venerdì 9 luglio 2010

IL PDL VA DIFESO DAI CONSERVATORI

Lo si chiami colpo di coda dei poteri forti, lo si consideri un istinto che scatta ogni volta che qualcuno (sempre Berlusconi) in questo Paese cerca di cambiare qualcosa, specie se si tratta dell’architrave della Costituzione, del modo di fare politica, per il bene dell’Italia e dei suoi cittadini, sta di fatto che mai come in questa occasione valga il detto: corsi e ricorsi storici. Oggi come nella legislatura 2001-2006, dopo un paio d’anni di governo si stanno mettendo in modo meccanismi se non identici, almeno molto simili. Il primo colpo arriva dall’interno, una sorta di fuoco amico che cerca di ammantarsi dell’autorevolezza di chi vuole il bene del centrodestra mentre invece non fa che indebolirlo. Prima erano Casini, Follini e Fini, che parlavano di “discontinuità”, poi di tre punte, con il risultato di far cadere i consensi verso il governo Berlusconi, poiché ogni volta che veniva varato un provvedimento c’era chi prendeva le distanze proprio dall’interno. Adesso c’è un’esigua minoranza pronta a prendersi il ruolo di chi fa le pulci a governo e maggioranza indebolendone (involontariamente) l’azione.


Questo ha permesso in parte all’opposizione e in parte – forse preponderante – ai mezzi d’informazione, d’insinuarsi negli spazi di un consenso berlusconiano dilagante, per fomentare il dubbio che tanto efficiente questo governo poi non è, che non è tutto oro ciò che riluce all’ombra del Pdl, del governo, del credo berlusconiano.   Quindi, oggi come allora, il Corriere della Sera può permettersi, sempre usando editorialisti storicamente vicini al centrodestra (per rendere più credibile il tutto), di accusare d’immobilismo l’esecutivo e Berlusconi stesso.  A questo si aggiungono le proteste di piazza, gli scioperi, l’offensiva della magistratura politicizzata. Tutto fa brodo per presentare una situazione peggiore di quella esistente.  E’ per questo motivo che a differenza della legislatura 2001-2006 è necessario un guizzo, per confermare nella testa e nell’immaginario degli italiani che mentre molti parlano a vanvera, puntano a giochi di palazzo, resistono ad ogni tentativo di ammodernamento del Paese, c’è chi davvero si è rimboccato le maniche nell’esclusivo interesse dei cittadini, per dar loro dignità, sicurezza, solidità e – perché no? – floridità sotto il profilo economico. 

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