lunedì 10 giugno 2013

GRILLO CONTRO QUALSIASI RIFORMA: PER LUI IL PRESIDENZIALISMO FAVORISCE IL DUCE D’ITALIA SILVIO


Pare proprio che a Beppe Grillo qualsiasi proposta di riforma istituzionale provenga dal Pdmenoelle (come lo chiama lui) non vada a genio. Oggi tuoni, fulmini e saette colpiscono il tentativo di riforma presidenziale. Per la verità si tratta di un’idea alimentata da Alfano, e dai vertici del Pdl, dopo le parole di Enrico Letta sulla necessità di cambiare la modalità di elezione del Capo dello Stato. Il leader del M5S ha così commentato sul suo blog:«Il presidenzialismo è un’idea di Berlusconi, vuol farsi eleggere presidente-duce d’Italia con l’aiuto delle televisioni che il pdmenoelle gli ha graziosamente lasciato da vent’anni ignorando ogni conflitto di interessi. Mediaset trasmette grazie a generose concessioni governative sulle frequenze nazionali». Mentre ultrà del pro e contro si accapigliano (vedi difesa della Carta a oltranza da parte di Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky), mi permetto di ricordare a Grillo, e ai suoi sodali, che la primogenitura di una Repubblica presidenziale non è certo da attribuire a Silvio Berlusconi ma a Giorgio Almirante. Fu, infatti, nel 1979 che il segretario dell’allora Msi-Dn fece stampare un quaderno dal titolo “Nuova Repubblica” teso a profetizzare la creazione di uno Stato presidenziale. Una posizione confermata nell’ottobre dello stesso anno, durante il XII Congresso del partito, svoltosi a Napoli, dove Almirante viene confermato segretario. Nell’occasione viene approvato anche il suo programma congressuale basato su presidenzialismo e corporativismo. Grillo se ne faccia una ragione. Almirante era un anticipatore. Un politico di quella prima Repubblica che sempre più spesso, ascoltandolo, mi trovo a rimpiangere.

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