno 2010 ad agosto 2011. Così la palla è stata passata immediatamente alla Guardia di finanza che spulcerà le carte per capire come mai il governatore cambiasse ‘ragione sociale’ nei suoi viaggi e perché abbia utilizzato, fino a un importo così alto, il servizio di noleggio con conducente destinato specificamente ai suoi colleghi dell’Assemblea legislativa. Il tutto nonostante il numero uno di viale Aldo Moro, per la cifra di oltre 100mila euro l’anno, abbia a disposizione per la sua persona, 24 ore al giorno, un’auto e due autisti che lo portano su e giù per i suoi impegni anche da commissario per la ricostruzione e da Presidente della conferenza delle regioni a Roma. Vasco Errani, che per questi fatti non è indagato dalla Procura, in una nota pomeridiana si è difeso: “Sui costi delle auto a noleggio sono assolutamente tranquillo. Stiamo parlando di uno strumento di lavoro: per adempiere ai miei compiti, spostarmi da una parte all’altra della regione è normale e anzi, se non lo facessi, non farei bene il mio lavoro, con l’intensità e l’impegno che sono noti a tutti”. Fin qui una normale difesa, ma poi il presidente parla delle due figure istituzionali che lui rappresenta: “Mi è sempre stata molto chiara la differenza tra le attività politico-istituzionali del gruppo al quale appartengo e l’attività di Presidente: proprio per questo


ho ritenuto necessario addebitare ai fondi del gruppo consiliare Pd – come previsto da una specifica delibera dell’Ufficio di Presidenza della Assemblea legislativa, la numero 15/2010 – le spese che ho sostenuto quando sono stato chiamato a svolgere una funzione politica, nell’ambito delle attività del gruppo stesso, diversa da quella di presidente della Regione”.
Questa differenza ora vorranno capirla anche gli investigatori che esamineranno e incroceranno tragitti e distanze, cercando di capire se ci siano state irregolarità. Secondo quanto ricostruiscono dagli uffici della giunta regionale, se Errani dopo una visita come presidente della Regione in una città, doveva raggiungere un’iniziativa di partito in un’altra sede, per quel tratto il governatore cambiava letteralmente contabilità e lo scontrino che strappavano i suoi due autisti (entrambi dipendenti del consorzio Cosepuri, vincitore di un appalto) risultava a carico del consigliere e non più del governatore. Ciò che il governatore non spiega è quale fosse la differenza tra il partecipare a un’iniziativa di partito come consigliere regionale oppure come presidente. La delibera 15/2010, di cui parla Errani stesso nella sua nota, è fumosa nello spiegare quale sarebbe dovuto essere il motivo per cui una spesa era giustificata: “I consiglieri regionali potranno utilizzare autovetture pubbliche di servizio, per le missioni o per partecipazione a iniziative di rappresentanza e per conto dell’assemblea legislativa, qualora risulti particolarmente disagevole l’utilizzo di mezzi pubblici o di auto proprie”.
A difesa di Errani è sceso in campo tutto il Pd. Il motivo per il quale le spese come consigliere da parte di Errani si fermino all’agosto 2011 lo ha spiegato Anna Pariani, la nuova capogruppo del Pd in Regione: “Tutti i consiglieri del gruppo Pd in regione Emilia-Romagna hanno, sin dall’agosto 2011, sospeso l’utilizzo dell’uso delle auto blu tranne rarissime occasioni”. La Regione infine ha reso note anche le spese sostenute dalla sola giunta regionale e dal suo presidente Errani nel primo semestre 2013 per le auto a noleggio: 177mila euro che potrebbero arrivare a 400mila alla fine dell’anno. “Dal 2006 a oggi però il costo è calato del 31%”, spiegano da viale Aldo Moro.

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